133 C-Citazioni – cose già sentite… e non

C-Citazioni Cose già sentite… e non

 Citazione nr. 133

Memento Audere Semper

C-Chi l’ha detto: Gabriele D’Annunzio

Tratta da: citazione

C-Commento: é una delle tante citazioni che si posso portare ad esempio parlando di Gabirele D’annunzio, che in sostanza è un esortazione a ricordarsi d’essere sempre audaci, se poi l’audacia sia sostenuta dalla fortuna, questo è un altro discorso. Quelli che però forse molti non sanno che la locuzione latina, nasce come tributo all’acronimo MAS Motoscafo Armato Silurante, sui quali il poeta compì l’azione conosciuta anche come la beffa di Buccari.

    

cc CSide Writer – Marco Ischia

C-Editoriali – Carta o Ebook, come lavora il cervello!

C-Editoriali Divagazioni sul tema (48)

Ebook o libro cartaceo?

(di Paolo Facco)

Se il dilemma vi sembra essere sopratutto psicologico siete nel giusto. Non occorre più porsi la domanda se sia meglio il libro stampato o quello elettronico. Ognuno di noi ha le proprie preferenze, ma è ormai innegabile che l’approccio che il nostro cervello ha rispetto ai due supporti di lettura è diverso.

Secondo Jack Uldrich, noto futurologo a livello mondiale, “l’ufficio senza carta non si è concretizzato per lo stesso motivo per cui i forni a microonde non hanno sostituito quelli tradizionali. Ogni tecnologia presenta vantaggi unici e tangibili e la carta non fa eccezione. Si potrebbe affermare che è il più importante strumento mai inventato per trasmettere, condividere e diffondere informazioni. Infatti, recenti studi scientifici hanno dimostrato che le persone comprendono e assimilano le informazioni fornite molto meglio su carta rispetto a quelle presentate in formato elettronico”. Ma parlando di libri ci piace ricordare una frase di colui che di libri e bibliofilia la sapeva lunga. “Il libro è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici. Una volta che li hai inventati non puoi fare di meglio” scrive Umberto Eco nel volume “Non sperate di liberarvi dei libri”.

Ma com’è possibile che la comparsa della tecnologia digitale in ambito letterario abbia creato questa divisione fra chi preferisce il libro in forma cartacea e chi in forma digitale? Di solito, una nuova tecnologia viene sfruttata rendendo completamente obsoleta quella che l’ha preceduta; vedi, ad esempio le fotocamere digitali che hanno soppiantato alla grande ed in brevissimo tempo le fotocamere attrezzate per i rullini (causando in tal modo il collasso di società come Kodak e Polaroid). La questione ha incuriosito studiosi, psicologi e sociologi un po’ in tutto il mondo. Esiste un differente processo mentale che un cervello compie quando carpisce informazioni durante una lettura da uno schermo o da carta. Questi processi mentali sono stati studiati dalla psicologa dell’età evolutiva e delle scienze cognitive Maryanne Wolf dell’università di Tufts, Stati Uniti, la quale introduce nel panorama letterario il concetto di “fisicità della lettura”, non nuovo in fondo ma mai analizzato sistematicamente prima di lei. “C’è una fisicità nel leggere” – dice la Wolf – “Capire la differenza tra leggere su carta e su schermo richiede qualche spiegazione su come il cervello interpreta il linguaggio scritto. Spesso pensiamo al leggere come a un’attività cerebrale e astratta, invece, dal punto di vista cerebrale il testo è una parte tangibile del mondo fisico. Il cervello vede le lettere come oggetti fisici e non astratti. Non siamo nati con un circuito cerebrale dedicato al leggere. 

Dopotutto abbiamo inventato la scrittura in tempi relativamente recenti (nel quarto millennio avanti cristo). Quindi il cervello umano prende a prestito strutture cerebrali dedicate ad altre attività come il linguaggio parlato, la vista, la coordinazione motoria. Alcune di queste regioni cerebrali sono specializzate nel riconoscimento degli oggetti: come ci aiutano a distinguere una mela da un’arancia, allo stesso modo ci fanno riconoscere una lettera con le sue linee, le curve, gli spa  zi vuoti”. Oltre a trattare le lettere come oggetti fisici, il cervello percepisce un testo come una specie di paesaggio: quando leggiamo ci costruiamo una rappresentazione mentale del testo simile alla mappa di un luogo fisico, come la piantina di un appartamento o di una città. Il libro di carta è come una mappa topografica: orienta il lettore e lo aiuta a memorizzare quello che legge.

