C-Cinque + 1 – Claudia Salvato

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

autore131 donna1) Ciao Claudia. In poche parole: da quando scrivi, cosa scrivi e cosa leggi?

Ho cominciato alle medie inferiori: compito a casa un racconto a piacere. Ne ho copiato uno, riscrivendolo a modo mio e cambiando il finale. In seguito avrei saputo che è un comportamento tipico degli scrittori… Ho divorato tutto il patrimonio letterario classico ottocentesco, italiano e straniero, escludendo il Novecento e arrivando direttamente ai fumetti e alla fiction di intrattenimento. Da I promessi sposi a Satanik. E questo può spiegare forse cosa scrivo e come. Ho diverse corde. Quando parlo del mondo contemporaneo divento moralista e satirica. Per sfuggire al mondo contemporaneo e sognare mi rifugio nel romanzo storico. Ho amato il thriller prima che diventasse manierismo. Attualmente considero l’horror e la fantascienza i soli generi attraverso i quali sia ancora possibile dire qualcosa.

2) Di tutto quanto hai scritto, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché? Preferibilmente un titolo solo.

Consiglierei, se posso, tre titoli.

Sublime anima di donna, scritto a fine anni ’90, perché è a mio avviso il migliore fra i miei thriller. Un’operazione in cui ho tentato di fondere il genere con le sue origini italiane, la Scapigliatura lombarda. Uscito da Tropea, vincitore del Premio Scerbanenco e appena ristampato da OLTRE EDIZIONI:

http://www.oltre.it/biblioteca/store/comersus_viewItem.asp?idProduct=3552

Il sole invincibile, sull’imperatore Eliogabalo, perché fra i miei romanzi storici è il più odiato ma anche il più popolare. Pubblicato da IPERWRITERS:

https://www.amazon.it/sole-invincibile-Eliogabalo-Libero-History-ebook/dp/B08XW68XNC/ref=sr_1_2

Il sorriso di Anthony Perkins, perché rappresenta il mondo contemporaneo visto attraverso i miei occhi e perché distrugge i generi e non appartiene a nessun genere. Uscito da Alacran nel 2005, lo pubblicherò in autunno con IPERWRITERS.

autore 131 sole3) Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Sarò breve. Gettate via tutti i manuali e non frequentate scuole di scrittura creativa. Imparate direttamente dai grandi dell’Ottocento, ma leggete tutto e di tutto. Non abbiate paura di nulla, non imponetevi autocensure: se c’è un territorio in cui si può esistere senza pericolo è la scrittura. Capovolgete l’imperativo Show, don’t tell e riappropriatevi del diritto di esserci. Leggete Stendhal: conosceva e descriveva i più minuti processi cerebrali dei suoi personaggi.

4) Cosa stai scrivendo in questo periodo o, cosa vorresti scrivere?

Credo che il periodo del romanzo storico stia volgendo al termine. La mia grande ambizione sarebbe scrivere una saga che racconti tutti gli aspetti della nostra società, forse aggiungendo un po’ di feuilletone vari altri generi. E’ impossibile: alla velocità epocale la società si trasforma continuamente e non si fa in tempo a stendere una scaletta che tutto è già passato. Credo che tornerò alla narrazione del mondo contemporaneo, ma devo trovare la chiave giusta. Il realismo non è nelle mie corde, e del resto non credo neppure che esista un “realismo”. Appena si comincia a raccontare è subito fiction.

Forse tornerò a “castigare” i costumi attuali, anche se non è di moda.

Ultimamente mi sono dedicata alla saggistica, direi con molta soddisfazione e un maggiore senso di libertà.

5) Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Mi piacerebbe vedere dal vivo quei giganti che ci sono sembrati immensi e inarrivabili, gente come Poe, come Oscar Wilde, o Mary Shelley, o Arthur Rimbaud. Per dire… nulla, solo studiarli, seguirli, capire com’erano nella vita e nell’arte. Cogliere i meccanismi con cui la loro epoca, il loro contesto sociale, li ha resi così grandi. Agli scrittori e ai saggisti francesi vorrei dire grazie per avermi insegnato che erudizione e noia non devono andare e non vanno necessariamente insieme.

5+1) Raccontati in un racconto.

1978. Ho da poco compiuto 24 anni e vago per l’Università, senza futuro esattamente come tanti giovani d’oggi. Abbastanza disperata, perché non ho una famiglia potente alle spalle, non ho denaro, né amicizie influenti. Frequentando gli ambienti della controcultura giovanile entro in contatto con lo Staff di If, un’agenzia di fumetti con sede a Genova e Milano. Vengo subito arruolata. Scoprono (e scopro anch’io) che ho già il senso della struttura, del ritmo, degli snodi narrativi nel sangue. E’ cominciato tutto così. Per un paio d’anni ho scritto soggetti e sceneggiature per la Universo e la Lancio.

Ricordo il primo soggetto che ho scritto (e venduto): uno sciamano Sioux assiste in visione alla fine del popolo Inca.

Grazie, Claudia, per quanto ci hai detto, anche per quelle risposte che vanno un po’ controcorrente. Canestrini per i tuoi progetti futuri, per quanto vorrai scrivere, certo che troverai sempre una folta schiera di lettori.

Grazie, Salvatore. Saluto i lettori alla maniera dell’epoca del covid, non con un gomito, ma con due.

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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