C-Cinque + 1 – Barbara Repetto

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

1) Ciao Barbara. In poche parole: da quando scrivi, cosa scrivi e cosa leggi?

Buongiorno, ringrazio il blog e Salvatore Stefanelli per il graditissimo invito.

Come accennato nella mia biografia, scrivo da sempre, da prima ancora di saperlo fare. Ad appena tre o quattro anni, infatti, amavo arrampicarmi sulle gambe di mio papà per premere a caso tutti i tasti della sua macchina da scrivere.

Al momento mi sono focalizzata sul genere fantasy, perché è quello che prediligo leggere e che sento maggiormente nelle mie corde. Ho scritto una saga di formazione, in corso d’opera (Il Ciclo dei Guerrieri del Sole); la prima parte di una dilogia distopica (Il Potere della Mente); e un romanzo autoconclusivo dai toni un po’ più forti, rivolto a un pubblico più maturo (La Vergine e il Drago).

Il fantasy resta il mio genere preferito, ma leggo pressoché qualunque cosa, purché meriti. L’unico che proprio non amo è l’horror, perché, lo ammetto, sono una gran fifona!

2) Di tutto quanto hai scritto, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché? Preferibilmente un titolo solo.

Consiglierei il mio ultimo lavoro: “La Vergine e il Drago” (Self Publishing Amazon).

Il fatto che sia un romanzo autoconclusivo lo rende idoneo a un pubblico più ampio, inoltre è molto adrenalinico, scritto appositamente per emozionare il lettore e invogliarlo a voltare una pagina dopo l’altra. In questo libro troverete azione, avventura, valori profondi, ma anche tanta oscurità e un pizzico di perversione:

Negli altri regni, tutte le fanciulle sognano di sposare il re e diventare regine. Ma non qui. Perché il nostro re è un pazzo che si diletta a torturare e uccidere le mogli.”

3) Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

A questa domanda rispondo sulla base della mia personale (e modesta) esperienza. Per intraprendere questo percorso, sono indispensabili serietà, impegno e costanza. La passione è il punto di partenza, non di arrivo. Occorrono anni di studio, di pratica e spesso svariati fallimenti prima di ottenere qualche piccolo risultato. Inoltre, bisogna stare molto attenti a non cadere nei tranelli dell’editoria a pagamento e delle agenzie letterarie poco serie. Se volete pubblicare con una casa editrice, cercatene una professionale e interessata a quello che scrivete, confrontatevi con altri autori e prima di firmare un contratto chiedete consiglio a qualcuno con esperienza. Se invece scegliete la via del self publishing, fatelo con rispetto e offrendo prodotti di qualità. “Posso pubblicare qualsiasi cosa, tanto è self” è un mito da sfatare. Il self publishing è una straordinaria risorsa per gli autori emergenti, e abbiamo tutti il dovere di preservarlo tale.

Infine, non arrendetevi per ogni ostacolo o porta chiusa che troverete. La strada è in salita, ma lungo il cammino incontrerete lettori e colleghi che vi ripagheranno di tutte le fatiche, e che renderanno il viaggio una fantastica avventura.

4) Cosa stai scrivendo in questo periodo o, cosa vorresti scrivere?

In questo momento sto lavorando alla stesura del quarto capitolo del mio ciclo fantasy. Sono molto legata a questa saga, perché il primo volume è stato il mio romanzo d’esordio. In futuro, oltre a concludere i lavori in corso, vorrei cimentarmi in altri generi, in particolare storici e thriller.

5) Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Il primo fra tutti è Tolkien. Mi piacerebbe mostrargli i linguaggi personalizzati che ho inventato per la mia saga, conoscere il suo parere e ricevere qualche consiglio. Il mio sconfinato amore per il fantasy è nato proprio grazie a lui. Il secondo autore è Martin, vorrei rinchiuderlo in una stanza e costringerlo a terminare le Cronache (lo so, non è molto etico, ma se lo merita!). L’ultima è la Rowling, vorrei dirle che il mio sogno è quello di diventare abbastanza ricca e famosa da comprare un castello più grande del suo!

5+1) Raccontati in un racconto.

C’era una volta una bambina che sognava di diventare una scrittrice. Era innamorata della macchina da scrivere del padre, e trascorreva tutto il suo tempo libero a leggere e inventare storie. Ma poi la bambina diventò adulta, e capì che i sogni non pagano le bollette alla fine del mese. Capì anche che la domanda con la quale la sua generazione era cresciuta, quella del “Cosa vuoi fare da grande?”, era in realtà un’enorme bugia.

Come molti suoi coetanei, per anni oscillò tra disoccupazione e lavori precari, alcuni che odiava con tutta se stessa; senza tuttavia abbandonare la speranza. Ad oggi è più determinata che mai, è grata per i piccoli traguardi raggiunti e, nell’attesa di conquistare l’agognata cima (e il castello!), si gode il viaggio insieme alle persone fantastiche che la sostengono e credono in lei: amici, lettori e colleghi davvero speciali. Forse non sarà ancora famosa, ma si sente già più ricca che mai.

Grazie, Barbara, per essere passata a trovarci e averci interessato con le tue risposte. Canestrini per il tuo futuro di autrice e, soprattutto, di donna.

Grazie mille per avermi dato l’opportunità di parlarvi un po’ di me e dei miei libri.

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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