C-Cinque + 1 – speciale fumetto – Diego Cajelli

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, adattate questa volta in uno speciale per parlare di fumetto, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

1) Ciao Diego. Quando hai scritto e disegnato la tua prima storia a fumetti, quale genere prediligi per le tue storie e cosa ti piace leggere, anche di non fumettistico?

Premetto che non disegno, sono uno scrittore e basta. Sono un bambino prodigio, ho pubblicato la mia prima storia in edicola quando avevo 22 anni. Ora ne ho 50. Mi impressiona fare i conti, falli tu.

Scrivo ogni genere di storia, ma alcuni generi li gestisco meglio di altri. Diciamo che l’accoppiata violenza e ironia è molto nelle mie corde. Leggo prevalentemente fumetti underground, autoproduzioni, fanzine e tutto quello che parla linguaggi alternativi.

Poi di base, per poter scrivere storie per personaggi come Dylan Dog, Tex, Nathan Never, Dampyr, Diabolik e altri serve conoscerli in modo approfondito. Quindi leggo anche tantissimo fumetti pop, italiani, americano, giapponesi e marziani.

Per quanto riguarda i libri leggo molti saggi storici e ho una passione per Lee Child e tutta la stagione dell’hard boiled americano.

2) Di tutto quanto hai pubblicato, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché? Preferibilmente un titolo solo.

Long Wei, miniserie in 12 numeri pubblicata da Editoriale Aurea. Sono le avventure di un immigrato cinese a Milano che si ritrova a diventare suo malgrado un eroe di quartiere.

Penso sia disponibile come arretrato o sui canali dell’usato.

3) Consigli per chi si approcci adesso al mondo del fumetto autoriale: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Se non hai davvero qualcosa da raccontare non metterti a fare fumetto autoriale. Ci sono modi meno impegnativi per perdere tempo e affogare le proprie speranze. Poi, ovviamente dipende dalle intenzioni e dalle aspettative, perché come diceva Williams il soffitto di un uomo è il pavimento di un altro uomo e viceversa. Lo so, lo so che il fumetto è una brutta bestia e quando ti prende non ti molla più. Ma è necessaria tanta consapevolezza per affrontare il fumetto autoriale.

4) Quale storia stai scrivendo in questo periodo o, quale vorresti?

Sto lavorando a un romanzo, e a un paio di altre cose che non sono specificatamente legate al fumetto. Sto cercando di lavorare sul concetto di ampliamento percettivo del genere perché non mi piacciono più le etichette precise. Mi piacciono le narrazioni fluide, a momenti drammatiche, a momenti comiche, sto lavorando su questi aspetti.

5) Quale autore, anche non necessariamente di fumetti, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Vorrei incontrare Dalton Trumbo. Mi metterei seduto accanto a lui, mentre sta nella vasca da bagno dove scrive e mi farei raccontare da lui dove ha preso tutta la forza che ha avuto. Mi farei insegnare in modo approfondito la perseveranza.

5+1) Raccontati in un racconto.

Nella mia vita ho fatto un sacco di cose, parrà strano eppure è così. Ho fatto cose delle quali vado fiero, altre meno, altre ancora non me le ricordo neppure.

A volte mi sembra di aver vissuto mille vite, di essere stato tantissime cose diverse, centinaia di avventure, successi e fallimenti. Tutto questo vivere mi veste in modo strano, a volte è un cappotto troppo largo, altre volte è un completo troppo stretto. Fatto sta che non mi sento mai a mio agio, soprattutto con me stesso. Mi guardo e mi accuso. Poi mi guardo meglio e mi assolvo. Ma alla fine, chi mi deve accusare o assolvere non sono io, questo compito spetta ad altri. Il primo che deve farlo, il primo e l’unico a cui devo rendere conto davvero è mio figlio.

Un giorno quando mi chiederà: «Papà, ma tu che hai fatto nella tua vita?»

Io gli risponderò: Nella mia vita ho fatto un sacco di cose, parrà strano eppure è così. Ho fatto cose delle quali vado fiero, altre meno, altre ancora non me le ricordo neppure… Ma di sicuro, figlio mio, non ho mai tradito un amico o mancato alla parola data…

Grazie, Diego, per quanto hai saputo dirci di te e del tuo mondo tra le “nuvole”. Canestrini per il tuo futuro di scrittore per fumetti e per ogni ambito che la vita ti propone.

Grazie a te per l’intervista, abbraccio tutti e speriamo in tempi migliori.

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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