C-Cinque + 1 – Michele Cocchi

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

1) Ciao Michele. In poche parole: da quando scrivi, cosa scrivi e cosa leggi?

Credo che il discrimine non sia da quando si scrive, ma da quando si realizza che si sta scrivendo perché qualcuno ci legga. Allora il lavoro, che sia un racconto o un romanzo, può diventare pubblico soltanto quando perfettamente compiuto. Nel mio caso è accaduto subito dopo gli anni dell’università. Oggi scrivo narrativa, gli ultimi due libri sono stati dei romanzi, ma il taglio che preferisco è il racconto breve, in Italia abbiamo una straordinaria tradizione, peccato però che in un Paese dove in pochi leggono, il racconto breve non interessi quasi nessuno.

Una volta leggevo soltanto i classici, oggi, disordinatamente, un po’ di tutto (narrativa, saggistica, gialli, manga), i classici continuo ad ascoltarli in audiolibro, credo sia un ottimo modo per interiorizzarli, e interiorizzare i classici credo sia, per ciò che riguarda la scrittura, fondamentale.

2) Di tutto quanto hai scritto, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché? Preferibilmente un titolo solo.

Scelgo Us (FANDANGO LIBRI), perché è il mio ultimo libro e ha bisogno, in un anno così complicato, di essere sostenuto. La bellezza di Us, a mio avviso, è che parla sia ai ragazzi che agli adulti, e parla sia di ragazzi che di adulti, e di una condizione comune, vissuta in maniera diversa, quella della difficoltà a sentirsi incisivi in una società come la nostra. Us parla della nostra paura di diventare grandi, di scegliere, di essere senza valore, di non realizzare quei sogni che gli altri per noi, e noi stessi, abbiamo costruito nel tempo. E parla del bisogno di rifugiarsi da tutto questo. Ma Us è anche un romanzo sulla speranza, che ritrova nella radice dell’umanità la possibilità di salvezza, e cioè nell’abbandonare la ferocia che ha contraddistinto la nostra Storia, per tornare a interessarsi, finalmente, dell’Altro.

3) Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Non disprezzo i corsi di scrittura – se brevi – perché utili a capire bene quali sono gli ingredienti necessari per scrivere e i modi e i tempi di cottura, diciamo, proprio come in cucina: dialogo, descrizione, lingua, plot narrativo… Dopodiché leggere molto, e ascoltare molto, e incuriosirsi di tutto, essere molto pettegoli, diciamo! La scrittura è fatta di storie, quella degli altri, sebbene filtrata attraverso le maglie della nostra sensibilità, per cui è necessario fare domande, e farsi domande. Poi la cosa più difficile, cercare la propria voce, fatta delle proprie esperienze, delle cose che sappiamo, del nostro particolare modo di guardare il mondo. Può apparire banale, ma è molto vero, parlare di qualcosa che non conosciamo è inutile, il lettore ci sbugiarderebbe subito, meglio parlare di ciò che conosciamo. Si può scrivere una bella storia anche se parliamo di un’aspirapolvere, Carver in questo è un grande maestro.

4) Cosa stai scrivendo in questo periodo o, cosa vorresti scrivere?

In questo momento sono in pausa, dato che Us è uscito a maggio. Ma ho delle idee, sia per il nuovo romanzo – una storia che riguarda l’ambiente (questo è il grande tema di oggi, oltre a quello del riprendere in considerazione il rapporto con l’Altro da noi) – e ho due raccolte di racconti da concludere, una in particolare sul mio mestiere, quello di psicoterapeuta, raccontato però in maniera narrativa.

5) Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Oddio, ve ne sono moltissimi. Vorrei conoscere Mark Twain, ma non gli direi niente, soltanto gli chiederei di portarmi con lui sul Mississippi. E poi Biamonti, a cui chiederei di portarmi tra le mimose sui terrazzamenti scoscesi della Liguria. E poi Conrad, con cui vorrei imbarcarmi per capire davvero il mare. E la Duras, Fenoglio, Dickens…

5+1) Raccontati in un racconto.

Ho visto il bambino mentre passeggiavo. Era mattina presto e il sentiero di ghiaia si snodava tra i castagni e il bambino stava accucciato in riva al torrente, sotto il ciglione, a pochi metri da me. Ho pensato che avesse marinato la scuola e si fosse avventurato per i boschi, ma era accucciato in una posizione scomoda, con la testa protesa in avanti verso lo specchio dell’acqua e le gambe divaricate, così ho pensato che potesse essere caduto e essersi fatto male. Allora ho lasciato il sentiero e sono sceso sorreggendomi ai rami degli alberi. Quando finalmente l’ho raggiunto e mi sono seduto su una pietra al suo fianco, lui si è voltato e ho capito che non era ferito. Ha voltato la testa ma non mi ha visto, sapeva che ero lì, ma non mi vedeva, mi attraversava con lo sguardo. Questo mi ha confortato, ho compreso che non stavo davvero camminando, ma soltanto sognando e che quel bambino ero io, quando di mattina, la domenica, fuggivo da tutto e mi rifugiavo al torrente. Ho deciso che avrei sognato ancora un po’ e avrei guardato quel bambino cercare i granchi di torrente sotto le pietre, e guardare le libellule posarsi sull’acqua e aspettare che i cavalli venissero ad abbeverarsi sull’altra riva.

Grazie, Michele, per il tuo bel racconto e per tutto quanto di altro ci hai raccontato della tua passione/lavoro di scrittore. Canestrini per il tuo futuro, qualunque sceglierai di seguire e qualunque quel bambino sul fiume vorrà immaginare.

Vorrei ringraziare Salvatore per avermi ospitato sulla sua pagina “Paroletraisogni” e Marco Ischia per aver pubblicato l’intervista in C-Cinque+1 del blog C-Side Writer, Francesco Turazzi e Michele Sparacino dell’agenzia letteraria Pastrengo che anni fa, in un momento di sconforto, mi hanno restituito fiducia, e aiutato ad arrivare a Fandango. E infine tutta la squadra di Fandango, Tiziana, Lavinia, Sabina, Riccardo e tutti gli altri che hanno lavorato, e stanno lavorando, affinché i miei libri possano avere una vita lunga e piacevole.

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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