128 C-Citazioni – cose già sentite… e non

C-Citazioni Cose già sentite… e non

 Citazione nr. 128

Una rondine non fa primavera

C-Chi l’ha detto: Aristotele

Tratta da: Etica Nicomachea

C-Commento: Quanti di voi pensavano fosse un detto popolare anziché una citazione filosofica? Invece l storia della rondine e della primavera ha proprio origini antiche. La spiegazione della citazione sta nel fatto che per essere veramente virtuosi occorre perseverare nella propria virtù, che non si è buoni per una singola buona azione, ma per un intera condotta di vita. Se è vero quindi che una rondine non fa primavera, come diceva Aristofane (Gli uccelli) “c’è bisogno di molte rondini”.

cc CSide Writer – Marco Ischia

C-Incontri – le interviste – Paolo Grugni

C-Incontri  Le interviste (99)

Oggi su CSide Writer torna a trovarci Paolo Grugni, dopo che abbiamo letto il suo libro “L’odore acido di quei giorni” (Laurana), ci sediamo a chiacchierare con lui di politica, di masse, di colori, di fazioni, ma anche di scrittura, di libri e di come questi possano inserirsi in qualche modo nella vita delle persone.

   

CSW: Ciao Paolo bentornato su CSide Writer, l’ultima volta non hai preso niente dal nostro bar virtuale (eri in servizio), questa volta riesco a tentarti?

PG: Vada per una weissbier.

CSW: Nel tuo libro, una vicenda di omicidi è ambientata in un contesto storico che racconta la fine degli anni Settanta, quando le proteste politiche hanno raggiunto l’apice della violenza. Come mai questa scelta di raccontare quei giorni?

PG: I motivi sono stati diversi. Innanzitutto, quando sentivo parlare dell ’77, mi accorgevo di averne solo una vaga idea. E la stessa cosa avvertivo quando ne parlavo agli altri. Mi sono così deciso a ricostruire quel periodo in modo che, soprattutto le generazioni più giovani, apprendessero e capissero cos’era veramente successo.

CSW: Fra le citazioni che mi sono rimaste impresse c’è questa: “Per loro era un’azione da inserire nella volontà delle masse di condurre la lotta di classe anche sul terreno della violenza e dell’illegalità.”, mi pare si parli di scelte politiche che a volte attribuivano volontà del popolo, ma non realmente esistenti. La “falsa propaganda” può secondo te condizionare le masse?

PG: La falsa propaganda gioca da sempre un ruolo fondamentale. L’opinione della gente viene troppo facilmente condizionata dai mezzi di comunicazione. Viviamo nell’era di Facebook, quale migliore esempio di manipolazione di massa? Il regno della finta libertà di espressione, ma della vera creazione di fake news.

CSW: Alessandro Bellezza, il protagonista del tuo libro, si muove fra rossi, neri, comunisti, fascisti, in un intreccio dei ruoli. In un dialogo si dice che tra i tuoi amici comunisti ci sono più fasci e spie che comunisti stessi e così dall’altra parte.”. E’ un modo per dire che alla fine l’estremismo d’ideali è talmente simile nella sua radicalità da non avere quasi differenze negli opposti?

PG: Vero che spesso le idee radicali nei loro estremi si assomigliano. Ma quello che intendevo dire che è, allora come oggi, i giochi di potere sono mascherati da posizioni ideologiche che in realtà non interessano a chi le diffonde.

CSW: Lotta per gli ideali, e ideali che muoiono per i mezzi con i quali si cerca di perseguirli. Nel tuo libro c’è la ricerca del colpevole di terribili assassini, un colpevole che si veste di una casacca. Quanti assassini si sono vestiti di casacche non loro, alla ricerca solo della violenza?

PG: Le casacche politiche sono maschere che spesso servono interessi privati. Quanti politici abbiamo visto ‘battersi’ per un’idea quando in realtà facevano gli interessi delle nostre mafie?

CSW: Abbiamo parlato di ideali, di ideologie, di atti compiuti in nome di ideali e ideologie. Quale potrebbe essere secondo te il lato C delle ideologie? E degli ideali?