 

Molti studi hanno dimostrato che le persone ricordano le informazioni di un testo in base alla loro posizione nel libro. I libri di carta hanno una topografia più ovvia di quelli digitali. Un libro aperto presenta al lettore 2 pagine chiaramente definite, e 8 angoli per orientarsi. Mentre un lettore sta leggendo si focalizza su una pagina senza perdere di vista l’intero testo. Può anche sentire lo spessore delle pagine lette in una mano e sentire nell’altra le pagine che mancano. Girare le pagine è come lasciare le impronte su un sentiero. C’è un ritmo e una traccia visibile di quanto uno è andato avanti. Tutto questo non solo rende il libro più navigabile ma è anche più comprensibile e più facile da memorizzare. All’opposto la maggior parte degli e-reader e dei tablet interferiscono con la navigazione intuitiva del testo e inibiscono le persone dal tenere traccia del “viaggio” nella mente. Un lettore digitale ha difficoltà a vedere l’insieme, scorre le pagine digitando il testo, ma non ha una visione globale del libro. È come se Google maps facesse vedere strada per strada, senza mai mostrare la mappa intera. Molti editori, stanno ovviando all’indecisione e-book/libro grazie al processo economico che permette di vendere insieme due o più beni distinti: il bundling. L’importante è leggere, sempre e comunque, in qualsiasi forma si presenti il contenuto di uno scritto, sia esso su carta o su dispositivo, on line o off line.

 

cc CSide Writer -Paolo Facco

So dove sei – Andrea Franco

C-BookLe recensioni (209)

SO DOVE SEI

Andrea Franco

(delos passport)

Il lato A (la copertina)

Il lato B (la storia, i protagonisti)

So dove sei, se lo ripete Bastiano, il protagonista. Perché lui sa dov’è la sua “iubi” Mihaela, deve solo trovarla. Ma la Romania non è una terra facile in cui muoversi, neppure per uno abituato ai bassifondi romani, neppure per uno abituato alla gente che prima ti concia per le feste e poi ti chiede chi sei. Una storia di malavita, di quella senza etica e di quella che un’etica cerca d’imporsela. Una storia di cattivi cattivi e di cattivi buoni. Di Romeni e zingari, di traffici illeciti, di gente dalla pistola facile che anche quando parla non usa mezzi termini. Ma come dice il titolo è soprattutto la storia di una ricerca, in quella Romania, in quella Braşov che tanto gli ha descritto la ragazza di cui si è innamorato, ma forse non è solo lei che Bastiano sta cercando, quella che vuole è la sua rivincita.

Il lato C (il pensiero di CSide Writer)

L’amore e la fiducia non sempre coincidono

Dopo il lato C (una citazione, una frase)

Tratto da pag. 27

a volte il modo migliore per passare inosservati è proprio dove tutti si aspetterebbero di trovarti”

cc CSide Writer – Marco Ischia

C- Eventi appuntamenti e concorsi… – Premio Garfagnana in giallo 2017

C-Eventi Appuntamenti, concorsi…(22)

Garfagnana in giallo 2017

Giunto ormai alla nona edizione il premio Garfagnana in giallo, offre oltre a una full immersion nel giallo anche una vasta possibilità di partecipare con i propri testi. Ben cinque sezioni a cui poter partecipare, ma solo perché la sesta ha già chiuso i termini per l’invio. Dal racconto inedito, al romanzo edito, passando dal racconto ambientato in Garfagnana, a quello invece a tema libero. Un premio ricco di sezioni che incontrerà i gusti creativi di molti, se non di tutti. Quindi se il giallo o il noir sono il vostro pane, questo premio è il giusto companatico.

Buone scritture a tutti!

