C-Cinque + 1 – speciale libraio – Piccoli Labirinti Parma

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con chi dei libri ne ha fatto la propria vita, esponendoli, proponendoli, vendendoli e a volte spacciandoli, perché infondo la lettura è una droga!

1) Ciao. In poche parole: quando hai iniziato e perché, cosa ti spinge a continuare e che tipo di libraio pensi di essere?

La Libreria Piccoli Labirinti è nata nel 2014 dalla voglia di coniugare passione e professione. In un momento in cui ho scelto di reinventare la mia vita, ho voluto farlo mettendo al servizio di tutti le competenze personali e le attitudini che mi contraddistinguono. Consapevole di aver scelto un settore in Italia non semplice, la passione ha incontrato da subito la fiducia dei clienti, perciò, anche nei momenti più difficili, non ho mai pensato di mollare. Anzi. Le difficoltà diventano motore e spinta propulsiva a reinventarmi. Mi definisco e mi definiscono “libraio di fiducia”. Mi vedo un mediatore culturale che usa come strumento di lavoro il libro, il narrare storie.

2) Quali consigli propositivi ti senti di dare a chi vorrebbe intraprendere il tuo stesso lavoro? E cosa evitare?

Chiunque voglia aprire una libreria deve avere voglia di osare, di andare oltre le leggi di mercato, di scegliere facendo andare avanti la “relazione”. Ma soprattutto deve credere nell’importanza di fare rete. Da soli non si va da nessuna parte, con una rete intessuta a maglie strette con editori, autori, collaboratori, clienti, si possono realizzare bei sogni e raggiungere risultati che ti fanno sentire sulla strada giusta. C’è poi lo spirito di sacrificio, la consapevolezza che è un lavoro che ti porti dentro h24, che va coltivato giorno per giorno senza mai dare nulla per scontato. Le sfide quotidiane spesso stancano, ma non devono avere una accezione negativa. Le sfide devono esserci e devono essere ben accolte per fare un lavoro come il mio. Il libraio deve saper fare tanti lavori in uno, questa è la sfida più dura, quella che va accolta con fiducia e grinta. Fondamentale è leggere, conoscere ogni titolo proposto, ogni editore ed ogni autore, per poterlo proporre con concretezza e rendere accattivante quel che il lettore si trova fra le mani.

3) Quale o quali (massimo tre titoli) sono stati i libri che più ti hanno appassionato e come li hai incontrati?

Sicuramente non è mia abitudine scegliere i libri che maggiormente mi hanno colpito e appassionato. Ogni libro è unico, fatto di emozioni e vissuti.

Posso dire che tra i tantissimi “Il piccolo principe è morto” di Riccardo Lestini, in cui si narra coraggiosamente la tossicodipendenza. Oppure “Storia di un amore all’anatra” di Stefano Iannacone, in cui si narra con armonia e sincerità una storia d’amore, di quelle che non dovrebbero mancare mai nelle case di ciascuno di noi. Oppure ancora “Una ferita aperta” di Salvo Fuggiano, in cui si narra il dolore e la rabbia di chi subisce ed agisce la pedofilia. Argomenti variegati. E’ davvero difficile scegliere.

4) Quale genere è quello più venduto nella tua libreria e quale, invece, è quello che preferisci?

Non c’è un genere in particolare che i nostri clienti prediligono. Di sicuro entrano nella nostra libreria perché da noi trovano quel che altrove non c’è. La richiesta è sempre molto chiara, desiderano qualcosa di particolare e non scontato. Senza dubbio i libri con forte connotazione al sociale ed alla concretezza della quotidianità sono quelli più richiesti ed apprezzati. Personalmente non ho un genere preferito, non mi è mai appartenuto come modo di ragionare sulla scelta di un libro.

5) Consiglia cinque titoli usciti nell’ultimo anno e dicci perché. Allo stesso modo, consiglia cinque classici che non dovrebbero mai mancare nella biblioteca di ogni lettore e dicci perché.

