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C-Editoriali – Il blocco dello scrittore

C-Editoriali Divagazioni sul tema (49)

Il blocco dello scrittore…

Perché ci paralizza e come superarlo

(di Paolo Facco)

Perché ci paralizza…

Cos’è Il blocco dello scrittore? Il blocco dello scrittore è la difficoltà, o l’incapacità, di cominciare o di proseguire, la scrittura di un testo. Esistono diverse cause all’origine di questa difficoltà, la buona notizia però, è che ci sono anche numerosi accorgimenti per superarla e rendere l’attività della scrittura fluida e piacevole.

Che cos’è che ci paralizza davanti alla pagina bianca?

Ci sono momenti in cui abbiamo “illuminazioni”, in cui la nostra idea (o la nostra storia) ci appare chiara e affascinante. In queste situazioni, di solito, siamo sotto la doccia, oppure alla guida dopo una lunga giornata di lavoro, o siamo ad una cena con colleghi o amici. Il giorno dopo, quando ci sediamo davanti al computer per iniziare il nostro capolavoro, gli appunti ci appaiono degli scarabocchi incomprensibili e le intuizioni che (alle due di notte e con un cocktail in mano) sembravano geniali si sono sciolte come neve al sole.

Una buona idea non basta: come ricordava Alfred Hitchcock, bisogna farla crescere, svilupparla, darle una struttura articolata, non troppo rigida, ma ben organizzata. Torneremo su questo aspetto tra poco. Per la verità, i problemi relativi alle idee sono di due tipi: mancanza di idee, quando siamo in difficoltà a trovare temi da trattare, oppure troppe idee, quando facciamo fatica a selezionare e scegliere, tra tante proposte, quali argomenti illustrare.

Un’altra causa frequente è il perfezionismo: una parte del nostro cervello critica ogni idea e ogni frase sul nascere (trovi un elenco di critiche nel post “Frasi killer: come uccidere un’idea sul nascere”), come un avvoltoio appollaiato sul monitor del pc, inibisce ogni slancio creativo. Scrivi una frase, poi la cancelli, la scrivi di nuovo, poi la correggi, ma non riesci a proseguire.

Le emozioni negative sono un’altra zavorra alla nostra scrittura; la preoccupazione, l’ansia, la paura di non riuscire, ci impediscono di concentrarci e inibiscono le connessioni creative. Maggiore è la preoccupazione (magari per una scadenza che si avvicina), maggiore diventa la difficoltà di trovare buone idee e di scriverle in modo originale.

Per quanto possa sembrare strano, anche non avere limiti di tempo rappresenta un ostacolo alla scrittura. “Il lavoro si espande fino ad occupare tutto il tempo disponibile”, afferma la scherzosa Legge di Parkinson (corollario alla Legge di Murphy) “più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo”. Se abbiamo a disposizione due ore (e siamo ben concentrati), scriveremo il nostro articolo in due ore, ma, se sappiamo di avere mezza giornata, tra una cosa e l’altra, la impiegheremo tutta per scrivere il nostro articolo. Qualcosa di simile avviene anche quando siamo alle prese con un racconto o con un romanzo.

A volte è la mancanza di passione o di interesse a frenarci: ci siamo imbarcati nell’avventura di scrivere (magari per altri), ma ci scopriamo poco appassionati a certi contesti o a determinati contenuti. Forse dovevamo pensarci prima.

La fatica di procedere nello scrivere, infine, potrebbe essere anche causata dalla stanchezza: presi dal nostro racconto, o da una fase particolarmente creativa, siamo stati per ore con gli occhi fissi sul monitor e con le mani in fervente attività sulla tastiera. Il nostro organismo ci sta dando un segnale importante: è opportuno fare una pausa, sgranchirci, bere qualcosa e, se possibile, uscire a fare due passi.

Come superarlo…

Vediamo, adesso, il metodo da seguire per non incappare nel writers’ block e qualche accorgimento che ci consenta, se ci siamo finiti dentro, di uscirne.