Scadenza: 31 luglio 2017

Iscrizione: €. 20,00

Premi: Vari a seconda della sezione

Qua sotto un estratto del bando, per le informazioni aggiornate fate riferimento al sito del premio riportato in calce…

Estratto del bando del premio letterario Garfagnana in Giallo 2017

Garfagnana in Giallo 2017 – Nona edizione del premio letterario dedicato al noir e al giallo

Bando

Il Giornale di Castelnuovo, Tra le righe libri e Prospektiva bandiscono la nona edizione del Premio Letterario “Garfagnana in Giallo 2017” che si terrà dal 23 al 26 novembre 2017 tra Lucca, Barga e Castelnuovo di Garfagnana.
In questa edizione è prevista l’assegnazione di sei premi.

1 – Premio Garfagnana in giallo, nel 2017 dedicato ad Alfred Hitchcock

Una speciale giuria coordinata da Andrea Giannasi e Fabio Mundadori, composta da lettori, giornalisti e scrittori selezionerà la cinquina dei finalisti tra i libri pubblicati in Italia dal 01/12/2016 al 30/06/2017. Il Premio Garfagnana in giallo “Hitchcock 2017” è riservato ai soli autori selezionati dalla speciale giuria. Hanno vinto questo premio nel 2014 Antonio Fusco, nel 2015 Paolo Roversi (Georges Simenon) e nel 2016 Piergiorgio Pulixi (Truman Capote). Al Garfagnana in giallo si può partecipare anche con libri pubblicati (sia cartacei che ebook) e racconti inediti.

Ecco le sezioni specifiche:

2 – Premio Garfagnana in gialloclassic

Aperta ai giallisti e scrittori di noir e polizieschi che hanno pubblicato un libro.
Al premio Garfagnana in giallo Classic possono partecipare tutti gli autori che abbiano scritto un libro giallo o noir in italiano edito in Italia con ISBN. Per la partecipazione sono richieste tre copie di ogni libro (specificare Premio Garfagnana in giallo
classic).

3 – Premio giallo Barga

Racconti inediti gialli e noir a tema e ambientazione libera. I racconti inviati al Premio Barga (Racconti inediti a tema libero) non dovranno superare le 25.000 battute con un tolleranza di 1000 battute in eccesso. I racconti migliori saranno pubblicati nell’antologia edita da Tra le righe libri editore. I racconti possono essere spediti in formato doc anche via email ricordando di indicare nella email: indirizzo, codice fiscale, ricevuta di versamento iscrizione e ben visibili titolo dell’opera e sezione di appartenenza.

4 – Garfagnana noir

Racconti inediti gialli e noir con ambientazione in Garfagnana e Valle del Serchio. I racconti inviati nella sezione Garfagnana noir (Racconti inediti ambientati in Garfagnana) non dovranno superare le 25.000 battute con un tolleranza di 1000 battute in eccesso. I racconti migliori saranno pubblicati nell’antologia edita da Tra le righe libri editore. I racconti possono essere spediti in formato doc anche via email ricordando di indicare nella email: indirizzo, codice fiscale, ricevuta di versamento iscrizione e ben visibili titolo dell’opera e sezione di appartenenza.

5 – Premio Nero Digitale

Racconti gialli e noir usciti in versione ebook. I romanzi inviati al premio Nero Digitale devono essere inviati via mail con una lettera di presentazione dell’opera e dell’autore. I formati accettati sono pdf e epub. Ricordate di indicare nella email: indirizzo, codice fiscale, ricevuta di versamento iscrizione e ben visibili titolo dell’opera e sezione di appartenenza.

Modalità di partecipazione per i premi sopra indicati

Le opere edite andranno inviate a Garfagnana in Giallo c/o Studio Marchi, via Pisana Trav. I, 18 – 55100 LUCCA corredandole di un foglio con tutte le generalità (email compresa, ricevuta di versamento quota di iscrizione e codice fiscale per la ricevuta).

