C-Cinque + 1 – speciale fumetto – Corrado Mastantuono

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, adattate questa volta in uno speciale per parlare di fumetto, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

1) Ciao Corrado. Quando hai scritto e disegnato la tua prima storia a fumetti?

La mia primissima storia a fumetti credo che sia “Impiegato di concetto”

Pubblicata sul n.100 di ComicArt nell’agosto del 1991, ma era una storia breve e muta di qualche pagina e fu più un divertimento che Rinaldo Traini accettò di pubblicare che un lavoro vero e proprio.

L’anno dopo invece, fu proprio lui a incaricarmi di realizzare un episodio per il volume dei “Diritti umani” n.3. Lo spunto da cui partire era l’articolo 17: Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà. Partendo da questo realizzai “Il droppo”, storia surreale di due detenuti che dopo varie disavventure diventano amici, a cui poi fece seguito una mini-serie con gli stessi personaggi: Buzzer & Todavia (pubblicata anche in Francia con il titolo Buzzer&Taille-la-route- Mosquito Editions, nel Gennaio del 2019).

La curiosità è che, anche se nato per il volume, il mio esordio ufficiale fu nella pre-pubblicazione nel n. 91 di CimicArt nel maggio del 1992.

Quale genere prediligi per le tue storie?

Non ho un genere preferito. Il western posso dire di conoscerlo abbastanza bene ma anche altre ambientazioni possono essere stimolanti. Sicuramente soffro un po’ le avventure dove la documentazione dei costumi sia maggiormente rigorosa e difficilmente reperibile.

Cosa ti piace leggere?

Ho un approccio squisitamente estetico riguardo l’opera, per cui parto esclusivamente dalla fascinazione del disegno. Se l’aspetto esteriore non mi conquista non arriverò mai a scoprire l’aspetto letterario, semplicemente perché non leggerò quel fumetto. Detto questo, negli ultimi anni ci sono autori che compro a scatola chiusa, due su tutti, Carlos Nine e Nicolas De Grecy.

Tra gli italiani trovo Carnevale e Cavenavo una spanna sopra a tutti.

Di non fumettistico?

Mi piacciono i racconti in cui prevalga intelligenza e ironia. Ho amato la produzione di Hesse, ”I fiori blu” di Raymond Queneau o la saga intorno al personaggio di Benjamin Malaussène nei romanzi di Daniel Pennac, anche se l’ultima sua creatura, “Mio fratello”, non mi è sembrato particolarmente ispirato.

2) Di tutto quanto hai pubblicato, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché? Preferibilmente un titolo solo.

Difficile estrarre dal mazzo un singolo nome, in fondo sono tutti un po’ come figli.

Per la delicatezza del racconto, per la fragilità del protagonista, per aver portato Roma in racconto di fantascienza, pistola alla tempia direi “Klon”, Speciale a colori di Le Storie n.3, uscito in edicola nel luglio del 2016 e che non ha mai avuto la gratificazione di un volume cartonato da fumetteria (ne esiste uno ma solo per il mercato francese per la Mosquito Editions)

https://shop.sergiobonelli.it/albo/le-storie/40839/Klon.html

http://www.editionsmosquito.com/ouvrage.php?id=283

3) Consigli per chi si approcci adesso al mondo del fumetto autoriale: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Almeno inizialmente non puntarci come primo lavoro. I risultati sono altalenanti e i guadagni spesso troppo esigui. Nel campo autoriale in Italia bisogna contare su grosse vendite che, al momento, è una fortuna riservata a una esigua manciata di autori. Dal mio punto di vista se non riesci a vivere del tuo lavoro quello che fai diventa poco più di un hobby.

4) Quale storia stai scrivendo/disegnando in questo periodo o, quale vorresti?

Una storia su tre episodi di Tex su testi di Rujo, 330 tavole, e la produzione delle due serie che curo per Topolino: Papersera e Bum Bum.

5) Quale autore, anche non necessariamente di fumetti, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Mi sarebbe piaciuto dire a John Romita che, Redaelli mi è testimone, ho amato a lungo e profondamente e pazzamente e scriteriatamente la sua Gwen Stacy.

5+1) Raccontati in un racconto.