PG: Tutte le ideologie politiche hanno drammaticamente fallito. Il lato C è quello di prenderne le distanze in modo definitivo. Gli ideali sono una categoria del pensiero che dovrebbe distaccarsi da ogni forma di spiritualità.

CSW: Partiti che si alleano per perseguire gli interessi dei singoli, macchinazioni per il potere, l’esclusività di un pensiero da ergere a baluardo di una campagna politica. Ritrovo questo pensiero in una frase attribuita alle sinistre, ma suonerebbe allo stesso modo anche girata dall’altro lato:“Per loro non poteva, ma sopratutto non doveva, esistere nulla che stesse più a sinistra di loro.”. Davvero il potere è stato relegato alla volontà di pochi che ci illudono di essere in una democrazia?

PG: La democrazia è un dio che ha fallito (Hans-Hermann Hoppe). Ci illudono che votare cambierà le cose. Eppure mai nulla cambia. Basti guardare all’Italia, dove da sempre c’è una finta alternanza politica, ovvero governano solo partiti reazionari qualsiasi colore si voglia loro attribuire.

CSW: Nel tuo libro l’informazione storica degli avvenimenti passa attraverso l’abile espediente degli annunci di Radio Alice. Nell’era del web, in cui condividere un’informazione passa attraverso pochi click, come racconteresti qual’è stato il ruolo delle radio autonome a una persona che non le ha vissute?

PG: Furono la prima crepa nell’informazione di regime. La voce dissidente, la voce che le forze politiche non volevano permettere.

CSW: “L’odore acido di quei giorni” è un libro di fiction con forti connotazioni storiche. Quanto conta documentarsi e quanto conta invece aver vissuto un’epoca per poterla narrare in maniera coerente?

PG: Da storico, non me ne preoccupo. Ho imparato, con grande difficoltà, come si scrive la Storia. Anche quella che non si è vissuta.

CSW: Grazie per la pazienza e per essere stato con noi, averti ospite è stata una “bellezza”. In attesa di rivederci, ci regali un C-saluto?

PG: Il mio lavoro di scrittore e di storico non conosce sosta. Ci rivediamo presto. Molte verità devono ancora essere rivelate.

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

La belva del mare – Salvatore Stefanelli

C-BookLe recensioni (197)

LA BELVA DEL MARE

Salvatore Stefanelli

(delos)

Il lato A (la copertina)

Il lato B (la storia, i protagonisti)

Nel modo di scrivere di Salvatore Stefanelli c’è un retrogusto poetico. Il ritmo narrativo contribuisce a questa sensazione e a far crescere in maniera graduale l’empatia con l’ambientazione, i personaggi e la storia. E questa gradualità diventa un pregio che si apprezza in maniera particolare quando la vicenda parla di belle donne uccise in maniera efferata. Un taglio netto alla gola, il cadavere allineato sulla spiaggia, un fiore di passiflora adagiato sulla vittima. Un’indagine condotta dal maresciallo Giorgio Riberti che ha un conto aperto con l’assassino, con quello che chiamano la belva del mare. Un conto che non riesce a chiudere perché nonostante la belva continui a uccidere, sembra essere sempre un passo davanti a lui. Un thriller d’indagine dove il colpevole potrebbe essere chiunque, ma anche una storia di sentimenti repressi, di sofferenza, di rapporti uccisi con quel primo omicidio che la belva del mare ha voluto commettere.

Il lato C (il pensiero di CSide Writer)

Un killer seriale che uccide donne e sentimenti

Dopo il lato C (una citazione, una frase)

Tratto da pag. 37

Quante donne con le stesse caratteristiche possono mai esistere nel mondo?”

cc CSide Writer – Marco Ischia

The professor “Sirene” – Martigli-De Carlo-Corbetta-Giorgiani

C-BookLe recensioni (196)

THE PROFESSOR

Sirena

Martigli-De Carlo-Corbetta-Giorgiani

(Erredi)

Il lato A (la copertina)

Il lato B (la storia, i protagonisti)

