The professor – Astori, Corbetta, Innocenti

C-BookLe recensioni (183)

THE PROFESSOR

Astori-Corbetta-Innocenti

(Erredi)

Il lato A (la copertina)

Il lato B (la storia, i protagonisti)

Era da un po’ di tempo che avevo in programma di leggere questo fumetto, e dopo aver vagabondato per alcune edicole che lo avevano già esaurito, sono riuscito a trovarne una copia. Si tratta del numero 3 della serie “The Professor”, sceneggiato dalla bravissima Cristiana Astori e disegnato dall’abile mano di Riccardo Innocenti. Ma per capire chi è davvero il professore Benjamin Love, vi consiglio di farvi un salto sul sito dedicato al fumetto (www.theprofessor.it) in cui potrete avvicinarvi a questo personaggio che si muove in un atmosfera gotica come quella dell’epoca vittoriana, ma che ho trovato attuale più che mai. Per quanto riguarda il numero 3, posso dire che si tratta di una storia che vede anche la partecipazione di un E.A. Poe, che arrivando dalla penna di Cristiana Astori ci calza a pennello. La trama ha a che fare con la magia, con l’occulto, con sette pagane ma sopratutto con la mesmerizzazione. Una trama intrigante con molteplici richiami alla letteratura, con un finale a sorpresa e una sceneggiatura di prima categoria che mi fa pensare già al prossimo numero in cui c’è un certo Carlo A. Martigli che a me dice molte cose. Ma come dicevo c’è anche una grafica davvero ben fatta della quale mi limiterò a farvi notare il geniale riquadro in fondo a pagina 94…

Il lato C (il pensiero di CSide Writer)

Trama e disegni di alta qualità… e poi c’è chi li chiama “solo” fumetti!

Dopo il lato C (una citazione, una frase)

Tratto da pag. 61

La tecnica migliore per nascondere qualcosa è proprio quella di metterla bene in evidenza.”

cc CSide Writer – Marco Ischia

C-Come Saper Scrivere … consigli di scrittura (6)

C-Come Saper Scrivere … consigli di scrittura

Consiglio nr. 6

L’importanza delle ambientazioni

C-Commento: L’ambientazione è uno degli aspetti fondamentali di un romanzo. Per questo motivo la sua scelta non deve essere casuale, ma ragionata. Non si ambienta una storia a New York o a Roma perché “è bello” o perché “fa figo”, ma la scelta della scenografia, dei luoghi e degli spazi dove far muovere i personaggi deve aver un senso logico, e soprattutto funzionale alla storia che si vuole raccontare. Spesso l’ambientazione è importante quanto la trama e i personaggi, perché è la cornice all’interno della quale si svolge la vostra storia.

saperscrivere_cover_72dpi  Rubrica a cura di Saper Scrivere (www.saperscrivere.com)

 

cc CSide Writer – Saper Scrivere

C-Incontri – le interviste – Margherita Oggero

C-Incontri  Le interviste (94)

Dopo aver avuto il piacere d’incontrare Margherita Oggero e aver potuto presentare il suo libro “La ragazza di fronte” (Mondadori) in una serata legata al Festival Giallo Garda, abbiamo oggi l’onore di averla nostra ospite nel salotto virtuale di CSide Writer. Ne approfittiamo per chiacchierare con lei di libri, di scrittura, di emozioni scritte e provate, sempre alla ricerca del lato C.

   

(foto by Mara Parma)

CSW: Benvenuta Margherita, è un grande piacere averti ospite su CSide Writer, mentre ti accomodi sul nostro accogliente divano virtuale posso offriti qualcosa da bere? O preferisci un buon gelato?

MO: Dipende dall’ora. Pomeriggio: gelato; pre-sera: aperitivo.

CSW: Del tuo libro “La ragazza di fronte” (Mondadori) abbiamo già parlato durante una splendida serata organizzata dal Festival Giallo Garda. Ma volendo ripetere magari anche cose già dette, posso approfittare per chiederti com’è nata l’idea per questa storia?

MO: La storia è nata da più suggestioni: il ricordo dei cortili dove, decenni fa, i bambini giocavano senza l’occhiuta sorveglianza di genitori o parenti; il fascino delle finestre illuminate di sera e le fantasticherie su chi vive dietro a quei rettangoli di luce.

