C-Cinque + 1 – Ciro Auriemma

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli e Lucia Coluccia

Cinque domande + 1, adattate questa volta in uno speciale per parlare con gli addetti ai lavori del mondo dell’editoria, per scoprire cosa c’è dietro le quinte, per scoprire un mestiere che rimane in qualche modo nascosto ma che tutti vedono quando poi alla fine leggono un libro!

 

editoria26 Ciro Auriemma

1) Ciao. Presentati in poche parole, dicci chi sei e di cosa ti occupi.

Ciao a tutti, mi chiamo Ciro e mi occupo di aiutare chi si rivolge a me a trovare la Storia dentro al manoscritto, o di valutare i punti di forza e di debolezza delle storie che mi si propongono in lettura. Flannery O’Connor diceva che “quasi tutti sanno cos’è una storia fino a che non si siedono a scriverne una” e, per la mia esperienza, mi pare calzante. Oltre a questo scrivo – ho un romanzo appena dato alle stampe da Piemme – e insegno tecniche narrative.

2) Qual è la cosa che ti piace fare di più e quella che ti piace meno del tuo lavoro?

La cosa che mi piace di più è costruire un rapporto maieutico con chi si rivolge a me per un editing; è una cosa che ho imparato da quello che considero il mio maestro, Claudio Ceciarelli (edizioni e/o), e che ho ritrovato in un altro editor che per me è stato importante, Stefano Izzo (Salani). Quindi di solito non mi pongo nei confronti dell’autore dando risposte, ma provo a fare quelle domande che credo possano stimolare un dibattito e una riflessione attorno al manoscritto.

Quella che, confesso, mi piace meno, è redigere schede di valutazione negative per l’agenzia: so che dietro a ogni manoscritto c’è una persona con delle aspettative, una passione, un desiderio. Purtroppo, però, o per fortuna, pubblicare è un’opportunità e non un diritto, e a questa regola tutti dobbiamo sottostare.

editoria26 vento3) Quanto reputi che il tuo lavoro sia apprezzato dagli scrittori e/o dagli editori?

Abbastanza, credo. Gli ultimi due romanzi – Piove Deserto per DeA Planeta e Il vento ci porterà per Piemme – sono stati fortemente voluti dai due editor che li hanno letti. Nel tempo poi ho costruito quel minimo di credibilità necessaria a potermi confrontare con alcune e alcuni di loro; non ho la pretesa di dispensar consigli, ma pareri sì, e questo non nego sia gratificante.

Per quanto riguarda autrici e autori, finora posso dirti che ho un riscontro più che positivo e, attraverso l’agenzia con la quale collaboro, ci stiamo togliendo più di una soddisfazione: arriveranno degli esordi belli, prossimamente, e delle crescite, di voci che posso dire di aver aiutato a scoprire.

4) Che difficoltà incontra e che consigli daresti a chi vuole fare il tuo mestiere?

Dal punto di vista economico, le difficoltà che attraversa qualunque libero professionista in Italia, con un regime fiscale che ti fa chiedere se ne valga la pena.

Per il resto, ogni storia è un caso a sé, e ha il suo portato di difficoltà più o meno esplicite e insidiose e bisogna evitare la palude del “so tutto” tanto quanto il dirupo del “non so nulla”. I consigli, se volete provare a entrare nei libri degli altri, sono di non smettere mai di formarvi: studiate, questo lavoro è figlio di tanto studio e di molti errori; e non siate, nel limite del possibile, ontologici rispetto alle storie che state editando e provate a capire la prospettiva di chi, quella storia, l’ha scritta. Se invece il vostro desiderio è scrivere, raccontate qualcosa che sia importante per voi: seguire le mode vi porta a non essere autentici, e un buon editor lo sente!

5) Qual è stato il momento lavorativo di cui vai più fiero?

Aver preso alcuni manoscritti che avevano grossi problemi di struttura e averli lavorati, insieme all’autore o all’autrice, fino a sfiancarci. «Grazie, perché hai capito prima di me quello che, nel profondo, avrei voluto raccontare e mi hai aiutato a tirarlo fuori al meglio delle mie possibilità» è il più grande complimento che mi sia mai stato fatto e, confesso, mi sono commosso. Sapere che ora quei manoscritti hanno preso la strada dell’agenzia e sono in lettura presso grandi editori mi fa un certo effetto. Non capita sempre, questo mestiere riserva anche grosse frustrazioni – è umanamente impossibile riuscire a comunicare come vorremmo la bellezza di tutti i libri ai quali lavoriamo o che ci ritroviamo tra le mani, e capita di non trovarci d’accordo con l’editor che lo legge e, legittimamente, lo rifiuta – ma quando ti capita che le cose vadano per il verso giusto, beh…

5+1) Raccontaci (se possibile, a mo’ di racconto) un episodio particolarmente piacevole o spiacevole che hai vissuto facendo il tuo lavoro.

Ricevo un messaggio su Messenger da una ragazza. «Ho visto che sei un agente e vorrei capire come sottoporre un lavoro alla tua attenzione» mi scrive. Rispondo che mi spiace, non sono un agente, sono rappresentato da un’agenzia ma non mi occupo di rappresentanza. Però, dalle cose che mi dice, credo ci sia qualcosa. «È un saggio sulla generazione X» mi dice. Le chiedo di mandarmi il file, dicendole che lo avrei letto volentieri appena avessi avuto tempo. Leggendo, mi accorgo che c’è una voce, e sotto la cenere del saggio cova una storia potente. Le scrivo e le dico che secondo me il saggio è solo la foglia di fico dietro la quale si è nascosta, e la invito a raccontare invece la storia che la fa sanguinare e che, nel saggio, nascosta, si intuisce. Scrive un incipit potente che leggo al mio amico Francesco Trento, che decide con grande generosità di farle da editor.

Quella ragazza è Valentina Mira, ha pubblicato “X” per Fandango, un memoir potentissimo, dirompente.

Grazie, Ciro, per averci portato la tua esperienza – ad ampio raggio – e averci parlato del tuo mondo tra le parole. Canestrini per i tuoi impegni, lavorativi e non, che abbiano a che vedere con la scrittura e per quanto riuscirai a sognare, perché si realizzi, nel tuo futuro.

Grazie a voi per avermi ospitato in questa rubrica, spero di essere riuscito a far passare almeno un po’ la passione per il mondo dei libri e delle storie. A presto e, se potete, sostenete le piccole librerie di quartiere, presidii di cultura e di bellezza!

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli e Lucia Coluccia  

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