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C-Editoriali – Il blocco dello scrittore

C-Editoriali Divagazioni sul tema (49)

Il blocco dello scrittore…

Perché ci paralizza e come superarlo

(di Paolo Facco)

Perché ci paralizza…

Cos’è Il blocco dello scrittore? Il blocco dello scrittore è la difficoltà, o l’incapacità, di cominciare o di proseguire, la scrittura di un testo. Esistono diverse cause all’origine di questa difficoltà, la buona notizia però, è che ci sono anche numerosi accorgimenti per superarla e rendere l’attività della scrittura fluida e piacevole.

Che cos’è che ci paralizza davanti alla pagina bianca?

Ci sono momenti in cui abbiamo “illuminazioni”, in cui la nostra idea (o la nostra storia) ci appare chiara e affascinante. In queste situazioni, di solito, siamo sotto la doccia, oppure alla guida dopo una lunga giornata di lavoro, o siamo ad una cena con colleghi o amici. Il giorno dopo, quando ci sediamo davanti al computer per iniziare il nostro capolavoro, gli appunti ci appaiono degli scarabocchi incomprensibili e le intuizioni che (alle due di notte e con un cocktail in mano) sembravano geniali si sono sciolte come neve al sole.

Una buona idea non basta: come ricordava Alfred Hitchcock, bisogna farla crescere, svilupparla, darle una struttura articolata, non troppo rigida, ma ben organizzata. Torneremo su questo aspetto tra poco. Per la verità, i problemi relativi alle idee sono di due tipi: mancanza di idee, quando siamo in difficoltà a trovare temi da trattare, oppure troppe idee, quando facciamo fatica a selezionare e scegliere, tra tante proposte, quali argomenti illustrare.

Un’altra causa frequente è il perfezionismo: una parte del nostro cervello critica ogni idea e ogni frase sul nascere (trovi un elenco di critiche nel post “Frasi killer: come uccidere un’idea sul nascere”), come un avvoltoio appollaiato sul monitor del pc, inibisce ogni slancio creativo. Scrivi una frase, poi la cancelli, la scrivi di nuovo, poi la correggi, ma non riesci a proseguire.

Le emozioni negative sono un’altra zavorra alla nostra scrittura; la preoccupazione, l’ansia, la paura di non riuscire, ci impediscono di concentrarci e inibiscono le connessioni creative. Maggiore è la preoccupazione (magari per una scadenza che si avvicina), maggiore diventa la difficoltà di trovare buone idee e di scriverle in modo originale.

Per quanto possa sembrare strano, anche non avere limiti di tempo rappresenta un ostacolo alla scrittura. “Il lavoro si espande fino ad occupare tutto il tempo disponibile”, afferma la scherzosa Legge di Parkinson (corollario alla Legge di Murphy) “più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo”. Se abbiamo a disposizione due ore (e siamo ben concentrati), scriveremo il nostro articolo in due ore, ma, se sappiamo di avere mezza giornata, tra una cosa e l’altra, la impiegheremo tutta per scrivere il nostro articolo. Qualcosa di simile avviene anche quando siamo alle prese con un racconto o con un romanzo.

A volte è la mancanza di passione o di interesse a frenarci: ci siamo imbarcati nell’avventura di scrivere (magari per altri), ma ci scopriamo poco appassionati a certi contesti o a determinati contenuti. Forse dovevamo pensarci prima.

La fatica di procedere nello scrivere, infine, potrebbe essere anche causata dalla stanchezza: presi dal nostro racconto, o da una fase particolarmente creativa, siamo stati per ore con gli occhi fissi sul monitor e con le mani in fervente attività sulla tastiera. Il nostro organismo ci sta dando un segnale importante: è opportuno fare una pausa, sgranchirci, bere qualcosa e, se possibile, uscire a fare due passi.

Come superarlo…

Vediamo, adesso, il metodo da seguire per non incappare nel writers’ block e qualche accorgimento che ci consenta, se ci siamo finiti dentro, di uscirne.

1) Appuntare le idee: le buone idee raramente ci vengono quando siamo seduti alla scrivania ma ci arrivano, nella maggior parte dei casi, quando siamo “de-focalizzati”, quando svolgiamo un’attività poco impegnativa (come guidare) o un’attività fisica ripetitiva (come correre, nuotare, ecc.). Appena arriva una buona idea è utile prenderne nota: scrivendo un breve appunto su un taccuino, sullo smartphone o registrando una nota vocale. L’importante è non lasciarla sfuggire. Creare un “archivio” di idee, raccogliendo link, post, ebook, ecc. è un ottimo metodo per non rimanere a secco di idee.

