C-Cinque + 1 – Davide del Popolo Riolo

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

1) Ciao Davide. In poche parole: da quando scrivi, cosa scrivi e cosa leggi?

Scrivo da sempre, ho cominciato a scrivere racconti alle elementari, non posso immaginare la mia vita senza la scrittura. Però ho pubblicato il primo libro soltanto nel 2014, quando il mio romanzo De Bello Alieno ha vinto il Premio Odissea. Scrivo quasi soltanto romanzi e racconti di fantascienza, anche se declinata in molti generi diversi: alcuni nuovi, come il peplumpunk (steampunk ambientato nell’antica Roma) e il solarpunk, altri più conosciuti come fantascienza sociologica o distopica. Soprattutto però scrivo fantascienza a cavallo tra i sottogeneri, non definibile, che confina strettamente con ciò che non è fantascienza. Leggo fantascienza e fantasy, saggi storici, romanzi storici e gialli, classici e narrativa mainstream. In realtà leggo quasi tutto, purché sia scritto bene.

2) Di tutto quanto hai scritto, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché? Preferibilmente un titolo solo.

Propongo il mio ultimo romanzo, Il Pugno dell’Uomo (MONDADORI URANIA). È il romanzo che ha vinto l’ultimo Premio Urania e direi che è stato discretamente apprezzato da molti lettori. Ci sono personaggi cui credo sia facile affezionarsi, un worldbuilding abbastanza accurato e originale ed eventi sorprendenti e appassionanti ma anche curiosamente simili a ciò che stiamo vivendo (e che mai avrei pensato di vivere mentre lo scrivevo).

3) Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Il primo consiglio è leggere, leggere molto, leggere continuamente. Non si può scrivere se prima non si legge. Leggere tutto ciò che si può del genere cui ci si vuole dedicare, per conoscerlo, ma anche altro, anche saggistica per esempio, per capire il mondo che ci circonda. Leggere e cercare di rubare i segreti di chi scrive bene. Il secondo è scrivere, scrivere molto, scrivere continuamente. La scrittura è un muscolo, se non la si usa si atrofizza. Il terzo consiglio è essere consapevoli che si inizia un percorso complicatissimo, in cui ottenere un riconoscimento è raro. Non perdersi d’animo dunque. L’ultimo consiglio è divertirsi. Chi non si diverte a scrivere è meglio che lasci perdere. La cosa che non bisogna fare è naturalmente credersi arrivati, pensare di non avere più nulla da imparare o bisogno di migliorarsi.

4) Cosa stai scrivendo in questo periodo o, cosa vorresti scrivere?

Ho iniziato a scrivere un romanzo qualche mese fa, poi mi sono interrotto per dedicarmi a racconti che mi avevano chiesto. Vorrei tornare al romanzo, una storia spero originale, ambientata nella Terra di un lontano futuro e su un pianeta in cui è avvenuta una rivoluzione molto particolare.

5) Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Non ho mai pensato a quest’idea, a dire il vero. Il romanzo che preferisco in assoluto è Il Maestro e Margherita. Il primo nome che mi viene in mente è quindi Bulgakov, il suo autore. Se potessi incontrarlo mi piacerebbe rassicurarlo che, nonostante tutto, il suo romanzo è stato pubblicato e alla fine ha avuto il successo che merita. Probabilmente però ora anche lui è in pace con la sua Margherita, come il Maestro la cui storia ha raccontato, quindi la cosa gli sarebbe indifferente. Spero proprio di no, però.

5+1) Raccontati in un racconto.

Lei mi guardò, con lo sguardo tagliente che mi intimidisce sempre. Taceva ed era ovvio che era per innervosirmi. Ci riusciva. Mi sfuggì una specie di sospiro e lei strizzò gli occhi. Un riflesso di luce si spezzò sui suoi occhiali d’argento.

«Ci sono problemi?» chiese, con quel suo tono minaccioso.

«No, per carità…» risposi, vigliacco.

Lei annuì, come se fosse la risposta che si aspettava. «Dunque…» iniziò. «Non è che lei sappia fare molto, vero?» Avvertii un accenno di compatimento che mi irritò. Mi agitai sulla sedia. «Dunque? Che cosa fa?»

«Io racconto storie» le buttai addosso. Sembrò perplessa. «Immagini una tribù. Sono stati a caccia tutto il giorno, dopo il tramonto si fermano, accendono un fuoco e mangiano. Sono esausti. Uno di loro inizia a raccontare. Le sue storie parlano di eroi e dei, di stregoni e di draghi, di astronavi e pianeti. E loro alzano lo sguardo, verso le stelle. Quello che racconta sono io.»

«Non mi sembra granché» obietta lei.

«A me sembra molto, invece.»

Grazie, Davide, per quanto ci hai detto. Sono sicuro che tanti lettori apprezzano i tuoi scritti, quindi ti omaggio dei miei Canestrini per augurarti il meglio per ogni tuo progetto futuro. A presto.

È stato un piacere, anche se un po’ complicato. Ringrazio davvero molto per l’attenzione e saluto tutti i lettori.

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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