0 bis C-Scuola di scrittura – Esercizi di stile

C-Scuola di scrittura – esercizi utili…

Esercizi di stile: I risultati (0)

esercizi di stile

In attesa del prossimo appuntamento con gli esercizi di stile di CSide Writer, ecco le versioni per il primo esercizio di stile anzi per l’esercizio di stile nr. 0.

Di seguito vi ricordo i “paletti” (o regole che dir si voglia) che sono state imposte per la stesura della versione del racconto, e a seguire le versioni con il nome dell’autore.

Paletti:

  • Cimitero

  • Panchina (fuori dal cimitero)

  • Una fotografia in mano al protagonista

  • Protagonista (un uomo, Paolo)

  • Una donna (Anna), nella foto, morta

  • Paolo per la prima volta sta andando a trovare la sua amata Anna

  • Non l’ha mai fatto prima perché così sembrava più semplice non accettarne la morte

  • Paolo e Anna Hanno circa 35/40 anni

  • Se inserite una città, questa sarà Roma

Le versioni dei lettori di CSide Writer

Marco Ischia

La città eterna.

Ma cosa ci sarà poi di così eterno?

Gli edifici si consumano come i ricordi.

Certo, gli intonaci sgretolati vengono rimessi in sesto, come una fotografia fa con la memoria, ma poi l’intonaco torna a consumarsi.

Polvere alla polvere, cenere alla cenere.

Mi sono rifiutato di ascoltare quelle parole. Anna non c’è più, ma io ancora non voglio saperlo, qui, seduto sulle assi di una panchina, incise con i nomi di chi è passato. Proprio come lapidi.

Anna forever.

Percorro l’incisione con le dita.

Anna per sempre, per l’eternità.

Maria Rosaria del Ciello

Paolo non ama questo posto. Per questo non c’è mai venuto. Non sopporta tutto quel silenzio invaso dal frinire delle cicale.

C’è una panchina fuori le mura del cimitero. Si avvicina, siede e dalla tasca dei pantaloni tira fuori un fazzoletto per asciugarsi il sudore sulla fronte. Dalla tasca scivola una foto e cade in terra.

Paolo la raccoglie.

Era bella Anna. A lui manca tanto.

Paolo pensa che è ora di smetterla. Anna è morta, non c’è più.

Venire qui non è stata una buona idea.

Maledette cicale.

Nelle diverse versioni (anche quelle proposte nel libro di Andrea Franco) gli autori offrono una visione del dolore, a volte solo come un passaggio di speranza, altre volte come qualcosa di ineluttabile, di definitivo. Ho trovato interesante le sfumature, le piccole aggiunte che qualcuno ha inserito come il rumore delle Cicale, che serve a dare concretezza utilizzando uno dei sensi che non sia la vista. Roma non c’è sempre nei racconti, la panchina invece è quasi sempre un baluardo, l’ancora di salvezza. La parola “cimitero” non sempre è presente, ma si capisce ogni volta qual’è il luogo. Tutte le volte la stessa storia sembra sempre una storia diversa, perché scritta da mani diverse, perché oagnuno di noi si porta dentro qualcosa e lo riversa inevitabilmente in ciò che scrive.

Il prossimo esercizio sarà più “libero”, con meno vincoli apparenti. Starà a voi decidere l’ambientazione, il taglio ironico, drammatico o poetico che vorrete dare alla vostra versione, ma ci saranno delle parole che dovrete inserire, e un semplice soggetto/oggetto che sarà il centro della vostra storia.

Vi aspettiamo numerosi per il prossimo esercizio di stile.

Buone scritture a tutti.

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

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