CSW: Non voglio addentrarmi troppo nella trama per non togliere il piacere ai lettori, ti chiederò quindi dei personaggi. Marta è una giovane donna che trova nel suo motto “bastare a se stessi” una sorta di ancora di salvezza emotiva, una corazza contro le sofferenze. Quante Marta secondo te incontriamo nella vita di tutti i giorni magari senza accorgerci? Quanta solitudine interiore, si nasconde dietro a sorrisi di facciata?

MO: Secondo me, oggi nell’era della comunicazione globale si è più soli di prima, soprattutto nelle città. Si sono modificati gli stili e le abitudini di vita, i rapporti di vicinato si sono rarefatti. L’uso dei social riempie le ore, ma non i deserti di solitudine.

MO: CSW: Michele, l’altro protagonista, è un giovane uomo che con le donne ha un rapporto che si ferma sempre prima del coinvolgimento emotivo, che non si lascia mai andare fino in fondo. Quanto contano secondo te gli affetti nella vita di una persona? E quanto è importante, se lo è, lasciarsi andare alle emozioni?

MO: Gli affetti salvano le vite, nel senso che le rendono degne di essere vissute. E alle emozioni non bisogna opporre rifiuti, ma bisogna anche saperle dominare o incanalare in sentimenti positivi.

CSW: Nel tuo libro ci sono molti messaggi importanti, che vanno dalle differenze sociali, alla profondità dei sentimenti, con tutto quello che ci può stare nel mezzo. Un libro che può essere il veicolo per momenti di riflessione oltre che di semplice piacere per la lettura. In questo senso ti propongo la domanda che non manco mai di fare ai nostri ospiti. Quale potrebbe essere secondo te il lato C della scrittura?

MO: Il lavoro artigianale, la cura nella scelta di ciò che si vuole dire e di come dirlo.

CSW: Nel tuo percorso come autrice di libri, sei passata dalla scrittura gialla ai libri di narrativa. Mi pare d’aver capito che a un certo punto il genere giallo non era più sufficiente per ciò che volevi scrivere, oppure mi sbaglio?

MO: Ho scritto 5 gialli con personaggi seriali. Ho avuto voglia di inventare altri personaggi, in storie che non prevedessero crimini e indagini relative.

CSW: Durante il nostro incontro non ho avuto modo di farti una domanda che mi ero segnato, perciò ne approfitto adesso. Pensando alla tua libreria ideale, quale potrebbe essere un autore del passato che non può mancare? E uno attuale?

MO: Del passato Flaubert, di oggi Roth.

CSW: A chi era presente il 6 marzo scorso, hai svelato che è praticamente già pronto il tuo nuovo libro. Per quanto permesso dai vincoli editoriali ti va di parlarcene in breve?

MO: Il titolo, provvisorio, è Non fa niente. Una specie di invito a non lasciarsi abbattere dalle difficoltà e dai dolori che la vita ci riserva. Una storia di affetti privati intrecciati a 50 anni di Storia europea.

CSW: Grazie di cuore per essere stata con noi in questa piacevole chiacchierata. Prima di lasciarci ci regali un C-saluto?

MO: Avere l’orgoglio del lavoro bene fatto, qualunque esso sia: lezione di Primo Levi.

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

Fore Morra – Diego Di Dio

C-BookLe recensioni (182)

FORE MORRA

Diego Di Dio

(Fanucci – Time Crime)

Il lato A (la copertina)

Il lato B (la storia, i protagonisti)

La scrittura di Diego Di Dio è un turbine che non si riesce ad arrestare. Le ambientazioni, la trama, i personaggi, fanno parte di un unico disegno narrativo che sequestra il lettore dalla vita reale e lo imprigiona nelle pagine del suo libro. Fore Morra è una storia di camorra, di vite segnate da profonde ferite, di esistenze alla ricerca di un riscatto, di tentativi di fuggire dalle lusinghe della malavita, di tentativi di fuggire dalle regole cruente della malavita. È la storia di vite difficili che si adeguano ai meccanismi di sopravvivenza, ma è anche, e forse sopratutto, una storia di speranze, di una ragazza che cade e si rialza, ogni volta. Perché Alisa, la protagonista, ha lottato per venire al mondo, in quel mondo che sembra non averla mai voluta e che nonostante tutti i suoi sforzi sembra continuare a rifiutarla. Ma non si può riassumere in poche parole la capacità dell’autore di narrare, di creare quell’empatia fra il lettore e i suoi personaggi, per capire bisogna per forza leggerlo.

