C-Cinque + 1 – Antonio Cuccurullo

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

1) Ciao. In poche parole: da quando scrivi, cosa scrivi e cosa leggi?

Nel 1969 mi ritiro dagli studi per lavorare, dopo vent’anni mi diplomo e m’iscrivo a Storia Moderna. Nei viaggi, immagino un commissario lontano dagli schemi. Dalla prima stesura alla realizzazione passano trent’anni. La svolta, quando decido di creare un sito per pubblicizzare i miei libri, per inserire qualcosa di autorevole partecipo a tre concorsi con “Indizio Finale”: terzo posto al “Gustavo Pece” 2017, quarto posto al “Giovane Holden” e al “Città di Cava”. Con questo romanzo entro nel mondo della letteratura, edito da La Ruota. Nel 2018 con “In Fuga Da Me Stesso”, primo posto al “Gustavo Pece”, terzo posto al “Città di Cava”. Nel 2019 esce Proviamo insieme, un libro per bambini e In fuga da me stesso. Con Il paziente zero, quarto posto al “Giovane Holden”. Il paziente zero e il sequel La via del sangue, sono tra le prossime uscite. L’ultimo libro Il paese delle anime sospese è quarto al “Giovane Holden”. Leggo tutti i generi letterari, tranne erotici e romance.

2) Di tutto quanto hai scritto, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché?

Sono sedici i libri che ho terminato, ma In fuga da me stesso, oltre a essere un thriller, quindi diverso da quello che avevo scritto fino a quel momento, è il primo libro ideato per pubblicarlo, gli altri dieci progetti, anteriori alla mia decisione a partecipare al primo concorso, sono gialli e hanno tutti come protagonista l’investigatore privato Antonio Esposito. In realtà erano libri scritti per restare in un cassetto per soddisfare il mio bisogno di comunicare, una specie di diario fantastico in cui davo vita a un alter ego con un modo di vivere più eccitante. In fuga da me stesso è un libro meno intimo, emerge la voglia di libertà che ognuno di noi ha dentro, il protagonista è tanto preso dalla sua tragedia che, per evadere, costruisce prima la sua gabbia. In fondo è un viaggio attraverso le nostre debolezze dove un uomo viene posto davanti alla sua vita, ma di cui non ricorda niente. [LA RUOTA EDIZIONI]

3) Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Se uno sente dentro la voglia di comunicare, la prima cosa da fare è quella di cominciare a scrivere e continuare a farlo fin quando le idee fluiscono senza sforzo dalla testa al foglio. Non bisogna mai chiedere pareri, o peggio, un aiuto ai propri amici, parenti, ecc., ma una volta terminato, lasciarlo decantare per almeno un paio di mesi. Alla prima rilettura, se ritiene che sia ancora valido, deve correggerlo e procurarsi una decina di BR (lettori esperti). Sono stato fortunato perché ho cominciato a scrivere quando mi sono trasferito a Milano per lavoro, quindi non mi sono trovato attorno amici e parenti con cui condividere il materiale che producevo, solo molti anni dopo, quando mi sono finalmente deciso a mettermi in gioco, ho fatto leggere a mia sorella, laureata in Letteratura Romanza, il mio primo libro.

4) Cosa stai scrivendo in questo periodo o, cosa vorresti scrivere?

Non sono costretto a scrivere per forza, ho tanto materiale e una casa editrice che, oltre a fare uscire a marzo prossimo, Nella coda della cometa, il secondo libro su Antonio Esposito, mi ha confermato che pubblicherà l’intera serie. I tempi editoriali sono lunghi, siccome mi piace raccontare, non mi sono fermato al personaggio che mi ha permesso di entrare in questo mondo fantastico, nei ritagli di tempo ho terminato il libro Il paese delle anime sospese, già finalista al concorso letterario nazionale Streghe Vampiri & Co. Intanto Virginio Cremona Editore, con il quale ho un contratto editoriale per il libro Il paziente zero e La via del sangue, pubblicherà il primo questo mese e La via del sangue figura già nelle prossime uscite, con la stessa casa ho anche un accordo verbale per Un passo dal baratro, il libro che sto terminando e che dovrebbe chiudere la trilogia.

5) Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Sono un divoratore di libri, m’interessano quasi tutti i generi letterari, ma mi sarebbe piaciuto avere una lunga chiacchierata con Umberto Eco. Ho sempre apprezzato il suo modo di scrivere ricco di sfumature, il suo approccio in apparenza semplice, ma mai banale, la ricerca prima interiore dei suoi romanzi e la coerenza dei suoi personaggi. Ripassarsi un discorso è utile quando hai una platea da catturare, per nessuna ragione al mondo, avrei pensato di prepararmi un canovaccio da seguire, per fare bella figura, invece gli avrei parlato come a un vecchio amico, quello con cui mi sono intrattenuto leggendo ore e ore, col piacere di gustare ogni singola parola.

5+1) Raccontati in un racconto.

Il bambino lasciava la sua infanzia serena, alla ricerca di un futuro da immaginare, Milano accoglieva l’uomo che inseguiva la necessità di conferme. Brescia, madre matrigna, gli apparve come in un sogno, sembrava il paese delle meraviglie, ma niente viene per caso, lunghe serate sui banchi di scuola, fecero nascere in lui una voglia inesauribile di sapere, di capire il suo percorso tortuoso. Le molte ore trascorse sui treni, metropolitane, tram e autobus, per arrivare a Milano, al centro del sapere, hanno gettato il seme che sarebbe sbocciato più di trent’anni dopo. Il tempo non aspetta, trascorre lento coprendo di una patina opaca le cose che amavi, fino a non riconoscere le mani e il volto che avevi. Quarant’anni sono passati da quel viaggio, adesso quel bambino non ha più l’ingenuità, la saggezza ha chiesto un caro prezzo, con calma accarezza quel sogno incredibile, lui che diceva di detestare i libri, si ritrova col suo nome sulle copertine a sbeffeggiarlo.

Un ringraziamento a Salvatore Stefanelli che mi ha permesso di poter parlare dei miei progetti e delle mie aspettative, un saluto cordiale a tutti i lettori.

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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