1) Appuntare le idee: le buone idee raramente ci vengono quando siamo seduti alla scrivania ma ci arrivano, nella maggior parte dei casi, quando siamo “de-focalizzati”, quando svolgiamo un’attività poco impegnativa (come guidare) o un’attività fisica ripetitiva (come correre, nuotare, ecc.). Appena arriva una buona idea è utile prenderne nota: scrivendo un breve appunto su un taccuino, sullo smartphone o registrando una nota vocale. L’importante è non lasciarla sfuggire. Creare un “archivio” di idee, raccogliendo link, post, ebook, ecc. è un ottimo metodo per non rimanere a secco di idee.

Per uno scrittore le idee arrivano spessissimo dalla lettura. Per questo è importante leggere di tutto, essere curiosi di qualsiasi cosa, perché tutto può servire e non si può mai sapere da dove arriverà uno spunto narrativo.

2) Sviluppare le idee: un’idea, appena nata, è ancora “acerba”, bisogna svilupparla e farla maturare. Possiamo svilupparla creando una mappa mentale ovvero disegnando al centro di un foglio la “parola chiave” dell’idea e creando tante diramazioni con possibili sviluppi e “articolazioni”. Dopo aver completato la mappa, bisogna tenerla, se possibile, a portata di mano perché in un secondo momento, quando non ce l’aspettiamo, verranno in mente altri spunti e collegamenti preziosi. Quindi, se volessimo scrivere un post su come essere più produttivi allora potremmo sviluppare l’idea con diversi post (gestione del tempo, gestione dei progetti, ecc.). Se invece, desiderassimo scrivere un libro su queste tematiche allora potremmo creare una mappa in cui ogni diramazione rappresenta un capitolo e le sotto-diramazioni gli argomenti (best practice, esempi, consigli, ecc.) che intendiamo esporre all’interno di quel capitolo.

3) Programmare le idee: se scriviamo su più riviste o blog, non possiamo fare a meno di preparare un piano editoriale. Questo ci permette di non affidarci (solo) all’improvvisazione ma di costruire un percorso logico, costellato dagli aspetti che riteniamo importanti, attraverso cui accompagnare i nostri lettori.

Questo è il metodo che certamente bisogna seguire per evitare il blocco dello scrittore. Si tratta di un metodo necessario che però, da solo, potrebbe non essere sufficiente per levarci l’ansia davanti alla pagina bianca. Ecco dunque, qualche accorgimento per superare il blocco creativo:

introdurre cambiamenti

La nostra mente ha bisogno di stimoli creativi che ognuno deve trovare a modo suo. Ad esempio, provare a cambiare l’orario e il luogo in cui scriviamo: scrivere su un tavolino di un bar sulla spiaggia, in una baita in montagna o in un parco può avere affetti vantaggiosi sulla nostra scrittura.

stabilire limiti temporali

L’assenza di scadenze, come abbiamo visto, non ci è di aiuto: bisogna porsi limiti molto chiari riguardo al tempo da dedicare alla scrittura. Una volta finito il tempo stabilito, bisogna staccare e dedicarsi ad un’altra attività.

ingannare l’altra parte del cervello

Una parte del nostro cervello, la più pigra e timorosa, tende a trattenerci con bieche scuse dall’intraprendere attività impegnative. È quella che si attiva quando diciamo: “Sì, adesso faccio [questa cosa], prima, però, [do un’occhiata veloce ai social] …” e due ore dopo … siamo ancora a scherzare su Facebook. C’è un modo, relativamente semplice, per “ingannare” questa parte del cervello. Pensiamo a quando non avevamo voglia di affrontare un lavoro manuale impegnativo (come riordinare il garage o sistemare il giardino) e ci siamo detti: “Adesso faccio solo questa parte …”, e poi, piano piano, riuscivamo a sistemare tutto. La stessa cosa vale per il lavoro intellettuale. Possiamo ingannare l’altra parte del cervello dicendo: “Adesso scrivo solo il titolo e l’indice del mio articolo …” poi, piano piano, ci troveremo anche a completare il testo. Occorre sperimentare più volte questa tecnica per farla diventare un’abitudine, altrimenti, senza perseverare, non funziona.