Il lato C (il pensiero di CSide Writer)

Ci sono libri che ti catturano e altri che non ti lasciano via di scampo!

Dopo il lato C (una citazione, una frase)

Tratto da pag. 20

Uccidere per vivere è una regola che ha solo due eccezioni: niente bambini e niente di personale.”

Tratto da pag. 54

La memoria è fatta di materia onirica, un libro di storia con le pagine messe a caso.”

Tratto da pag. 83

…chi è cresciuto col mare ha bisogno del mare. Per ricordarsi di essere vivo. Per ricordarsi che, da un momento all’altro, potrebbe morire.”

Tratto da pag. 85

…le parole possono mentire, i silenzi no.”

Tratto da pag. 271

…hai fatto l guerra con il più forte”

cc CSide Writer – Marco Ischia

C-Incontri – le interviste – Mondoscrittura – Greta Cerretti, Enrica Aragona

C-Incontri  Le interviste (93)

Oggi su CSide Writer incontriamo Enrica Aragona e Greta Cerretti per parlare con loro di Mondoscrittura ( http://www.mondoscrittura.it/ ) e del mondo della scrittura. Ma lasciando perdere i giochi di parole, le affrontiamo in un fiume di domande racchiuse in un’intervista doppia per capire dalle loro voci come si diventa scrittori e quali sono i crucci degli editori, senza dimenticare il lato C della scrittura.

CSW: Ciao Greta bentornata, ciao Enrica benvenuta su CSide Writer, oggi abbiamo allargato il nostro divano virtuale per farvi stare più comode. Mentre vi accomodate posso offrivi qualcosa da bere?

GC: Visto che sono in compagnia della socia, un buon bicchiere di rosso: lei è un’intenditrice e mi saprà consigliare.

EA: Un calice di Amarone della Valpolicella. Anzi, già che la devi aprire… lascia pure la bottiglia, grazie.

CSW: Assieme formate il team di Mondoscrittura ( http://www.mondoscrittura.it/ ). Ci raccontate com’è nata questa vostra avventura?

GC: La storia di Mondoscrittura nasce dopo un lungo corteggiamento. Ho incontrato Enrica sul Writers Dream, nel 2010, quando ho mosso i primi passi nel mondo editoriale come autore. Era un admin, di quelli tosti. Commentò un mio racconto e mi fece felice. Ho insistito mesi prima di convincerla a cenare insieme, e le ho proposto la mia idea: aprire una casa editrice. Dicono di me che sono una persona tenace…

EA: Mondoscrittura è nata ufficialmente nel 2012 da un’idea di Greta. All’inizio eravamo in tre, poi una di noi ha intrapreso una strada diversa e siamo rimaste solo noi due. Ci siamo conosciute tramite un Forum dedicato agli aspiranti scrittori dove Greta mi ha sedotta e, a differenza di quanto hanno fatto alcuni uomini, mai abbandonata. Da allora abbiamo camminato molto, scambiandoci sogni, arrabbiature, aspirazioni e soddisfazioni, e oggi dopo cinque anni è bello essere ancora insieme.

CSW: Case editrici ce ne sono molte. Dalla vostra esperienza sul campo è vero che in Italia ci sono più scrittori che lettori?

GC: Purtroppo sì. Scrive chiunque. Dal pensionato alla ragazzina di prima media, per la maggior parte persone convinte che dopo aver terminato il loro lavoro la Big di turno sia lì a braccia aperte, ad aspettare il loro (sgrammaticato) best seller. E da come scrivono, si capisce subito che non leggono.

EA: Non so se ci siano più scrittori che lettori, ma è indubbio che in Italia si legga poco e soprattutto si legga male. E per quella che è la mia esperienza, gli aspiranti scrittori leggono ancora meno degli altri.

CSW: Rimanendo in tema di persone che cercano di scrivere, persone che si credono scrittori, e persone invece che lo sono. Cosa ne pensate dei concorsi letterari?

