C-Cinque + 1 – Sergio Sozi

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

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1) Ciao Sergio. In poche parole: da quando scrivi, cosa scrivi e cosa leggi?

Dopo diversi racconti, il mio primo romanzo vero e proprio, un’opera direi di fantascienza parodistica che si intitolava “Mister Nowhere”, risale al periodo 1992-94 ed è tuttora inedito. Da allora scrivo e pubblico con diversi editori (mai a proprie spese: vengo pagato io) opere di narrativa, non di genere, insomma letteratura. Fra poco uscirà il mio decimo romanzo, “Bilogia” (Nino Bozzi Editore 2021). Fra i miei editori: Castelvecchi, Historica, Splen, Ensemble, V. Casini, Fuoco/Fuochino. Leggo classici: Manzoni (quattro volte i Promessi sposi), Queneau, Gadda, Manganelli, Bontempelli, Landolfi, Calvino e una quarantina di altri, tutti autori oggi ignorati dagli analfabeti che girano, ma chi se ne frega, siamo liberi di leggere quello che ci pare, ancora. E sottolineo ancora.

2) Di tutto quanto hai scritto, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché? Preferibilmente un titolo solo.

Il mio ultimo romanzo: “Giovedì” (ENSEMBLE EDIZIONI, Roma 2020).

3) Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Mah. Ogni scrittore a casa sua, sulla sua scrivania fa quel che vuole. Io considero vero scrittore chi abbia qualcosa di profondo e metafisico da dire a se stesso e agli altri, e aggiuntivamente scriva mentre anche studi la Storia della Letteratura Italiana, la Grammatica Italiana, il Dizionario e un buon manuale di Retorica, Stilistica e Scrittura – consiglio quello del 1961 di Umberto Panozzo, un classico troppo avanzato e quadrato per le teste pigre e sregolate che vedo ora, ma chissà, io lo suggerisco ugualmente, magari farà rinsavire qualcuno. La letteratura è studio di sé e studio dell’estetica, delle forme con cui esprimere quel che si coglie di se stessi.

autore 134 giovedì4) Cosa stai scrivendo in questo periodo o, cosa vorresti scrivere?

Ho finito da poco di rivedere per la decima volta il romanzo inedito “Inverno rotto e senza ritorno”, un’opera che ha il proprio epicentro sull’esistenza della solidarietà fra tre amici diciannovenni italiani e… l’ultimo poeta esistente al mondo, finito in galera in un Paese europeo lontano dall’Italia. Intanto attendo a giugno 2021 l’uscita della raccolta “Bilogia”, contenente due miei romanzi inediti: “Sottosopra” e “Massimilla MCMLXX”. Il primo una storia di gangster all’italiana ma del tutto nuova, del tutto. Trama, fatti, eventi e pensieri. Due romanzi definiti tra i più intricanti e difficili, scorrevoli e colorati, profondi e filmici, almeno a detta dalle mie solite voci critiche…

5) Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Mi incuriosirebbe soprattutto Virgilio. Quel che gli direi sarebbe pochissimo: gente come lui va ascoltata in religioso silenzio. Sebastiano Vassalli immaginò un bellissimo romanzo in cui vedeva uno schiavo fare un viaggio in sua compagnia: “Un infinito numero”. Poi avrei da scambiar quattro follie con Gadda, Queneau e forse Calvino. Ma il nec plus ultra per me restano i nostri progenitori Romani e Greci: oltre il Padre dell’Eneide, vorrei parlare e vedere Ovidio, Properzio, Catullo, Petronio e naturalmente l’altro Sommo, dopo il Sublime Dante: Omero. Poi creperei tranquillo…

5+1) Raccontati in un racconto.

Nacqui a Roma ai margini del disastro, prima del Sessantotto, mi sviluppai fra strade e anfratti seguendo artistiche vie e vati ormai andati fra sampietrini e tonache, Cupolone e Flavio Anfiteatro. Non attendo niente: lavoro di fantasia per concedere e suscitare piaceri duraturi a chi sfogli con placido tremore e palpitante trepidazione le mie pagine. Ogni pagina un sorso di vita, un battito, che al polso affiora. Una storia e mille eventi da donare.

Grazie, Sergio, per essere stato con noi, per quanto ci hai detto: alquanto fuori dagli schemi usuali. Canestrini per i tuoi progetti editoriali e per la vita: che non sia mai più amara di quanto tu possa sopportare.

Grazie, è stato un piacere.

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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