lasciare andare la mano e i pensieri

Un altro accorgimento utile è quello di “allentare” il controllo (del gufo interiore) e non pretendere che il testo sia subito perfetto. Quello che bisogna fare esattamente è lasciare andare le mani sulla tastiera, segui il flusso dei nostri pensieri e scriverli così come ci vengono in mente. In un secondo tempo, potremmo leggere, correggere e migliorare il nostro scritto.

 

cc CSide Writer -Paolo Facco

C-Editoriali – Carta o Ebook, come lavora il cervello!

C-Editoriali Divagazioni sul tema (48)

Ebook o libro cartaceo?

(di Paolo Facco)

Se il dilemma vi sembra essere sopratutto psicologico siete nel giusto. Non occorre più porsi la domanda se sia meglio il libro stampato o quello elettronico. Ognuno di noi ha le proprie preferenze, ma è ormai innegabile che l’approccio che il nostro cervello ha rispetto ai due supporti di lettura è diverso.

Secondo Jack Uldrich, noto futurologo a livello mondiale, “l’ufficio senza carta non si è concretizzato per lo stesso motivo per cui i forni a microonde non hanno sostituito quelli tradizionali. Ogni tecnologia presenta vantaggi unici e tangibili e la carta non fa eccezione. Si potrebbe affermare che è il più importante strumento mai inventato per trasmettere, condividere e diffondere informazioni. Infatti, recenti studi scientifici hanno dimostrato che le persone comprendono e assimilano le informazioni fornite molto meglio su carta rispetto a quelle presentate in formato elettronico”. Ma parlando di libri ci piace ricordare una frase di colui che di libri e bibliofilia la sapeva lunga. “Il libro è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici. Una volta che li hai inventati non puoi fare di meglio” scrive Umberto Eco nel volume “Non sperate di liberarvi dei libri”.

Ma com’è possibile che la comparsa della tecnologia digitale in ambito letterario abbia creato questa divisione fra chi preferisce il libro in forma cartacea e chi in forma digitale? Di solito, una nuova tecnologia viene sfruttata rendendo completamente obsoleta quella che l’ha preceduta; vedi, ad esempio le fotocamere digitali che hanno soppiantato alla grande ed in brevissimo tempo le fotocamere attrezzate per i rullini (causando in tal modo il collasso di società come Kodak e Polaroid). La questione ha incuriosito studiosi, psicologi e sociologi un po’ in tutto il mondo. Esiste un differente processo mentale che un cervello compie quando carpisce informazioni durante una lettura da uno schermo o da carta. Questi processi mentali sono stati studiati dalla psicologa dell’età evolutiva e delle scienze cognitive Maryanne Wolf dell’università di Tufts, Stati Uniti, la quale introduce nel panorama letterario il concetto di “fisicità della lettura”, non nuovo in fondo ma mai analizzato sistematicamente prima di lei. “C’è una fisicità nel leggere” – dice la Wolf – “Capire la differenza tra leggere su carta e su schermo richiede qualche spiegazione su come il cervello interpreta il linguaggio scritto. Spesso pensiamo al leggere come a un’attività cerebrale e astratta, invece, dal punto di vista cerebrale il testo è una parte tangibile del mondo fisico. Il cervello vede le lettere come oggetti fisici e non astratti. Non siamo nati con un circuito cerebrale dedicato al leggere. 