Per uno scrittore le idee arrivano spessissimo dalla lettura. Per questo è importante leggere di tutto, essere curiosi di qualsiasi cosa, perché tutto può servire e non si può mai sapere da dove arriverà uno spunto narrativo.

2) Sviluppare le idee: un’idea, appena nata, è ancora “acerba”, bisogna svilupparla e farla maturare. Possiamo svilupparla creando una mappa mentale ovvero disegnando al centro di un foglio la “parola chiave” dell’idea e creando tante diramazioni con possibili sviluppi e “articolazioni”. Dopo aver completato la mappa, bisogna tenerla, se possibile, a portata di mano perché in un secondo momento, quando non ce l’aspettiamo, verranno in mente altri spunti e collegamenti preziosi. Quindi, se volessimo scrivere un post su come essere più produttivi allora potremmo sviluppare l’idea con diversi post (gestione del tempo, gestione dei progetti, ecc.). Se invece, desiderassimo scrivere un libro su queste tematiche allora potremmo creare una mappa in cui ogni diramazione rappresenta un capitolo e le sotto-diramazioni gli argomenti (best practice, esempi, consigli, ecc.) che intendiamo esporre all’interno di quel capitolo.

3) Programmare le idee: se scriviamo su più riviste o blog, non possiamo fare a meno di preparare un piano editoriale. Questo ci permette di non affidarci (solo) all’improvvisazione ma di costruire un percorso logico, costellato dagli aspetti che riteniamo importanti, attraverso cui accompagnare i nostri lettori.

Questo è il metodo che certamente bisogna seguire per evitare il blocco dello scrittore. Si tratta di un metodo necessario che però, da solo, potrebbe non essere sufficiente per levarci l’ansia davanti alla pagina bianca. Ecco dunque, qualche accorgimento per superare il blocco creativo:

introdurre cambiamenti

La nostra mente ha bisogno di stimoli creativi che ognuno deve trovare a modo suo. Ad esempio, provare a cambiare l’orario e il luogo in cui scriviamo: scrivere su un tavolino di un bar sulla spiaggia, in una baita in montagna o in un parco può avere affetti vantaggiosi sulla nostra scrittura.

stabilire limiti temporali

L’assenza di scadenze, come abbiamo visto, non ci è di aiuto: bisogna porsi limiti molto chiari riguardo al tempo da dedicare alla scrittura. Una volta finito il tempo stabilito, bisogna staccare e dedicarsi ad un’altra attività.

ingannare l’altra parte del cervello

Una parte del nostro cervello, la più pigra e timorosa, tende a trattenerci con bieche scuse dall’intraprendere attività impegnative. È quella che si attiva quando diciamo: “Sì, adesso faccio [questa cosa], prima, però, [do un’occhiata veloce ai social] …” e due ore dopo … siamo ancora a scherzare su Facebook. C’è un modo, relativamente semplice, per “ingannare” questa parte del cervello. Pensiamo a quando non avevamo voglia di affrontare un lavoro manuale impegnativo (come riordinare il garage o sistemare il giardino) e ci siamo detti: “Adesso faccio solo questa parte …”, e poi, piano piano, riuscivamo a sistemare tutto. La stessa cosa vale per il lavoro intellettuale. Possiamo ingannare l’altra parte del cervello dicendo: “Adesso scrivo solo il titolo e l’indice del mio articolo …” poi, piano piano, ci troveremo anche a completare il testo. Occorre sperimentare più volte questa tecnica per farla diventare un’abitudine, altrimenti, senza perseverare, non funziona.

lasciare andare la mano e i pensieri

Un altro accorgimento utile è quello di “allentare” il controllo (del gufo interiore) e non pretendere che il testo sia subito perfetto. Quello che bisogna fare esattamente è lasciare andare le mani sulla tastiera, segui il flusso dei nostri pensieri e scriverli così come ci vengono in mente. In un secondo tempo, potremmo leggere, correggere e migliorare il nostro scritto.