GC: Mondoscrittura indice un Premio Letterario dall’anno di fondazione, dal 2012, e comprendiamo molta della fatica che c’è “dietro le quinte”. Il nostro è un concorso gratuito, con un premio in denaro cospicuo in proporzione anche al numero di copie cartacee (una) che richiediamo e a una serata di premiazione finale in grande stile, alla quale partecipano sempre le personalità della città e qualche big letterario. La maggior parte dei concorsi che ci sono in giro, al contrario, ha quote di partecipazione molto alte e in cambio rilascia a volte solo un attestato. Quindi la maggior parte dei concorsi, a mio avviso, è un modo come un altro per fare soldi sulle spalle del narcisismo (o buona fede) degli autori. Per i concorsi Big, verso alcuni sono molto scettica, verso altri nutro ancora una illimitata (forse utopica) fiducia e ammirazione. Ovviamente, non farò nomi.

EA: Dipende dal concorso. Alcuni possono essere un ottimo trampolino di lancio, altri sono messi in piedi al solo scopo di far incassare il gettone di partecipazione a chi li organizza.

CSW: Mondoscrittura si propone oltre che come a casa editrice anche come agenzia per servizi di editing. Ce ne parlate in breve?

GC: I servizi editoriali sono il motore di Mondoscrittura. Abbiamo cominciato così, tenendo sempre distinto il servizio di valutazione ed editing (a pagamento) con la pubblicazione (rigorosamente gratuita). Le due cose funzionano di pari passo: con gli introiti dei servizi è possibile finanziare una casa editrice mantenendo un alto livello di qualità, perché non abbiamo bisogno di “fare catalogo” per sbarcare il lunario.

EA: In breve? Impossibile. In cinque anni ho visto cose che voi umani…

CSW: Fin’ora abbiamo parlato degli altri e di quello che fate, se non vi dispiace vi farei conoscere ai lettori con alcune domande “personali”. Tanto per cominciare, chi di voi due è la più precisa?

GC: Nel lavoro siamo precise entrambe. Poi c’è chi, come me, fa un file excel per ogni cosa…

EA: Sicuramente Greta. Oserei dire precisa al punto da diventare un filino ossessiva :)

CSW: E la più distratta?

GC: Lei. Spesso abbiamo conversazioni surreali sulle cose che Enrica dimentica…

EA: Credo io, ma non è esattamente distrazione. Diciamo che per alcune cose ho una memoria piuttosto labile, a breve e lungo termine, ecco.

CSW: Chi è la più ironica?

GC: Secondo me siamo due sarcastiche…

EA: Entrambe, credo. Forse, più dell’ironia usiamo entrambe il sarcasmo. In qualche modo bisogna pur difendersi, a questo mondo.

CSW: Chi è la più severa nelle valutazioni?

GC: Enrica. Il suo giudizio è quello che gli aspiranti scrittori temono di più. Se passi il suo vaglio, metà strada è compiuta. Quando le mando qualcosa di mio da leggere, ho sempre le palpitazioni…

EA: Io.

CSW: Chi è la più bella?

GC: Mondoscrittura: è bellissima, perché è la nostra bambina.

EA: Ma dai, è come chiedere a un bambino se vuole più bene a mamma o papà… che domande fai???

CSW: E la più sensuale?

GC: Enrica. Io sono un maschiaccio.

EA: Fammi capire: hai deciso di farci litigare e prenderti la metà di Mondoscrittura che avanza?

CSW: Chi è la scrittrice più compulsiva?

GC: Così, a naso, direi nessuna delle due.

EA: Io scrivo pochissimo.

CSW: E invece la lettrice più compulsiva?

GC: La presenza dei figli mi rende poco competitiva sotto questo aspetto…

EA: Più che compulsiva sono una lettrice bulimica. Vivo periodi in cui non ho voglia di leggere nemmeno il display del cellulare, alternati a periodi in cui ho anche cinque o sei libri ammucchiati sul comodino. Se quello che leggo mi piace, sono capace di spararmi tutto il romanzo in una volta sola.

CSW: Qual’è la richiesta più assurda che hai ricevuto in termini editoriali?