Questo numero della serie a fumetti “The Professor”, vede il professore Benjamin Love alle prese con un personaggio come il Conte di Sangro la cui figura storica ancor oggi è in parte avvolta dal mistero. Esoterista, inventore, anatomista, alchimista, massone, letterato, quest’uomo oltre alla scienza più nota, ha sicuramente perseguito quella occulta, quella legata al mistero, non ultima la palingenesi. Il vero pregio di questa serie a fumetti è forse proprio quello di riprendere figure storiche e della letteratura, e romanzarle in una versione inedita e anche per questo maggiormente interessante. Il numero 4 dal titolo “Sirena” ovviamente dedica una parte della storia anche alle figure omonime. Sarà infatti quando il professore viene invitato a trascorrere un periodo a Napoli, assieme al suo cane Furio, presso Raimondo del Balzo Conte di Sangro che gliele fece dono quando era ancora un cucciolo di Mastiff, che si troverà ad avere a che fare con queste figure mistiche, dai poteri straordinari, e dalla voce soave (Ulisse docet). Un ultimo accenno alla squadra che cambia di volta in volta di numero in numero, questa volta la sceneggiatura vede la firma di Carlo A. Martigli e Giuliana De Carlo con disegni di Germano Giorgiani, e la vera novità è che da questo numero Roberto Leoni assumerà il ruolo di editor fisso. Buon viaggio nella Napoli misteriosa.

Il lato C (il pensiero di CSide Writer)

Sirene, magia, occulto… Benjamin Love e Furio non avranno vita facile!

Dopo il lato C (una citazione, una frase)

Tratto da pag. 29

La fortuna è ‘na femmina,ubriaca, cieca e capricciosa”

cc CSide Writer – Marco Ischia

C-Come Saper Scrivere … consigli di scrittura (7)

C-Come Saper Scrivere … consigli di scrittura

Consiglio nr. 7

Lo Show Don’t Tell…

C-Commento: Show don’t tell significa “mostra, non raccontare”. La differenza sta in due elementi fondamentali: il punto di vista e la resa finale. Il punto di vista deve essere basso: non raccontare i tuoi personaggi dall’alto, non narrare i tuoi eventi da uno sguardo onnisciente, ma raccontameli dal basso, fammi vedere i personaggi, mettiti al loro livello, e falli muovere e parlare per dirmi quello che vorresti dirmi.

La resa finale si realizza attraverso una serie di strumenti, tra i quali i gesti dei personaggi, le ambientazioni, i dialoghi, i pensieri, gli eventi. Non raccontarmi le cose, fammele vedere: non dirmi che ci fu una sparatoria, ma fammi vedere la sparatoria; non dirmi che Maria era nervosa, ma falle tamburellare le dita sulla scrivania; non dirmi che Caio è un ottimo tiratore, ma fallo sparare bene.

saperscrivere_cover_72dpi  Rubrica a cura di Saper Scrivere (www.saperscrivere.com)

 

cc CSide Writer – Saper Scrivere

C-Editoriali – Morivamo di freddo… il pensiero di Silvia Dello Russo

C-Editoriali Divagazioni sul tema (44)

Morivamo di freddo…

Il pensiero di Silvia Dello Russo

Del libro “Morivamo di Freddo” (Durango) di Rosalia Messina ve ne abbiamo già parlato in una scheda libro, in un intervista e anche in qualche modo con l’editore. Ma la vera notizia è che questo libro continua a far parlare di se, e quando accade il lato C non può che gioire. L’occasione per farlo è quella di ospitare una recensione, che ci è stata offerta in esclusiva, fatta dalla giornalista Silvia Dello Russo che fra le altre cose collabora con il Gruppo Editoriale L’Espresso. Una nuova occasione per parlare di libri, facendolo attraverso le parole di chi ne ha fatto una professione. Per questo ringraziamo l’autrice dell’articolo e ovviamente facciamo i nostri complimenti a Rosalia. Il lato C della scrittura è una forza che non si può fermare… buone letture a tutti.

Morivamo di freddo… il pensiero di Silvia Dello Russo

Tutti vicini e tutti lontanissimi” i protagonisti o meglio i personaggi che quasi alla Goldoni entrano ed escono dal palcoscenico raccontato dalla penna di Rosalia Messina.