 

cc CSide Writer -Paolo Facco

Il vampiro di Venezia – Giada Trebeschi

C-BookLe recensioni (212)

IL VAMPIRO DI VENEZIA

Giada Trebeschi

(Oakmond Publishing)

Il lato A (la copertina)

Il lato B (la storia, i protagonisti)

Un romanzo storico, che s’ispira al mito dei masticatori di sudari. Una credenza popolare la quale vuole che in periodo di peste i cadaveri dei masticatori, riprendano vita cibandosi prima dei propri sudari e poi dei cadaveri seppelliti vicino a loro. Ma questo è solo l’inizio, una volta usciti dalle loro fosse i masticatori hanno bisogno di cibarsi di sangue come fonte di vita, e lo fanno vendicandosi di coloro che gli hanno fatto dei torti in vita. Una credenza ben radicata nella Venezia del 1576, falcidiata dalla peste. Giada Trebeschi s’ispira infatti a un fatto di cronaca, al ritrovamento della salma di una donna, durante degli scavi archeologici nel 2006/2008, con un mattone infilato in bocca. Partendo da questo presupposto da sfoggio della sua abilità di romanziera e storica, fondendo l’una nell’altra e dando origine a una storia magnificamente strutturata sia dal punto di vista narrativo che dal punto di vista della pertinenza storica. Un abile intreccio di trama come si addice ai più consumati giallisti, si aggiunge a una caratterizzazione dei personaggi che scorre sulle descrizioni delle loro emozioni. Perché i sentimenti e le paure sono una parte fondamentale di questa vicenda e fanno da collante fra scrittura e lettura. Una vicenda che fa presa sulle credenze delle diverse culture, com’era Venezia in quel periodo. Una forte influenza cristiana, che però non mancava di essere contaminata dalla presenza degli ebrei e dei mercanti mediorientali. A indagare sul ritrovamento del cadavere di un prete orribilmente assassinato, sarà il “Signore della notte al Criminàl” Orso Pisani, l’equivalente del moderno magistrato, che grazie alla sua logica scettica, stabilirà il nesso fra queste figure oscure e i macabri omicidi che si susseguono con un solo apparente responsabile. Ma ad affascinare il lettore come ho già detto non c’è solo una trama coinvolgente, ad essa si aggiungono personaggi come Adàmas un abile mercante di ogni mercanzia, come Diamante controversa e bellissima dama, come i fratelli Foscari, o come l’alchimista Nane Zenon. Tutti loro saranno coinvolti in questa caccia al vampiro, o forse è quello che qualcuno vuol far credere loro.

Il lato C (il pensiero di CSide Writer)

Storia, trama, intrigo e personaggi abilmente miscelati…

Dopo il lato C (una citazione, una frase)

Tratto da pag. 148

I masticatori di sudari. Per vendicarsi dei torti subiti in vita, tornano dai morti e succhiano il sangue delle loro vittime.”

cc CSide Writer – Marco Ischia

C- Eventi appuntamenti e concorsi… – Presentazione bilingue a Riva del Garda

C-Eventi Appuntamenti, concorsi…(23)

Festival Giallo Garda diventa bilingue in una presentazione a Riva del Garda (23)

logo-festival-giallo-garda

L’abbiamo già detto altre volte che l’obiettivo è quello di portare i libri fuori dalle librerie e dalle biblioteche. Questa volta però Festival Giallo Garda si supera con una presentazione bilingue. Grazie agli spazi messi a disposizione dall’amministrazione del Comune di Riva del Garda e alla biblioteca di Riva del Garda, sarà presente al fianco della splendida Giada Trebeschi anche il curatore di CSide Writer. Una serata che si preannuncia frizzante che porterà il pubblico alla scoperta di un libro che parla di misteriosi tesori nazisti, ma non solo. Un’occasione per trascorrere una piacevole serata che si svolgerà nel parco della Rocca di Riva del Garda in pieno centro cittadino.