I racconti inediti e gli ebook potranno essere inviati anche via email a garfagnanaingiallo@yahoo.it
La quota di partecipazione è stabilita in euro 20,00 per ogni racconto o libro presentato da versare sul conto IBAN IT 28 O 07601 05138 219773519775 (Postepay evolution) intestato ad Andrea Giannasi editore specificando nella causale del versamento “Garfagnana in Giallo”, nome e cognome e la sezione di iscrizione. Importante inviare sempre una email a garfagnanaingiallo@yahoo.it con indirizzo, codice fiscale, titolo dell’opera iscritta e sezione.
Il termine ultimo per l’invio è fissato entro e non oltre il
31 Luglio 2017 (per le spedizioni cartacee farà fede il timbro postale). Si può partecipare anche con più opere.
I risultati insindacabili della giuria verranno comunicati sulle pagine social di Garfagnana in giallo, sul sito
http://www.ilgiornaledicastelnuovo.it e sul sito http://www.garfagnanaingiallo.it .

CSide Writer – Marco Ischia

132 C-Citazioni – cose già sentite… e non

C-Citazioni Cose già sentite… e non

 Citazione nr. 132

Quando ci si trova davanti un ostacolo, la linea più breve tra due punti può essere una linea curva

C-Chi l’ha detto: Bertold Brecht

Tratta da: citazione

C-Commento: Scegliere una citazione di Brecht, non è una scelta facile, ma come dice lui quando ci si trova davanti ad un ostacolo, aggirarlo a volte è la cosa più semplice da fare. Quindi immagino che questa sarà solo la prima di molte altre sue citazioni. Una mente da poeta, regista, drammaturgo, pensatore, una mente che ha dato origine ha molte citazioni dalla vena tristemente ironica, sul filo di quell’ovvietà che diventa tale solo dopo che qualcuno te la fa notare.

cc CSide Writer – Marco Ischia

C-Incontri – le interviste – Stefano Santarsiere

C-Incontri  Le interviste (104)

Oggi su CSide Writer c’immergiamo nelle acque profonde dell’oceano al largo delle isole Fiji, e in questa location da favola, ci sediamo a parlare con Stefano Santarsiere del suo libro “I guardiani dell’isola perduta” (Newton Compton) cercando di scoprire cosa si può nascondere negli abissi più profondi del mare. Forse è lì che si nasconde il lato C che tanto cerchiamo!

     

CSW: Ciao Stefano benvenuto su CSide Writer, per l’occasione abbiamo ricreato una spiaggia delle isole Fiji, gli abissi ci sembravano un po’ inospitali. Mentre ti accomodi posso offriti qualcosa da bere dal nostro bar virtuale, magari lasciando da parte la kava?

SS: Grazie per l’invito. Prenderei volentieri un bel bicchierone di latte di cocco, freschissimo. A queste latitudini è l’ideale.

CSW: Credo di poter dire che il tuo libro parte da un preciso principio evolutivo (o forse dovrei dire involutivo). Per chi non è ancora arrivato alle note finali, ci racconti in breve com’è nata l’idea per questa storia?

SS: L’idea è nata assistendo a un documentario in tv. Anzi, quel documentario mi ha riportato alla mente suggestioni che mi accompagnavano fin da bambino, innescandomi quella urgenza di scrivere che talvolta può dare l’abbrivio alla stesura di un romanzo. Nel mio caso si trattava di fantasie alimentate dall’amore per il mare, dall’attrazione verso i suoi misteri e nutrite da pagine e pagine di letteratura d’avventura o orrorifica. Per anni, da ragazzino e da adolescente, durante le estati vissute con il mare a pochi passi da casa, ho goduto dei romanzi di Salgari, Stevenson, William Hope Hodgson, Lovecraft. Più tardi ho scoperto l’epopea dei grandi navigatori, l’influenza del mare sul folklore e le religioni, i miti sulle creature fantastiche come il Kraken e il Leviatano. Il mare è il luogo da cui proveniamo tutti ed era destino che mi lanciassi in una storia che lo vedesse protagonista. Il documentario di cui parlavo, con le sue ardite ipotesi evoluzionistiche, è stata solo la scintilla che ha avviato il processo.

CSW: Le immensità degli oceani sono popolate da misteriose creature. Considerato che molti le ritengono meno esplorate di una parte di spazio cosmico, quanto è realmente possibile secondo te fare nuove scoperte?