Dopotutto abbiamo inventato la scrittura in tempi relativamente recenti (nel quarto millennio avanti cristo). Quindi il cervello umano prende a prestito strutture cerebrali dedicate ad altre attività come il linguaggio parlato, la vista, la coordinazione motoria. Alcune di queste regioni cerebrali sono specializzate nel riconoscimento degli oggetti: come ci aiutano a distinguere una mela da un’arancia, allo stesso modo ci fanno riconoscere una lettera con le sue linee, le curve, gli spa  zi vuoti”. Oltre a trattare le lettere come oggetti fisici, il cervello percepisce un testo come una specie di paesaggio: quando leggiamo ci costruiamo una rappresentazione mentale del testo simile alla mappa di un luogo fisico, come la piantina di un appartamento o di una città. Il libro di carta è come una mappa topografica: orienta il lettore e lo aiuta a memorizzare quello che legge.

 

Molti studi hanno dimostrato che le persone ricordano le informazioni di un testo in base alla loro posizione nel libro. I libri di carta hanno una topografia più ovvia di quelli digitali. Un libro aperto presenta al lettore 2 pagine chiaramente definite, e 8 angoli per orientarsi. Mentre un lettore sta leggendo si focalizza su una pagina senza perdere di vista l’intero testo. Può anche sentire lo spessore delle pagine lette in una mano e sentire nell’altra le pagine che mancano. Girare le pagine è come lasciare le impronte su un sentiero. C’è un ritmo e una traccia visibile di quanto uno è andato avanti. Tutto questo non solo rende il libro più navigabile ma è anche più comprensibile e più facile da memorizzare. All’opposto la maggior parte degli e-reader e dei tablet interferiscono con la navigazione intuitiva del testo e inibiscono le persone dal tenere traccia del “viaggio” nella mente. Un lettore digitale ha difficoltà a vedere l’insieme, scorre le pagine digitando il testo, ma non ha una visione globale del libro. È come se Google maps facesse vedere strada per strada, senza mai mostrare la mappa intera. Molti editori, stanno ovviando all’indecisione e-book/libro grazie al processo economico che permette di vendere insieme due o più beni distinti: il bundling. L’importante è leggere, sempre e comunque, in qualsiasi forma si presenti il contenuto di uno scritto, sia esso su carta o su dispositivo, on line o off line.

 

cc CSide Writer -Paolo Facco

C-Editoriali – Ucciso il 4 di Luglio

C-Editoriali Divagazioni sul tema (47)

Ucciso il 4 Luglio

Chiacchieravo in questi giorni di post autopromozionali, cercando di capire quanto sia “lecito” o per meglio dire opportuno, “rompere le scatole” sui social o in altri modi, per dire: IO HO SCRITTO UN LIBRO. Il discorso si fa molto più ampio se poi andiamo a vedere chi pronuncia queste parole. Si fa molto più ampio se andiamo a vedere come è stato pubblicato questo libro (e ogni riferimento alle EAP è voluto!). Quello che mi piacerebbe riuscire a fare è limitarmi all’essere correttamente autoreferenziale, perché ovviamente essendo io a scrivere queste parole e parlando di qualcosa che ho scritto io tale rimane.

“Ucciso il 4 luglio” è un racconto lungo che ha vinto il contest letterario promosso dalla collana Delos Passport, ma è anche il racconto di come è apparsa la Florida ai miei occhi. Licenze letterarie permettendo. È la voluta caricatura degli States, quella che molti chiamano la classica “Americanata”, quella che vediamo nelle serie TV, ma mi ripeto, quella che ho vissuto nelle mie due esperienze in Florida. Essere riuscito a toccare con ironia un genere come la spystory mi fa particolare piacere, perché come mi disse un bravo scrittore M.S. “non bisogna mai dimenticare che la scrittura è intrattenimento” (parole che cito a memoria nel loro concetto). Non mi dilungo oltre, se non per aggiungere che è una storia semplice e divertente, con un delitto e un roccambolesco esito finale.