GC: Ogni volta penso che sia la più assurda, poi arriva sempre qualche matto che mi smentisce. Mi stupiscono sempre quelli che temono che vogliamo rubare il loro capolavoro, ma non riescono a dirlo e quindi fanno mille giri di parole. La tentazione di rispondergli per le rime è sempre fortissima…

EA: Di assurdità ne riceviamo a valanga. Giusto per fare un esempio, qualche tempo fa un tizio ci ha inviato un suo romanzo con questa sinossi: “Questa non è una storia globe-trotter? Credevo lo fosse poi ho capito. Potrò cambiare casa ma non l’idea e mi sembra quasi il continuo della bibbia, per quanto chi pensi il bel coglione io sia. Non adatto e riformato, ciò che vuole la marea… Natura umana, uguali tutti quanti ma non tutti siam uguali… Corruzione familiar: Italia titolar, prende l’ostia all’altar e chi sa meglio pregar? Sarà come cantar.” E proseguiva anche a lungo, ma il resto ve la risparmio…

CSW: L’ultimo libro che hai letto?

GC: Il Buio dentro, di Antonio Lanzetta

EA: Che ho terminato di leggere, “Il buio dentro” di Antonio Lanzetta. Che attualmente sto leggendo, “Magari domani resto” di Lorenzo Marone.

CSW: Il prossimo che leggerai?

GC: Le particelle elementari, di Michel Houellebecq

EA: “Fore Morra”, di Diego di Dio. Ho tutta Napoli ai miei piedi. Anzi, ai piedi del mio letto.

CSW: C’è un libro che non hai finito di leggere (se si può dire in pubblico senza offendere nessuno)?

GC: Ho provato tre volte l’Ulisse. E mi sono arresa tutte e tre le volte.

EA: Ce ne sono tanti. Io non sono una di quelle fissate che se iniziano un libro lo devono finire a tutti i costi: se non mi piace, lo mollo. E di cose che non mi piacciono purtroppo in giro ce ne sono tante, anche tra i romanzi più blasonati. “Ti prendo e ti porto via” di Ammaniti, per esempio. Oppure “L’ombra del vento” di Zafon. Li ho trovati entrambi di una banalità imbarazzante.

CSW: Un libro che per te è imperdibile?

GC: Guerra e Pace. Coniuga il mio amore per il romanzo storico a quello per le storie d’amore sofferte. Si piange e si impara allo stesso tempo: il massimo.

EA: Ce ne sono tanti anche qui. “L’amico ritrovato” di Uhlman, “Se questo è un uomo” di Levi, “La storia” della Morante. Ma quello che mi è rimasto più impresso in assoluto è “Il Vangelo secondo Gesù Cristo” di Saramago. Un capolavoro ineguagliabile. Comunque tutte cosine leggere, no?

CSW: Qual’è il tuo genere letterario preferito da leggere?

GC: Romanzi storici e chick- lit. In egual modo.

EA: Dalla risposta precedente non si direbbe, ma è il giallo, in tutte le sue declinazioni. Purtroppo se si escludono i grandi classici, non è facile trovare un giallo capace di rimanere impresso. È un genere molto scivoloso, in cui anche una sola nota fuori posto fa stonare l’intera canzone.

CSW: E da scrivere?

GC: Che domande: storie di donne, per donne. Dove si piange e si impara qualcosa.

EA: In realtà provo a scrivere un po’ di tutto, dalle storie rosa a quelle più nere.

CSW: Editoria a pagamento. Cosa ne pensi?

GC: Penso che troppa poca gente capisca la gravità di questo fenomeno. L’editoria a pagamento ruba ai libri quella “sacralità” che gli è dovuta.

EA: Se me lo avessi chiesto qualche anno fa, ti avrei risposto che l’editoria a pagamento era il male primario di questo Paese. Oggi, con il disincanto acquisito in qualche anno di esperienza, non la vedo più così. Certo, l’EAP è sempre stata e rimarrà sempre una piaga da combattere nell’ambito degli scrittori esordienti, ma di sicuro il marcio dell’editoria italiana è radicato altrove. Anzi, in un certo senso, per quanto può sembrare un paradosso, trovo che l’EAP sia persino utile: chi si rivolge a un editore a pagamento di solito è uno pseudoscrittoruncolo da mezza lira bucata pieno di sé, e il fatto che i suoi romanzi resteranno confinati nel mondo dello scrivopagopretendo e non avranno possibilità di arrivare agli editori seri, e quindi al grande pubblico, non può che essere un bene.