SS: Be’, è un dato di fatto che ogni spedizione verso profondità oceaniche riveli nuove e sorprendenti scoperte. L’ultima discesa del National oceanic and atmospheric administration (NOAA) nella fossa delle Marianne ha portato alla luce nuove specie di spugne e di stelle marine. Purtroppo ha anche evidenziato la presenza di rifiuti: perfino a 5000 metri di profondità sono comparse lattine di birra o carne in scatola, ed è qualcosa che mi amareggia moltissimo. Il tema ecologico è infatti un’altra componente del mio romanzo.

CSW: Questa è la domanda irrinunciabile che viene proposta ai nostri ospiti, quale potrebbe essere secondo te il lato C della scrittura?

SS: La (ri)scoperta del lato più autentico di noi, il tornare fanciulli e ricordarci quello che ci appassionava fino a urlare di gioia. Ecco: quando inizio a scrivere di un tema che mi sta a cuore, ho una reazione fanciullesca di eccitazione e ilarità sfrenate. E se accade, è segno che vale la pena continuare.

CSW: Nel tuo libro ho trovato in molte parti un’attenta ricostruzione non solo dei luoghi, ma anche degli usi e costumi. Si tratta di esperienza personale, oppure sono frutto di un’attenta documentazione?

SS: Le due cose. Ho avuto la fortuna di recarmi alle Fiji nel 2014 e di apprezzare non solo la bellezza prorompente, direi accecante di quelle isole, ma anche l’umanità dei suoi abitanti, il loro modo di vivere in mezzo all’oceano e sentirsi ancora parte dell’universo, proprio perché non distratti dal frastuono della cultura occidentale. Durante la stesura del romanzo ho poi approfondito aspetti culturali e storici che risultavano funzionali alla trama. Ne hai citato uno in premessa: la kava, elemento fisso delle serate fijiane, una sorta di bevanda mistica che ha sia uno scopo conviviale sia una funzione magica.

CSW: Atmosfere esotiche, ma non solo, che a me portano alla memoria alcuni autori della mia infanzia. In questo aspetto ci sono delle influenze da parte di autori del passato?

SS: Alcuni li ho citati. E se ne devo aggiungere uno, direi Conrad, soprattutto La linea d’ombra.

CSW: Abbiamo parlato di atmosfere esotiche cosa che mi stimola una nuova domanda. Esiste secondo te un luogo perfetto per scrivere? Può il luogo in cui si scrive, influire su ciò che si scrive?

SS: Il luogo perfetto, almeno per me, è casa mia, con mia moglie e la mia bambina di due anni nelle vicinanze. Ma devo anche dire che sì, il luogo può influire, di certo può indirizzare un racconto non ancora sufficientemente solido nello sviluppo. Quando mi trovo nel mio luogo di origine (un paesino lucano di duemila anime) mi ritrovo a pensare a racconti dalle atmosfere fantastiche, dai toni lirici e i temi da realismo magico. In città è il thriller o la spy story a intrigarmi. Sarà un caso?

CSW: Charles Fort è un personaggio che si districa nei misteri. Quando pensi che lo incontreremo di nuovo… sempre se ce lo puoi dire?

SS: Credo (e spero) nel 2018. Sto scrivendo una storia che parla di magia e di intelligenza artificiale. Mi sto interessando moltissimo al rapporto tra l’uomo e la tecnologia in chiave futura. La domanda che mi sto ponendo insistentemente è: su quali basi occorre rifondare questo rapporto affinché l’uomo continui a esistere su questo pianeta? Ancora una volta, il povero Charles Fort non avrà altro desiderio che fumare Moods e curare La voce dei dannati dalla sua comoda casa bolognese, e invece dovrà sforzarsi di salvare la pelle.

Nel frattempo, ho per i lettori della Newton Compton una sorpresa che potrebbe precedere il nuovo appuntamento con Charles Fort. Stiamo lavorando infatti a una thriller molto particolare, con un personaggio che non mancherà di stupirvi.

CSW: Grazie per essere stato con noi in questa splendida spiaggia fijiana. Prima di ripartire per la prossima avventura ci regali un C-saluto?

SS: Vi ringrazio moltissimo dello spazio concessomi e spero di risentirvi presto. Nel frattempo… un C(harles)-saluto a tutti i lettori del sito!

 

cc CSide Writer – Marco Ischia