A questo punto voglio ringraziare in particolare la casa editrice Delos, non tanto per la pubblicazione di questo libro, quanto per le occasioni che offre a molti bravi scrittori. Se devo fare dei nomi sono certamente Franco Forte, Silvio Sosio, Vincenzo Vizzini, ma immagino ci siano molti altri che non conosco. Ringrazio Fabio Novel, proprio per questo libro, in quanto curatore della collana “Passport”, per essersi appassionato a questa storia, e per avermi dato di fatto l’opportunità di essere pubblicato in una collana al fianco di scrittori che apprezzo da tempo. Infine ringrazio chiunque vorrà leggere il libro (ma sto cedendo all’autopromozione), e tutti coloro che sopporteranno nei prossimi giorni i miei gorgheggi sulle note IO HO SCRITTO UN LIBRO (eccomi in piena autopromozione) vi farà piacere sapere che ha pure una copertina strepitosa!

Buon intrattenimento di lettura a tutti…

Marco

Stavo dimenticando… qua sotto il link ai principali store on line...

Delosstore

https://www.delosstore.it/ebook/50986/ucciso-il-4-luglio/

Amazon

https://www.amazon.it/Ucciso-luglio-Delos-Passport-Ischia-ebook/dp/B073LFGJD3/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1499079728&sr=8-2&keywords=ischia+marco

Bookrepublic

https://www.bookrepublic.it/book/9788825402834-ucciso-il-4-luglio/

Kobo

https://www.kobo.com/it/it/ebook/ucciso-il-4-luglio

Lafeltrinelli

http://www.lafeltrinelli.it/ebook/marco-ischia/ucciso-4-luglio/9788825402834

 

cc CSide Writer -Marco Ischia

C-Editoriali – BBW

C-Editoriali Divagazioni sul tema (46)

BBW

Ci ho pensato un po’ prima di scrivere queste parole, sopratutto perché so già che saranno incomplete e marginali. Ma quando un grande autore ci lascia da soli con tutto ciò che ha scritto, improvvisamente ci si rende conto che quello che ci ha lasciato è unico, e non si ripeterà. La scomparsa improvvisa di Sergio “Alan D.” Altieri, è una di quelle notizie che non vorresti sentire. Io non ho mai avuto l’occasione d’incontrarlo, ecco perché mi sento in difficoltà a parlare di lui, esiste un infinito numero di persone che può farlo molto meglio di me.

 Ma ho deciso di non pensarci troppo, di lasciare che siano le emozioni a parlare e di prendere in mano un libro che ricordavo vagamente. Gli autori sono “Alan D. Altieri & Freinds” un dettaglio non da poco quel “& Firiends” che la dice lunga sulla quantità e qualità di amici scrittori. Fra loro alcuni lo conoscevano come BBW che è poi l’acronimo di Big Bad Wolf. Questa storia mi venne raccontata, ma non ne ho mai approfondito la provenienza, e oggi più che mai mi rendo conto che mi piacerebbe conoscere com’è nata.

E’ sull’emozione di cose come queste che credo si possa rendere omaggio alla sua scrittura solo leggendo le sue opere, ma anche qui non sono la persona più competente per consigliarvi un libro in particolare, fra i post di persone più autorevoli di me ho trovato “Magellan” che sarà di sicuro una mia prossima lettura. E se qualcuno ha la possibilità di prendere in mano “Gli occhi dell’Hydra” a pag. 312 c’è una profonda verità che ha me ha lasciato spiazzato…

 

cc CSide Writer -Marco Ischia

C-Editoriali – C-Incroci… aggiornamento app!

C-Editoriali Divagazioni sul tema (45)

C-Incroci… aggiornamento app!

Chi bazzica da queste parti il venerdì sa già cosa sono gli incroci di parole che noi abbiamo ribattezzato C-Incroci.

I meglio informati sanno anche che C-Incroci è diventata un’app per dispositivi Android ( scarica qui gratuitamente )

Tutto questo avviene grazie all’energia del lato C ma anche alla professionalità e alla disponibilità di persone come Alfredo Baratta ( http://alfunstuff.com ).

Questo editoriale serve però solo per dirvi che da pochi giorni è disponibile l’aggiornamento dell’app con trenta nuovi schemi, portando a 60 gli schemi da risolvere e i libri da scoprire nella soluzione.