CSW: E del self publishing?

GC: So di attirare molte antipatie quando lo dico, m sono contraria al self publishing, perché è un sistema autoreferenziale. Non tutti possono scrivere un libro e diffonderlo. Quello che sembra democratico, in realtà è deleterio.

EA: Masturbazione scrittoria…

CSW: Perché, oltre al fatto che siete simpatiche, un autore dovrebbe rivolgersi a Mondoscrittura?

GC: Perché siamo professionali e facciamo le cose con trasparenza. Sempre.

EA: Perché siamo belle, sensuali, precise e ironiche? L’hai detto tu, eh! No, dai, seriamente… perché non promettiamo ciò che non possiamo mantenere, ma facciamo tutto al meglio delle nostre possibilità.

CSW: A dicembre eravate presenti a “Più libri più liberi”. Cosa ne pensate di eventi del genere?

GC: Se vuoi che ti racconti l’esperienza di PLP, ci vuole un’intervista a parte. Di quelle schiette, senza peli sulla lingua. Posso dire che è stata estenuante, deludente, istruttiva. Per usare una metafora, credevo che PLP fosse la sommità della montagna, il coronamento di cinque anni di lavoro. È stata una collina, scalata con fatica.

EA: In generale ritengo che le fiere siano un’ottima occasione per far conoscere il marchio. Personalmente da PLPL però sono rimasta molto delusa. Era la nostra prima “vera” fiera, siamo partite con molto entusiasmo e aspettative piuttosto alte. Sai, arrivare alla fiera del libro di Roma, la più importante nel panorama nazionale per gli editori medio-piccoli come noi, è stato un traguardo enorme, soprattutto perché nei cinque anni di attività che abbiamo alle spalle i nostri sforzi sono stati mirati proprio ad avere un catalogo sufficientemente ampio e mezzi economici che ci permettessero di partecipare. In realtà ci siamo accorte quasi subito che il pubblico, nella maggior parte dei casi, non era interessato a conoscere realtà appartenenti alla piccola e media editoria, e che per vendere i nostri romanzi dovevamo “accalappiare” la gente che passeggiava tra gli stand. Inoltre la presenza di editori che di piccolo e medio non hanno nulla, come per esempio Salani o Bao, ti lascia un po’ perplesso.

CSW: Stavo quasi dimenticando la domanda di rito, ma considerato che ha Greta l’ho già proposta la cambio per l’occasione. Qual’è secondo voi il lato C dell’editoria?

GC: Il lato C dell’editoria è brutto da guardare: il lato A è l’editoria vera, quella dell’editore che paga l’autore per il suo lavoro; il lato B è l’EAP, dove avviene il contrario. Il lato C è quello di chi fa l’uno e l’altro, in modo sporco e ingannevole.

EA: Attenzione: questa non è un’esercitazione! Ripeto, questa non è un’esercitazione: chiudete gli occhi ai bambini, subito! Ecco, per me il lato C è il Culo che ci vuole per arrivare a farsi notare da chi conta davvero. E in Italia quelli che contano davvero nel mondo dell’editoria sono davvero pochi.

CSW: Il prossimo progetto per Mondoscrittura? E per la vostra di scrittura?

GC: Mondoscrittura punta sempre più in alto: lo Strega ti va bene? E tutto sommato, anche per la mia scrittura, mi accontenerei.

EA: Attualmente stiamo lavorando alla selezione dei vincitori del Premio Ciampino di quest’anno, ma stai sicuro che ci verrà in mente qualcos’altro, a breve :) Per la scrittura, io ho deciso di tentare la strada degli agenti letterari. Intendo far valutare uno dei miei ultimi romanzi a uno degli agenti più importanti in Italia, soprattutto per capire se ha delle potenzialità. Vedremo cosa succederà.

CSW: Grazie per la pazienza e per essere state con noi in questo fiume di domande. Prima di lasciarci ci regalate un C-saluto?

GC: C -iao C -arissimo, grazie per avermi regalato questo spazio con la so C ia

EA: C-C-C-IAO! D’altronde ho passato l’intera intervista a dire di essere simpatica… :-)

 

cc CSide Writer – Marco Ischia