Uomini, donne ed un adolescente che a sua volta diverrà uomo, trascinandosi, come tutti i personaggi, una pesante eredità di cui nemmeno la psicoterapia riuscirà a liberarlo. “Morivamo di freddo” sembra infatti un breve trattato sulla “non volontà”, sulla “paralisi” di uomini e donne che non vogliono vedere, non vogliono dire, non vogliono spalancare le finestre di un apparente tranquillo quotidiano, dalla paura di rompere quel precario equilibrio, sul quale hanno costruito le loro apparenti sicurezze. Ma la prigione in cui i personaggi si sono tutti, nessuno escluso, relegati o nascosti, inizia a stringersi sempre più, a non dare vie di scampo, schiacciando ed esasperando talmente l’io da portare inevitabilmente a crisi di panico, che altro non sono che l’incompreso urlo di ciò che mai è stato detto, di ciò che è stato represso e del rifiuto, consapevole o non, di vedere e di esprimere le proprie emozioni, assumendosi il rischio della rottura dei sottili equilibri.

Succede così, che a causa dell’incidentale e assurda morte di Guido, unico personaggio vitale del racconto, che paradossalmente il lettore conosce solo dopo la sua morte, cadono, come in un domino, tutte le sicurezze dei personaggi che gli ruotavano intorno come in un sistema eliocentrico.

Così con la scomparsa del sole e del suo calore i personaggi sembrano relegati ad una notte nera, ove quasi muoiono di freddo. Quasi… perché lo scorrere della vita come in battere e levare di un inesorabile tango, riprende nella sua quotidianità, oltre il lutto, oltre il suicidio del migliore amico di Guido, oltre ai coups de têatre dissimulati nel romanzo, fino alla scena finale, ove forse il freddo sembra non essersene andato… “ma la vita vera dove sta nascosta?”.

Silvia Dello Russo è nata a Parma il 15/11/1974 ove si laurea in lingue e letterature straniere presso l’Università degli Studi di Parma, dopo un lungo soggiorno studio in Germania, ed un trasferimento di qualche anno a Londra.

Nel 2002 si trasferisce a Torino e diventa traduttrice e interprete per la Procura della Repubblica Italiana, cancelleria del dott. Raffaele Guariniello, per le lingue inglese, francese e tedesco.

Rientrata a Parma per diversi anni svolge consulenze di comunicazione e lingue presso società calcistiche, Università italiane e realtà aziendali multinazionali.

Dal 2015 collabora con il Gruppo Editoriale l’Espresso S.p.a. e scrive articoli di arte e cultura. Organizzatrice e promotrice di eventi culturali e d’arte, divide la sua vita con le sue passioni: la famiglia e i suoi inseparabili cani.

Nata a Palermo nel 1955, Rosalia Messina vive, lavora e scrive in giro per l’Italia. Ha esordito con la raccolta di racconti Prima dell’alba e subito dopo (Perronelab 2010); ha pubblicato anche i romanzi Più avanti di qualche passo (Città del sole edizioni), che da inedito aveva vinto il premio “Angelo Musco” 2012 e, come narrativa edita, ha vinto il premio “Città di Reggio Emilia” 2013), Marmellata d’arance (Edizioni Arianna 2013; l’adattamento teatrale realizzato in collaborazione con la sorella, Anna Messina, ha vinto il Premio di drammaturgia “L’Artigogolo” 2017, sezione esordienti), Gli anni d’argento (Algra Editore 2014), Morivamo di freddo (pubblicato in digitale da Durango Edizioni nel 2016 e poi anche in cartaceo dalla stessa casa editrice) e il libro per bambini Favole a colori (Algra Editore 2015). Come blogger collabora, tra l’altro, con i magazine on line LetteraTu e Libreriamo

Link CSW

Scheda libro

https://csidewriter.wordpress.com/2016/09/01/morivamo-di-freddo-rosalia-messina/

Intervista a Rosalia Messina

https://csidewriter.wordpress.com/2016/09/15/c-incontri-le-interviste-rosalia-messina/

cc CSide Writer – Marco Ischia