Ancora una volta ricordo che l’app è free ossia gratuita, perciò non avete scuse per non scaricarla, provarla e farci sapere cosa ne pensate… e se avete voglia votarla! ;)

 

Link per scaricare C-Incroci

scarica qui gratuitamente

 

cc CSide Writer -Marco Ischia

C-Editoriali – Morivamo di freddo… il pensiero di Silvia Dello Russo

C-Editoriali Divagazioni sul tema (44)

Morivamo di freddo…

Il pensiero di Silvia Dello Russo

Del libro “Morivamo di Freddo” (Durango) di Rosalia Messina ve ne abbiamo già parlato in una scheda libro, in un intervista e anche in qualche modo con l’editore. Ma la vera notizia è che questo libro continua a far parlare di se, e quando accade il lato C non può che gioire. L’occasione per farlo è quella di ospitare una recensione, che ci è stata offerta in esclusiva, fatta dalla giornalista Silvia Dello Russo che fra le altre cose collabora con il Gruppo Editoriale L’Espresso. Una nuova occasione per parlare di libri, facendolo attraverso le parole di chi ne ha fatto una professione. Per questo ringraziamo l’autrice dell’articolo e ovviamente facciamo i nostri complimenti a Rosalia. Il lato C della scrittura è una forza che non si può fermare… buone letture a tutti.

Morivamo di freddo… il pensiero di Silvia Dello Russo

Tutti vicini e tutti lontanissimi” i protagonisti o meglio i personaggi che quasi alla Goldoni entrano ed escono dal palcoscenico raccontato dalla penna di Rosalia Messina.

Uomini, donne ed un adolescente che a sua volta diverrà uomo, trascinandosi, come tutti i personaggi, una pesante eredità di cui nemmeno la psicoterapia riuscirà a liberarlo. “Morivamo di freddo” sembra infatti un breve trattato sulla “non volontà”, sulla “paralisi” di uomini e donne che non vogliono vedere, non vogliono dire, non vogliono spalancare le finestre di un apparente tranquillo quotidiano, dalla paura di rompere quel precario equilibrio, sul quale hanno costruito le loro apparenti sicurezze. Ma la prigione in cui i personaggi si sono tutti, nessuno escluso, relegati o nascosti, inizia a stringersi sempre più, a non dare vie di scampo, schiacciando ed esasperando talmente l’io da portare inevitabilmente a crisi di panico, che altro non sono che l’incompreso urlo di ciò che mai è stato detto, di ciò che è stato represso e del rifiuto, consapevole o non, di vedere e di esprimere le proprie emozioni, assumendosi il rischio della rottura dei sottili equilibri.

Succede così, che a causa dell’incidentale e assurda morte di Guido, unico personaggio vitale del racconto, che paradossalmente il lettore conosce solo dopo la sua morte, cadono, come in un domino, tutte le sicurezze dei personaggi che gli ruotavano intorno come in un sistema eliocentrico.

Così con la scomparsa del sole e del suo calore i personaggi sembrano relegati ad una notte nera, ove quasi muoiono di freddo. Quasi… perché lo scorrere della vita come in battere e levare di un inesorabile tango, riprende nella sua quotidianità, oltre il lutto, oltre il suicidio del migliore amico di Guido, oltre ai coups de têatre dissimulati nel romanzo, fino alla scena finale, ove forse il freddo sembra non essersene andato… “ma la vita vera dove sta nascosta?”.

Silvia Dello Russo è nata a Parma il 15/11/1974 ove si laurea in lingue e letterature straniere presso l’Università degli Studi di Parma, dopo un lungo soggiorno studio in Germania, ed un trasferimento di qualche anno a Londra.

Nel 2002 si trasferisce a Torino e diventa traduttrice e interprete per la Procura della Repubblica Italiana, cancelleria del dott. Raffaele Guariniello, per le lingue inglese, francese e tedesco.

