C-Cinque + 1 – speciale fumetto – Andrea Errico

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, adattate questa volta in uno speciale per parlare di fumetto, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

1) Ciao Andrea. Quando hai scritto e disegnato la tua prima storia a fumetti, quale genere prediligi per le tue storie e cosa ti piace leggere, anche di non fumettistico?

Ciao Salvatore. La mia prima storia a fumetti, almeno per quanto riguarda l’ambito professionale l’ho scritta nel 2010 per un progetto dal titolo “Apex Rush”, pubblicato da casa editrice statunitense (Giantess Fan Comics). Ho successivamente scritto 47 Deadman Talking e Casa Mango per il mio collettivo Artsteady.
Il genere che prediligo nella scrittura è sicuramente lo Sci Fi (fantascienza) anche se non ho ancora avuto modo di sviluppare una trama completa per questo genere, genere che prediligo sopratutto nella lettura, sia che si parli di fumetti che di libri. Amo in particolar modo Asimov e Philip K. Dick.

2) Di tutto quanto hai pubblicato, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché? Preferibilmente un titolo solo.


Di tutti i progetti che ho pubblicato mi sento di suggerire il mio fumetto autoprodotto, già citato nella domanda precedente. 47 Deadman Talking (Artsteady), è un progetto horror che mischia folklore partenopeo e genere horror. Potete acquistarlo tramite il nostro blog o tramite il nostro store ebay:

https://www.ebay.it/usr/artsteadyshop

3) Consigli per chi si approcci adesso al mondo del fumetto autoriale: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Il mio consiglio per chiunque voglia iniziare a lavorare come autore è quello di cercare una propria nicchia. I social in questo aiutano tantissimo. Pubblicare il proprio materiale regolarmente, trasformando quello che è una passione in un modo per intrattenere il pubblico. La gente ha voglia di divertirsi e di sentire belle storie che possano far loro riflettere. Se sentite di avere qualcosa da dire, fatelo. Lasciate a casa la pigrizia e fate sì che la vostra potenza espressiva esca fuori.

4) Quale storia stai scrivendo/disegnando in questo periodo o, quale vorresti?

Al momento, come disegnatore sto lavorando a diversi progetti per gli Stati Uniti, principalmente case editrici indipendenti. Onestamente non vedo l’ora di mettere da parte tutti questi impegni lavorativi per concentrarmi su un mio progetto, quel famoso progetto Sci Fi che vorrei scrivere e che, effettivamente con molta lentezza, sto scrivendo.

5) Quale autore, anche non necessariamente di fumetti, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Mmm…ne ho conosciuti tantissimi, molti dei quali erano miei idoli del passato, ma ce n’è uno in particolare che non ho mai conosciuto: Joe Madureira.

Da piccolo avrei avuto mille domande da fargli, potessi conoscerlo oggi gli dire: Uè Joè, sei stato il mio mito per tutta la mia adolescenza, ti posso offrire una pinta di birra e mi spieghi come si diventa un “pateterno” del fumetto quale tu sei?

5+1) Raccontati in un racconto.

I miei amici, i miei colleghi, tal volta i familiari mi chiamano Andrea “Il Nero”, un nick name che genera molta curiosità. I motivi sono svariati. Negli anni ’80 credo che il mio nome si portasse un casino e così oggi, ho troppi colleghi con il mio stesso nome. Vi basti sapere che nella mia palestra ci sono 3 o 4 fumettisti, di cui due si chiamano Andrea: io e Andrea Chella (disegnatore Bonelli di Dylan Dog, mica pizza e fichi). Quello che non sa la gente è che sono davvero “nero”. Le mie origini, sono legate alle isole del Capo Verde (in Africa). Sono nato a Napoli ma a Capo Verde c’ho vissuto dai 3 ai 5 anni. Appena tornato in Italia una delle prime cose che iniziai a fare, che mi aiutò a reintegrarmi in un contesto ormai a me estraneo, fu proprio il disegno. La possibilità di esprimermi attraverso linee e colori mi catturò completamente. La storia è lunga e prima di trasformare questa passione in lavoro ci sono state tante altre fasi ma se dovessi trovare un origine alla base della mia carriera, sicuramente posso associarlo alla mia “neritudine”.

Grazie, Andrea, per la tua “neritudine” e per tutto quanto ci hai detto. Canestrini per i tuoi progetti attuali e futuri e, buona vita.

Grazie a te, per me è stato solo un piacere essere stato intervistato e spero di avervi strappato qualche risata nel frattempo.

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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