26 C-Cento modi di morire in un libro

C-Cento modi di morire in un libro La rubrica

libro nr. 26

IMPERO 

Titolo: All’ombra dell’Impero – Il segreto del Mandylion

Autore: Alberto Custerlina

In questo libro si muore a causa di colpi d’arma da fuoco ma anche per coltellate ben assestate o per lame nascoste in bastoni da passeggio. Per la verità c’è pure chi muore schiacciato dalle rigide ruote di una carrozza fuori controllo. Ma se dobbiamo scegliere il modo di morire più caratteristico di questo libro io non ho dubbi, l’arma bianca la fa da padrone. Fra coltelli affilati che servono per tagliare gole e sfigurare il viso dei morti, fino alla pregiata lama di Toledo nascosta nel bastone da passeggio del protagonista, l’arma del delitto è ben delineata. Il tutto accade a cavallo della Trieste d’inizio ‘900 e l’estremo oriente, fra ufficiali del Regio Esercito, Poliziotti e praticanti di magia nera. A contrastare il male e cercare di mettere ordine negli oscuri accadimenti Artan Hagopian, sapiente mercante d’arte, ma non solo, uomo di grande cultura, uomo di grande cuore a cui è stato assegnato il compito di custodire un segreto.

Chiacchieriamo con Alberto Custerlina per cercare di capire quali sono i meccanismi che fanno morire un personaggio in un determinato modo.

CSW: Ciao Alberto, benvenuto con il tuo libro nella rubrica dei Cento modi di morire in un libro. Posso offrirti qualcosa da bere? Magari uno Slivovitz?

AC: Lo slivovitz è perfetto, grazie.

CSW: Come nasce secondo te l’idea di far morire un personaggio in un determinato modo?  E nello specifico nel tuo libro “All’ombra dell’impero” la morte inflitta con armi da fuoco e lame di vario genere, avviene più per una necessità di trama o per collocazione temporale?

AC: Ci sono molti fattori che influenzano il modo di morire di un personaggio. Per prima cosa bisogna capire che tipo è l’assassino, il suo sesso e la sua estrazione sociale. Ti faccio un esempio: uno scaricatore di porto è difficile che uccida con uno spadino nascosto in un bastone da passeggio oppure con il veleno, mentre è più realistico che lo faccia a mani nude o con una coltellata oppure con una bottiglia spaccata. Certo, nelle trame romanzesche può succedere di tutto e niente è escluso a priori, ma è bene che l’autore non si lasci prendere la mano da certe forzature.

CSW: Parlando di modi di morire in un libro, secondo te, è il modo di far morire un personaggio che può influenzare la trama, o viceversa è principalmente la trama che influisce sul modo di far morire un personaggio?

AC: Senza ombra di dubbio, è la trama che influenza il modo in cui un personaggio muore. Ovviamente, ci possono essere casi in cui l’autore costruisce una trama attorno a una o più morti particolarmente significative nei metodi usati dall’assassino, ma è un modo di costruire la narrazione che io depreco, perché il più delle volte porta a trame molto sottili, inconsistenti e spesso pretestuose. 

CSW: Perché secondo te a volte personaggi diversi sembrano richiedere modi di morire diversi?

AC: Perché come dicevamo la morte di un personaggio è il risultato del suo carattere, del suo modo di vivere e delle sue azioni, opportunamente rapportate a quelle del suo assassino nel caso di un omicidio. 

CSW: Parlando sempre di modi di morire in un libro, sai già come morirà il tuo prossimo personaggio?

AC: Uno è appena morto sbudellato e poi appeso a testa in giù, mentre il prossimo finirà trafitto da una lama dopo un lungo ed estenuante combattimento contro più persone. 

CSW: Grazie per essere stato con noi con il tuo libro assieme a Davorin, Ariel e ovviamente Hagopian nella classifica dei Cento modi di morire in un libro.

AC: Grazie a Voi! Alla prossima!

 

La classifica

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

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