L’appuntamento è quindi per domenica 6 agosto alle 21.00

(In caso di maltempo la manifestazione si sposterà negli adiacenti spazi delle sale della Rocca)

CSide Writer – Marco Ischia

134 C-Citazioni – cose già sentite… e non

C-Citazioni Cose già sentite… e non

 Citazione nr. 134

Agitato, non mescolato

Shaken, not stirred

C-Chi l’ha detto: Agente 007

Tratta da: Licenza di uccidere (film1962)

C-Commento: il cocktail in questione è il Vodka Martini, a berlo è nientemeno che che James Bond, la spia più famosa e longeva che si conosca. La citazione è diventata ormai iconica, al pari di “Bond, il mio nome è James Bond”, e compare più volte nella filmografia dell’agente 007 tanto da renderla la sua bevanda preferita. Ma noi andiamo oltre, e vi proponiamo la ricetta base per questo cocktail spionistico:

5,5 cl Vodka

1,5 cl Martini Dry

Raffreddate un bicchiere da Martini. Miscelate in un mixing glass con ghiaccio e poi versate filtrando il ghiaccio, decorando con un’oliva verde e buccia di limone giallo… se guidate non bevete!

cc CSide Writer – Marco Ischia

The Professor – Troll

C-BookLe recensioni (211)

THE PROFESSOR

Troll

Marzano-Corbetta-D’Antonio

(Erredi)

Il lato A (la copertina)

Il lato B (la storia, i protagonisti)

Nella serie a fumetti “The Professor” il gioco delle citazioni e dei tributi letterari è una sorta di regola. In questo numero non è diverso, e vengo inserite come sempre con accattivante abilità. Gli eventi portano il professor Benjamin Love sulle isole Orcadi per indagare sul misterioso naufragio del brigantino Prometheus sulle coste dell’isola di Hoy. I corpi dilaniati dell’equipaggio, le fattorie di bestiame dell’isola depredate da una misteriosa creatura che ne fa scempio. Tutto fa pensare a un mostro, e una volta tanto la verità non po’ essere più vicina a questa teoria. Non svelerò chi si nasconde dietro agli eventi efferati, basti sapere che ad accompagnare il professore ci sarà un certo Abraham Stocker, Bram per gli amici.

Il lato C (il pensiero di CSide Writer)

I mostri spesso sono creati dall’uomo

Dopo il lato C (una citazione, una frase)

Tratto da pag. 65

Quando le risposte razionali vengono meno, per trovare soluzioni appropriate, bisogna porsi domande insensate”

cc CSide Writer – Marco Ischia

Dietro questo sipario – Enrico Luceri

C-BookLe recensioni (210)

DIETRO QUESTO SIPARIO

Enrico Luceri

(Damster)

Il lato A (la copertina)

Il lato B (la storia, i protagonisti)

Questo è un libro dal potere evocativo, le immagini prendono forma e iniziano a scorrere come in un film. Io l’ho letto senza sbirciare la trama senza sapere di cosa mi sarei trovato davanti, o meglio “dietro questo sipario”. La prima sensazione che ho avuto è che avesse qualcosa a che fare con Dario Argento, quando poi sono arrivato alla nota dell’autore ho capito che c’è molto di più. Si tratta dichiaratamente di un cameo, di un tributo plurimo. Le citazioni e gli spunti sono innumerevoli, e la sensazione di trovarsi in una sceneggiatura è palpabile. Enrico Luceri si conferma uno dei maestri del giallo classico, dimostrando una padronanza della materia che parte dalla passione, passa attraverso un’attenta conoscenza, e sfocia in una penna abile e intrigante. La vicenda è degna delle trame thriller con costanti punti di suspance, e trova come protagonista Patrizia, la titolare di un agenzia immobiliare. Un amore con Giorgio che è un continuo tira e molla, da un tempo che neppure lei è più in grado di definire. Ma l’ennesimo litigio, è solo il ripetersi di una situazione, è invece quello che accade quando resterà con l’auto in panne a cambiare completamente la sua vita, a mettere a rischio la sua vita. Dopo essere diventata la testimone oculare di un omicidio camuffato da suicidio, nessuno le crederà, perché niente è come sembra dietro il sipario della recitazione, dove ogni attore recita la propria parte, e dove i segreti e i bugiardi non si distinguono più.

Il lato C (il pensiero di CSide Writer)

Ho sempre adorato le citazioni che omaggiano, e questo è un libro che fa anche questo oltre che raccontare una bella storia

Dopo il lato C (una citazione, una frase)

Tratto da pag. 84

Ma il cinema è sogno o illusione e basta grattare la patina dorata con l’unghia per svelare una realtà sordida e disgustosa.”

Tratto da pag. 135

Sono sicuro che in questa storia i dettagli hanno la loro importanza e sottovalutarli può essere un grave errore.”

Tratto da pag. 221

Forse aveva lanciato il dado maldestramente, o forse era destino che tornasse più volte sulla stessa casella del gioco dell’oca.”

cc CSide Writer – Marco Ischia