C-Incontri – le interviste – L’ottavo Peccato – Luca Di Gialleonardo – Accidia

C-Incontri  Le interviste (144)

Questo sarà un ciclo d’interviste dedicato alla collana “L’ottavo peccato” edito da delos digital e curata dallo straordinario Andrea Franco. Otto domande come gli otto peccati (sette capitali più uno che al momento non è dato a sapere). Cercando di seguire la logica della collana, CSide Writer ha pensato di incontrare gli autori degli episodi, in rigoroso ordine cronologico d’uscita. Otto domande che cercheranno d’entrare nella mente del mostro, che cercheranno di conversare con gli autori, che cercheranno di metterci faccia a facci con Ilario Belviso, anche se a dirla tutta non è proprio un bel vedere!

CSW: Ciao Luca, bentornato su CSide Writer. Mentre aspettiamo che Ilario faccia la prossima mossa sulla scacchiera, posso offrirti qualcosa da bere dal nostro bar virtuale?

LDG: Una birretta fresca va benissimo. Sai che non bevo quasi mai alcolici, ma con questo caldo ci sta bene!

CSW: L’ottavo peccato è una serie che parla di un mostro, un uomo brutto, segnato dalla sindrome di Treacher Collins. Secondo te è più mostro Ilario Belviso, oppure sono più mostri i personaggi con i quali si trova ad avere a che fare?

LDG: Come diceva il mitico Tiziano Sclavi: “I mostri siamo noi”. Ma Ilario non è il classico personaggio buono additato da tutti come mostro solo per il suo aspetto fisico. Una cosa di lui che mi piace è che in fin dei conti nemmeno lui è puro.

CSW: Sette peccati capitali e a te è toccata l’accidia. Come ti sei trovato con questo peccato?

LDG: Ti racconto come i peccati sono stati distribuiti. Andrea ha riservato per sé l’ultimo capitolo, ma ha chiesto a ognuno di noi di scegliere il peccato che preferivano. All’inizio non ero propenso a scegliere l’accidia, perché tra i peccati è quello più complicato da inquadrare. Poi ho visto che era il penultimo capitolo e che quindi avrei avuto più tempo per scrivere. Ed essendo accidioso di natura la scelta è stata automatica. Poi, non è stato facile trovare una storia adatta, ma credo di esserci riuscito. In fondo, ho avuto più tempo! Mi ci sono trovato molto bene, la storia che avevo in mente si adattava bene e con Andrea e Scilla abbiamo ideato un finale “col botto”, così da far partire l’ultimo episodio dopo un bel colpo di scena.

CSW: Peccati e peccatori, storie e scrittori. Il peccato simbolo del tuo racconto ti è stato assegnato oppure lo hai scelto tu? Ci racconti com’è avvenuta l’assegnazione, o la scelta?

LDG: Ops, ho già risposto a questa domanda. Mi dai dell’accidioso se non mi ripeto?

CSW: Se ti avessero chiesto di scegliere uno degli altri peccati quale avresti scelto? Perché?

LDG: Forse l’ira, perché è il peccato che sento più “a rischio” per quanto mi riguarda. E molti mi dicono che sono un tipo tranquillo, pensa.

CSW: Parlando invece di Ilario Belviso, quanto è difficile tracciare i tratti di un personaggio così particolare e rimanere coerenti sul soggetto, avendo a che fare con altre abili penne?

LDG: I tratti erano già molto ben impostati fin dalla partenza, quindi non è stato difficile lavorare sul personaggio. Più complicato è stato cercare di essere originali, specie per me che arrivavo per ultimo. Per farti un esempio, immaginare le penitenze legate alla partita a scacchi non è stato semplice. Ma per fortuna qualcosa sono riuscito a tirare fuori lo stesso: il mondo della perversione non ha confini. Poi hai ragione. Andrea ha scelto ottimi autori nel costruire la squadra. Autori che già conoscevo e ammiravo.

CSW: Solitamente a questo punto chiedo ai nostri ospiti quale potrebbe essere secondo loro il lato C della scrittura, ma per questa occasione la domanda devo per forza modificarla. Quale potrebbe essere secondo te il lato C di Ilario Belviso?

LDG: Il re nero. Le spiegazioni solo alla fine della lettura, sorry.

CSW: Grazie per essere stato con noi, finalmente Ilario ha fatto la sua mossa. Prima di lasciarci ci regali un C-saluto?

LDG: Non siate mostri, leggete l’Ottavo Peccato.

 

  

cc CSide Writer – Marco Ischia

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