C-Cinque + 1 – Licia Troisi

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

Licia

(foto by Tiziano Toma)

1) Ciao Licia. In poche parole: da quando scrivi, cosa scrivi e cosa leggi?

Faccio questo lavoro da sedici anni, ossia dalla pubblicazione del mio primo libro, Nihal della Terra del Vento, nel 2004. Però in verità scrivo sostanzialmente da quando ho imparato a farlo a scuola, e racconto storie persino da prima. Mia madre dice che ho raccontato la mia prima storia che avevo due anni e mezzo.

Scrivo principalmente fantasy e fantastico, ma anche divulgazione scientifica. In generale mi piace cercare di mescolare i generi; ho scritto libri con parti a fumetti, e spesso nelle mie storie c’è qualche elemento giallo. L’ultimo libro che ho scritto, che dovrebbe uscire il prossimo anno, è una mescolanza di fantasy e fantascienza.

Leggo un po’ di tutto; mi piacciono molto i fumetti, sia seriali che graphic novel, e di recente leggo anche molta saggistica. Mi piace anche il giallo e la letteratura di genere tutta, ovviamente. Sono un po’ debole sulla poesia, che leggo poco.

2) Di tutto quanto hai scritto, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché? Preferibilmente un titolo solo.

Probabilmente I Dannati di Malva, edito da Mondadori. Non è davvero rappresentativo di quel che scrivo – è un libro particolare, con un protagonista maschile, che non fa parte di una saga o una serie e ha delle venature noir – ma è breve e autoconclusivo, quindi se non piace ci si può fermare senza restare con la curiosità di come finisca la storia :P Tra l’altro, nonostante sia breve e abbastanza atipico nella mia produzione, è un libro che mi piace e cui sono molto affezionata, anche perché nasce per far parte di una collana che parlava di ecomafia. Infatti, è un fantasy che cerca di parlare di smaltimento illegale di rifiuti tossici.

autore 136 i dannati3) Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Direi che è importante leggere moltissimo, e libri di ogni genere, perché ovunque ci sono libri splendidi da quali imparare molto. Inoltre, se ci si concentra solo sul genere che si vuole pubblicare, si rischia di diventare autoreferenziali.

Credo non occorra concentrarsi troppo sulla pubblicazione: soprattutto da esordienti – ma anche dopo – è importante mantenere il focus principalmente sul piacere e il bisogno di scrivere, senza pensare troppo a cosa si suppone possa piacere di più al pubblico o agli editori. Credo che la sincerità verso se stessi, cercare di raccontare una storia che ci appartenga profondamente, che sentiamo di dover raccontare, sia la cosa più importante per uno scrittore. La pubblicazione eventualmente è una conseguenza di questa passione profusa nella scrittura.

4) Cosa stai scrivendo in questo periodo o, cosa vorresti scrivere?

Al momento niente, sono più o meno in pausa, e mi va bene così. Ho da poco finito il libro nuovo, sul quale tra non molto inizierò a lavorare assieme alla casa editrice; ho chiuso alcuni progetti per sceneggiature e soggetti di fumetti. All’orizzonte si prospettano altri lavori, ad alcuni dei quali ho già iniziato a mettere mano, e che adesso sono solo in pausa. Credo quindi sia proprio il momento giusto per una pausa; anche fermarsi ogni tanto è importante, per ricaricarsi e per permettere alla creatività di viaggiare libera.

5) Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Questo mese è venuto a mancare Kentaro Miura, l’autore del mio fumetto preferito, Berserk. In questo momento vorrei davvero poterlo incontrare. Innanzitutto significherebbe che non è morto – per altro piuttosto giovane – e poi potrei finalmente dirgli quanto la sua opera sia stata importante per me. Berserk spunta praticamente in tutto quello che ho scritto, in un modo o nell’altro, ed è stato fondamentale per la mia formazione. Quando iniziai a leggerlo mi fece capire cosa volevo scrivere, e mi aiutò a comprendere che tipo di fantasy e di narrazione davvero mi interessasse leggere e praticare. E poi vorrei dirgli che Berserk è un capolavoro, senza se e senza ma, da tutti i punti di vista, migliore anche di tantissimi libri che ho letto quanto a capacità di coinvolgere il lettore e raccontare con efficacia e crudezza la condizione umana.

5+1) Raccontati in un racconto.

C’era una volta una ragazzina che inventava tantissime storie. Pensava fosse solo una passione come tante, un passatempo, molto importante per lei, certo, ma nient’altro che questo. E invece, a un certo punto scoprì che quelle storie non contavano solo per lei, ma che piacevano anche ad altre persone, che si divertivano con esse e ci si riconoscevano. E fu così, che si mise a fare la cantastorie di mestiere.

Grazie, Licia, per averci fatto compagnia, per averci parlato della tua passione e del cammino che insieme avete fatto sino a qui. Canestrini per la pausa, che sempre ci vuole, e per tutti quei progetti, già in campo o futuri, che hai e vorrai approntare, certo che troveranno, come altri in passato, estimatori e numeri importanti.

Grazie mille a Salvatore Stefanelli per l’opportunità.

Ciao a tutti, grazie per aver letto, e grazie a chi in tutti questi anni ha amato le mie storie e continuerà a dar loro fiducia in futuro

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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