Cinque titoli usciti nell’ultimo anno:

1 – Il rosso e il blu, di Luca Giommoni, edito da Effequ: l’immigrazione è un tema attualissimo. Leggere la storia di un immigrato, raccontata direttamente da chi l’ha vissuta, è essenziale per capire e superare un certo pregiudizio

2 – O d’amarti o morire, di Francesca Guercio, edito da Polidoro editore: la violenza psicologica è una piaga profondissima. In questo memoir viene narrata in modo surreale, dopo che la donna si è tolta la vita. La protagonista, si trova a percorrere i passi dell’uomo che l‘ha portata a quel gesto e attraverso le azioni che lui compie con altre donne, in qualche modo riflette su se stessa e su ciò che ha subito

3 – La Polacca, di Myrtha Schalom, edito da Foglio di via. Ambientato a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, è la storia vera di una donna che fugge dalla Polonia per raggiungere il marito in Argentina, ma con l’inganno, dopo la morte di lui, viene obbligata alla vita in un bordello. Una storia amara, ma essenziale a capire quanto atavico sia il fenomeno della prostituzione e cosa significhi per una donna

4 – Sete, di Giovanni Lucchese, edito da d Editore, una storia durissima in cui la sete fisica e psichica di un qualcosa atavicamente nascosto nel protagonista lo porta a scelte di vita apparentemente assurde ma che trovano una logica durante il racconto

5 – Le città di carta di Dominque Fortier, edito da Alter Ego. Un bellissimo e delicatissimo libro sulla vita di Emily Dickinson.

Per quanto riguarda i classici mi sento di fare 5 nomi, non cinque titoli. Gianni Rodari, Italo Calvino, Gabriel Garcia Marquez, Zygmut Bauman, Antonia Pozzi. Poesia, letteratura, racconti, saggistica che la storia non può e non deve dimenticare.

5+1) Per te, ora, una prova da scrittore: raccontarsi in 1000 battute, tra passione e fatica, in forma di racconto.

C’era un ragazzo che sin da bambino amava leggere. Il libro per lui era un rifugio. E più gli anni passavano, più questo rifugio diventava una esigenza.

Un giorno, deciso a voler dare una forma nuova alla sua vita, quel ragazzo decide di cambiare tutto. Si trasferisce in altra città, per avvicinarsi alla sua compagna, e in breve tempo si accorge di aver voglia di realizzare qualcosa di realmente suo.

Così, dopo innumerevoli corsi di formazione, di giri per la ricerca del locale giusto, decide di far diventare la passione, in cui tanto si era rifugiato, un vero e proprio lavoro. Nel 2014, quel sogno diventa realtà. Parte così l’avventura di una nicchia che fosse accogliente per chiunque. Una nicchia in cui ciascuno si sentisse a casa, libero di esprimersi e scegliere. A volte era difficile, perché i sogni necessitano di gran fatica per essere realizzati e non sempre quel ragazzo, diventato uomo, aveva la forza necessaria per non cedere alle paure ed alle difficoltà. Un momento buio si trasformava però sempre in luce. La passione ogni volta riemergeva prepotente e quell’uomo ricominciava più forte di prima.

Un giorno, inaspettatamente, una pandemia sconvolge tutti. Bisogna chiudere tutto, bisogna stare in casa, bisogna appendere al chiodo i sogni per un attimo.

Eppure quell’uomo i sogni si è rifiutato di appenderli. Li ha trasformati, ha trasformato il suo lavoro, ha inventato modi nuovi di raccontare i libri e farli arrivare al lettore. Tante cose mancano, ma la passione, quella no, non si spegnerà mai. Ha messo in piedi spedizioni ovunque, consegne a domicilio, un lavoro martellante sui social, dirette su dirette per non smettere mai di raccontare i libri, rapporti ancora più forti con editori ed autori. Una sinergia nuova con i clienti che cerca di coccolare in tutti modi.

Lo sa bene che non è facile ed ancora siamo dentro questa pandemia, ma quell’uomo, forte e tenace, ma a volte anche fragile e stanco, a quel sogno resta aggrappato con le unghie e con i denti perché ci crede davvero.

Grazie, Ernesto, per la potenza delle tue parole, specchio della robustezza della tua passione. Ci vorrebbero in ogni campo persone così appassionate di ciò che fanno. Canestrini per te, perché non vengano mai meno la forza per andare avanti, inventando e reinventando il tuo lavoro, e la passione che la nutre. Canestrini per la vita in generale, perché il lavoro e la passione sono importanti e aiutano a rendere la vita più vissuta ma non sono tutto.

Grazie per questa opportunità. Raccontarmi, ma soprattutto raccontare la libreria è una gran bella soddisfazione

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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