C-Cinque + 1 EXTRA – Mirko Giacchetti

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1 diventa Extra, perché quando gli ospiti di 5+1 sono extraordinari, servono domande extraordnarie, per un botta risposta diverso, per un’occasione speciale… ma alla fine un incontro è sempre un’esperienza speciale!

extra 11 mirko

1) Ciao Mirko. In poche parole: da quando leggi e quali sono i tuoi generi preferiti? Consigliaci qualche titolo, tra tutti quelli che hai letto e dicci il perché.

Prima dei sedici non sapevo che forma avesse un libro. Ne avevo sentito parlare, ma credevo fosse un oggetto fantasy, di quelli che potevi trovare nelle fiabe con i draghi, fate e folletti. Poi un amico me ne ha passato uno con alcuni aforismi di Nietzsche ed è cambiato tutto. Anni dopo ho scoperto che non avevo capito bene cosa aveva scritto il filosofo tedesco, ma non è sempre dagli equivoci che nascono i grandi amori?

Nel cuore ho due romanzi. Il primo è Casa di foglie di Mark Danielewski, un libro che – se proprio volete un’etichetta – definirei weird. C’è dentro tutto, dal pulp al fantasy, dal giornalismo alla filosofia passando per il cinema e i romanzi di avventura. L’altro è Fight Club di Chuck Palahniuk perché, ancora oggi, ha molto da insegnarci su come combattere il vuoto che ci divora l’anima.

2) Cosa stai leggendo in questo periodo o, cosa vorresti leggere? E, quali consigli daresti a uno scrittore o, anche a un Editore, perché possa soddisfare un lettore attento come te?

In questo periodo sto leggendo in anteprima alcuni romanzi per MilanoNera, il portale dedicato al giallo, noir e thriller su cui scrivo recensioni e che vi invito a scoprire. Da poco ho finito di leggere L’incredibile, prima di colazione di Carlo Lucarelli e Biancaneve nel Novecento di Marilù Oliva dato che li ho intervistati per A tutta pagina, il programma radiofonico dedicato alla letteratura che conduco su Radio Studio 107 Milano.

Prima di essere uno scrittore, un attore, un presentatore televisivo o uno speaker, sono e rimango un lettore e ho trasformato la mia passione in un lavoro. Per puro piacere personale e appena mi è possibile, in questo periodo sto rileggendo Crazy Friend di Jonathan Lethem che ho avuto il piacere di intervistare e ho iniziato Appartamento 401 di Yoshida Shuichi. Ma la gioia più grande rimane leggere le fiabe con mia figlia ogni sera.

3) Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Per quanto riguarda il passato, vorrei farmi una bella chiacchieratina con Dostoevskij, Melville, Conrad e Camus. Vorrei parlare con loro delle opere immortali che hanno scritto e mi piacerebbe sapere cosa ne pensano di quello che ho capito (e imparato) leggendoli e rileggendoli. Con Poe e Lovecraft vorrei fare non una banale chiacchierata al tavolino di un bar, ma vorrei passare con loro una notte in una casa infestata e vedere se sono così bravi da riuscire a spaventare i fantasmi che la infestano.

Degli autori del presente ho avuto la fortuna di intervistare grandi nomi, sia per la radio che per i giornali, ma al momento sto cercando di capire come riuscire a fare una chiacchierata con Murakami e Palahniuk. Cosa vorrei dire a questi due personaggi così diversi? Tante cose, troppe ma a entrambi chiederei qual è il segreto per alzare il velo della realtà e come riescono a rendere concreta la fantasia più sfrenata.

extra 11 scommessa4) Parlaci un po’ del tuo ruolo di scrittore.

In realtà c’è molto poco da dire perché non sono un vero e proprio scrittore e nemmeno un artigiano. Sono uno che mette in fila parole dandogli la forma di racconti e romanzi. Al momento ho scritto Scommessa a Memphis, un romanzo breve in cui Elvis Presley e il Diavolo devono riuscire a trovare qualcosa che renda il mondo un posto migliore. A breve uscirà un mio romanzo con Frilli Editore, ma di più non posso dirvi, almeno sino a quando non verrà dato l’annuncio ufficiale. Se siete interessati a saperne di più, potete seguirmi sui profili social.

Mi piace scrivere perché è una piccola magia. Utilizzando alcuni simboli posso comunicare le mie storie, le mie idee, i miei pensieri a qualcuno che non conosco e che – forse – non conoscerò mai, ma per un breve istante, è entrato in contatto con me e abbiamo avuto l’occasione di incontrarci e – per certi versi – conoscerci.

Se non è magia questa, allora non so cos’altro possa essere.

5) Il tuo mondo di parole è fatto non solo di quelle scritte in un romanzo ma riesci a dargli tante altre sfumature, televisive, radiofoniche, sceneggiature e che altro? Parlacene.

Da che ricordo, avrei sempre voluto lavorare in radio. Mi affascinava l’idea di avere un microfono e raggiungere le persone che ascoltano dall’altra parte delle casse. Non è solo una questione di fama, like e applausi. In tutti i programmi che ho condotto – o per cui ho scritto i testi – ho sempre cercato di unire l’aspetto dell’intrattenimento con una componente più riflessiva. Insomma, cerco di essere leggero, ma mai superficiale, e ogni tanto mi diverto a fare lo sgambetto al sorriso per innescare un ragionamento. Sono davvero convinto che un giorno passato senza pensare sia tempo sprecato. Non è necessario masticare grandi concetti o revisionare i massimi sistemi, basta farsi la domanda su cosa possiamo fare per migliorarci e in che modo aiutare a far stare meglio chi abbiamo vicino.

5+1) Per te, ora, una prova da scrittore: raccontati in un racconto.

C’era una volta un ragazzo che sapeva appena leggere e scrivere. Passava il tempo correndo dietro a un pallone e pensare a come modificare il suo Ciao, un motorino rosso intenso. Gli interessavano le ragazze, come no, ma non era tanto capace a parlare e nemmeno sapeva cosa dire oltre al primo e spaventatissimo saluto.

Poi, venne l’inverno e la sua famiglia si trasferì in un paese lontano da tutto, ai confini del mondo. No, quel ragazzo non si addormentò, non fece sogni meravigliosi come il brutto anatroccolo o inquieti alla Gregor Samsa, ma si fece un bozzolo di carta, di libri vecchi e nuovi, e imparò a volare un po’ alla volta.

Che ne so io delle fiabe? Oltre a quelle che leggo a mia figlia, ne so qualcosa. Non troppo sia chiaro, ma ne ho vissuta una che non è mai stata tutta zucchero reale e castelli filati, sì l’inversione è voluta, ma ho imparato non a uccidere il drago ma a cavalcare le nuvole in sua compagnia per scoprire quanto è grande il reame in cui viviamo.

Grazie

Grazie mille per l’ospitalità ed è stato un piacere stare con voi. Mi raccomando, non fate i bravi e divertitevi.

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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