C-Cinque + 1 – giornalista – Massimiliano Musto

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con chi della scrittura ne ha fatto un mestiere, per chi della notizia ne ha fatto un mestiere, per chi queste notizie cerca di divulgarle!

1) Ciao Massimiliano. In poche parole: da quando scrivi, cosa scrivi e cosa leggi?

Ho iniziato a scrivere nel 2001, all’epoca lavoravo in una società di consulenza, venivamo dal boom del management aziendale e davanti a noi si presentava il grande sviluppo digitale, veniva naturale raccontare quello che stava accadendo e gli scenari che si stavano presentando. Ho iniziato a scrivere nel momento in cui il giornalismo ha imboccato la grande strada del cambiamento, vivendo a pieno il passaggio da giornalismo classico a quello digitale, ma più in generale ho visto e sto vedendo il grande cambiamento del settore editoriale. Come avrai intuito, mi occupo di giornalismo scientifico economico, sono orientato più alla ricerca che alla cronaca economica, questo, ovviamente, influenza molte delle mie letture che sono quasi esclusivamente di economia e management; principalmente leggo riviste scientifiche e specializzate come HBR, quest’ultima non solo è la mia rivista preferita per il modo ed il tipo dei temi trattati, ma anche quella che più riesce ad ispirarmi e quindi ad ispirare la mia rivista. Leggo anche il sole 24 ore ed altri quotidiani che mantengono la barra ferma su quello che sta accadendo intorno a noi… ti confesso che molte di queste letture ormai sono digitali, da tempo non compro un giornale cartaceo.

2) Di tutto quanto hai prodotto come giornalista, di cosa sei più fiero e perché?

Quando produci un lavoro sei sempre fiero di ciò che hai fatto e soprattutto di averlo portato a compimento, per farti un paragone: nella mia scuderia non ho cavalli forti, per me è più facile dirti di cosa non sono fiero; non sono fiero di tutto ciò che avrei voluto trattare e non ho trattato, di tutto quello che ho scritto e non ho pubblicato ed infine di tutti i lavori lasciati a metà. Sai, io ho tanti lavori iniziati e spesso non finiti. Uno di questi: lo sviluppo della carriera mixato tra meritocrazia e relazioni, capire il giusto dosaggio e dimostrarlo scientificamente non sempre è facile…

In ogni caso, a posteriori, è sempre facile giudicare i lavori che hai prodotto, dimenticando però una cosa importantissima, che le tue esperienze si sono formate anche grazie a quei lavori e quindi oggi sei quello che sei anche grazie a loro. Le esperienze fatte mi hanno portato ad essere più giudizioso e meno impulsivo.

3) Consigli per chi si approcci adesso al giornalismo: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Dare consigli è sempre una cosa difficile, prendo a prestito le parole del grande De Andrè: “Si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio”.

Provo comunque a rispondere alla domanda:

Prima di tutto non improvvisare, ma studiare tanto e specializzarsi, ci sono importanti scuole di giornalismo in Italia alle quali fare riferimento. Chi non avesse la possibilità di frequentare una scuola di giornalismo, consiglio di cercare una seria redazione che permetta di apprendere i fondamenti della professione. Un utile consiglio che do a tutti, poi: studiare ed imparare le normative che caratterizzano la professione, molte informazioni sono disponibili sul sito dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Incontro tanti giovani colleghi che non conoscono le leggi sulle quali si fonda la professione e poi spesso si trovano in difficoltà.

Un ultimo suggerimento è legato all’utilizzo delle nuove tecnologie: attenzione a non confondere la comunicazione con l’informazione e soprattutto innovate, non digitalizzate soltanto!

4) Di che argomento ti stai occupando in questo periodo e/o di cosa vorresti poter parlare nei tuoi articoli?

Il nostro Paese è in ginocchio, soffre. La pandemia ha logorato le nostre vite, passate (ultimo anno), presenti e future, e non solo per il numero di morti che ha mietuto. La depressione di cui molte persone sono state vittime ha come specchio la depressione economica della nostra Nazione, di fatto già sull’orlo del baratro da decenni. Se a questo aggiungiamo un argomento a noi molto caro, ovvero il Recovery Plan, che anzi chiamerei col suo giusto nome, Next Generation EU, (è importante citarlo correttamente, perché cosi si comprende a pieno titolo il peso che avrà sulle prossime generazioni), capirai bene che il momento è delicato. L’Italia non potrebbe farcela senza il sostegno europeo, il NGEU rappresenta il cuore delle opportunità del prossimo futuro che vogliamo raccontare.

5) Quale giornalista, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Ho simpatia per diversi giornalisti, alcuni dei quali ho la fortuna di conoscere. Volendo esprimere un’opinione personale e cercando di mantenere la parità di genere, ti dico che il giornalista che maggiormente preferisco per i toni pacati e la cordialità è Francesco Giorgino, di cui consiglio il libro dal titolo “Giornalismi e società: informazione, politica, economia e cultura” edito da Mondadori. Nutro molta stima, poi, per Alessandra Sardoni, credo sia tra le più preparate sul tema politico. Ovviamente ti ho fatto i primi nomi che mi son venuti in mente, ma potrei farne tanti altri, anche non televisivi. Del passato recente, mi affascina la figura di Tiziano Terzani. Un giornalista “diverso”, delicato e profondo. Un uomo che nei suoi ultimi anni si può dire abbia raggiunto l’illuminazione. A lui vorrei chiedere: “Tiziano, come possiamo salvarci da questo disfacimento morale che ci circonda? Da giornalista, tu, come lo racconteresti?”.

5+1) Raccontati in un racconto.

Raccontarmi lo trovo difficilissimo, ma credo che in ognuno di noi ci sia un Clark Kent ed un Superman (Kal-El … per essere precisi, sì, sono amante dei fumetti ed in particolare di Superman che credo sia l’unico vero supereroe), ossia romantici e timidi sognatori alternati a fantastici supereroi. La misura del raccontarmi è: “Ho tanti amici che mi vogliono bene”.

Grazie, Massimiliano. Le tue parole ci portano in un ramo del giornalismo che non avevamo ancora trattato. Mi sono piaciuti i tuoi modi pacati e gentili di esporre e tutto quanto hai detto. Ho sorriso al tuo racconto perché il finale è un po’ quello che vorremmo sentire di tutti. Ti auguro (e mi auguro) che tu possa trovare presto motivi di speranza nella situazione economica italiana e mondiale, intrinsecamente legate. Porgo a te i miei Canestrini per il tuo lavoro, l’impegno che profondi in esso e nella vita.

Grazie a Te, soprattutto per avermi dato la possibilità di ripercorrere i miei step professionali e per avermi fornito l’ulteriore sprone al miglioramento. Ecco, è questo il messaggio che vorrei lasciare: siate sempre ben centrati su voi stessi, sui vostri obiettivi. Migliorate costantemente la vostra formazione e lasciatevi ispirare dai “grandi”, come cerco di fare io ogni giorno.

Per chi volesse dialogare con me, può raggiungermi su tutti i canali Social e sul sito della rivista economico-finanziaria che dirigo, ovvero Kompetere Journal

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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