Rientrata a Parma per diversi anni svolge consulenze di comunicazione e lingue presso società calcistiche, Università italiane e realtà aziendali multinazionali.

Dal 2015 collabora con il Gruppo Editoriale l’Espresso S.p.a. e scrive articoli di arte e cultura. Organizzatrice e promotrice di eventi culturali e d’arte, divide la sua vita con le sue passioni: la famiglia e i suoi inseparabili cani.

Nata a Palermo nel 1955, Rosalia Messina vive, lavora e scrive in giro per l’Italia. Ha esordito con la raccolta di racconti Prima dell’alba e subito dopo (Perronelab 2010); ha pubblicato anche i romanzi Più avanti di qualche passo (Città del sole edizioni), che da inedito aveva vinto il premio “Angelo Musco” 2012 e, come narrativa edita, ha vinto il premio “Città di Reggio Emilia” 2013), Marmellata d’arance (Edizioni Arianna 2013; l’adattamento teatrale realizzato in collaborazione con la sorella, Anna Messina, ha vinto il Premio di drammaturgia “L’Artigogolo” 2017, sezione esordienti), Gli anni d’argento (Algra Editore 2014), Morivamo di freddo (pubblicato in digitale da Durango Edizioni nel 2016 e poi anche in cartaceo dalla stessa casa editrice) e il libro per bambini Favole a colori (Algra Editore 2015). Come blogger collabora, tra l’altro, con i magazine on line LetteraTu e Libreriamo

Link CSW

Scheda libro

https://csidewriter.wordpress.com/2016/09/01/morivamo-di-freddo-rosalia-messina/

Intervista a Rosalia Messina

https://csidewriter.wordpress.com/2016/09/15/c-incontri-le-interviste-rosalia-messina/

cc CSide Writer – Marco Ischia

C-Editoriali – C-Incroci… diventa app!

C-Editoriali Divagazioni sul tema (43)

C-Incroci… diventa app!

Per capire cosa siano gli incroci di parole o C-Incroci, è molto semplice, basta collegarsi alla sezione C-game di CSide Writer (https://csidewriter.wordpress.com/category/c-game-intrattenimento/). Ma per chi ancora non li conoscesse, ne spiego in breve le peculiarità, si tratta del classico schema d’incroci di parole, dove cancellando le parole dallo schema se ne ricava una frase chiave, che solitamente è una citazione o altro. Su CSide Writer questo gioco viene proposto con i libri, nel senso che la parole da cancellare sono tratte da un libro e la soluzione finale è costituita proprio dallo stesso libro e dal nome dell’autore.

Ma era da tempo che avevamo constatato il limite del formato in cui vi proponiamo questi schemi. Nell’era del digitale, per molti stampare uno schema o scaricare un file è un onere che toglie il piacere del gioco ecco perché oggi C-Incroci diventa un’app!

Grazie alla professionalità e alla disponibilità di Alfredo Baratta (http://alfunstuff.com), siamo riusciti a rendere reale l’ennesima sfida del lato C. Avete capito bene, abbiamo scelto uno dei migliori creatori di app di enigmistica del web, grazie al quale siamo riusciti (ma dovremmo dire, è riuscito) a regalarvi questa app che comprenderà (aggiornamenti permettendo) tutti gli oltre 100 schemi comparsi su CSide Writer.

Nel lancio di oggi avrete già a disposizione i primi venti schemi per venti libri, che ben presto saranno raggiunti da aggiornamenti che completeranno le proposte enigmistiche del lato C.

Se ancora non l’aveste capito l’app è free ossia gratuita, e questo è stato davvero l’ammirevole sforzo che ancora una volta vogliamo riconosce ad Alfredo rendendo di fatto possibile tutto ciò. Non esiste quindi un solo motivo valido per cui non dobbiate avere sul vostro dispositivo elettronico questo nuovo ed esclusivo gioco e magari anche gli altri di Alfredo! ;)

Link per scaricare C-Incroci

scarica qui gratuitamente

 

cc CSide Writer -Marco Ischia