Nasco con la passione per il disegno, e per il latte condensato, e per la cioccolata a taglio, e per Big Jim…ma soprattutto per il disegno. Nel 1965, all’età di tre anni, il mio primo trompe oeil con un gessetto su una porta di casa, lo intitolo “Pinocchio in piedi”. Contavo molto sulla critica benevola di mia madre che invece non coglie il guizzo del genio: “Povero burattino, non si stancherà?” Commenta. Non mi perdo d’animo e lo metto seduto. Nasce l’opera “Pinocchio seduto”. Nei cinque anni delle elementari prendo dieci in disegno, come la quasi totalità dei miei compagni di classe. Pur non sottovalutando la concorrenza, proseguo spavaldo. Sono di questo periodo le opere “La mia casa”, “Il letto di zia Pierina”, “Le rondini tornano ai paesi caldi” realizzati a colori su supporto a tracciato regolare (quaderno a quadretti). Per il primo fumetto bisogna attendere il 1973. Prende vita “L’Uomo Gatto”, tutto direttamente a biro, senza costruzione a matita. Qualche anatomia inventata e qualche refuso non rovinano l’impatto emotivo di questo capolavoro di 30 tavole. L’urlo disperato “Ti giro, papà, che ti vendicherò!” nella splash-page centrale, riassume la verve creativa senza confini e la mia distrazione.

1975, è tempo di scuole superiori. Malgrado la lunghezza del nome, decido di orientarmi verso la sezione disegno dell’Istituto Statale per la Cinematografia e la Televisione, anche se non entrerà mai in nessun curriculum. In quattro anni colleziono assemblee, auto-gestioni, occupazioni, dibattiti, scioperi e un paio di interrogazioni su Beato Angelico. Nell’attestato finale, nelle materie artistiche prendo tutti dieci, come alle elementari. Tanta strada e fatica per non cambiare nulla. A saperlo…

Mi faccio le ossa in uno studio di cartoni animati dove mi adopero anche in grafica, scenografia, story-board, slide, modell-sheet e altre cose che non so scrivere. E’ un periodo di grande crescita in cui tutto serve a prepararmi per il grande salto nel mondo Disney. Avviene nel 1989, grazie al maestro Giovan Battista Carpi, che mi unisce al gruppo di artisti d’indiscusso talento che sta formando: Camboni, Freccero, Ziche, Perina, Santillo, Intini, Mottura, Celoni. Ho solo 27 anni ma sono il più vecchio di tutti. Iniziamo male, mi dico. Sforno storie a ripetizione con alterne fortune. Non demordo, affino la tecnica e svuoto negozi d’arte, ingentilisco il tratto e arricchisco cartolerie. In poco più di due anni realizzo trenta storie: Topolino, Minni & Co., Enigmistica di Minni, Topolino Sport, tutto è buono per sfogare il mio impeto creativo. Di lì a poco nasce un nuovo progetto, quasi in clandestinità. Sono molto divertito dall’atmosfera di questo periodo. Si sperimentano inquadrature, si studiano personaggi e in un’esaltazione collettiva prende forma uno dei più grandi successi della Disney, PK. Partecipo con entusiasmo anche alle serie successive come MM e X-Mickey pur continuando a produrre per la testata principale. Il 1996 è un anno memorabile, il più grande riconoscimento della Disney, il Topolino d’Oro, quell’anno è mio. Purtroppo l’evento non fu documentato da nessuno scatto in posa preso com’ero a sbeffeggiare i miei colleghi più giovani. L’anno dopo invento Bum Bum Ghigno ma la casa editrice mi rinnova comunque la fiducia: “Un errore può capitare a tutti!”. Vedo passare cinque direttori, tre capo-redattori e cambiare quattro sedi, eppure è tutto immutabile, la stessa magia degli esordi e quel senso di onnipotenza di quando con un segno puoi mettere un Pinocchio seduto.

Grazie, Corrado! La tua verve mi ha strappato non pochi sorrisi, specie nel racconto finale (anche la suddivisione in più parti della prima domanda). Ti offro i miei Canestrini per ogni tuo proposito, che sia lavorativo, artistico o di altro genere. Buona Vita!

Grazie a te e un grazie sentito a chi ha avuto la voglia e la pazienza di leggere fin qui, vi sono riconoscente.

Potete contattarmi e visitarmi al sito

www.corradomastantuono.com

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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