C-Cinque + 1 – speciale editore – ENTHEOS

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta in uno speciale con l’editore, per scoprire le sue proposte, per scoprire la casa editrice, e perché no… per leggerlo!

 

1) Ciao Loredana. In poche parole: da quando pubblichi, cosa pubblichi e cosa leggi?

La mia (nostra, perché non sono sola in questo viaggio) casa editrice, Entheos Edizioni, è giovanissima, ha appena due anni ed è ancora più giovane come reale avvio dell’attività: direi pochi mesi. Pubblichiamo letteratura che parla della capacità dell’essere umano di affrontare le tempeste e uscirne vittorioso almeno in un senso: quello della propria crescita e con un approccio propositivo verso la piena coscienza di sé; che suggerisce bellezza, coraggio, anche quando affronta temi scottanti.

Cosa leggo? Amo gialli e fantascienza, ma da qualche tempo – sarà la vecchiaia – mi piace immergermi in storie romantiche, forse perché son quelle che creo quando tolgo il cappello da editore e mi infilo quello da scrittore…

2) Di tutto quanto hai pubblicato, cosa consiglieresti ai lettori e perché? E cosa avresti voluto pubblicare che, invece, hanno fatto altri?

Difficile davvero scegliere tra i nostri titoli! Comunque, amerei vedere riconosciuto il talento di due esordienti bravissimi: Orazio Cozzubbo, con la raccolta di racconti “Lo scrittore in erba”, una narrazione eclettica di leggerezza, ma anche di oscurità. Alcuni, tra questi racconti, parlano di sfruttamento della donna, del caporalato nel lavoro, di debolezze psichiche. Argomenti gravi, ma trattati con “bellezza”. L’oscurità non è tuttavia il filo conduttore della raccolta, che infatti, in altri racconti, ci strappa franche risate.

E poi Sabina Bello, con il suo meraviglioso graphic novel “Advaita”, che ci racconta l’aborto senza mai (s)cadere nel moralismo, nel giudizio, con un delizioso tratto pittorico e una raffinata e colta prosa poetica. E soprattutto narrando d’anima, in un modo che lascia stupefatti per la profondità e la giustezza.

Per quanto riguarda cosa avrei voluto pubblicare… talmente tante cose e sostanzialmente nessuna, da non avere titoli preferenziali. Son convinta che facciamo “ciò che dobbiamo”, in un disegno karmico che ha il suo senso, anche quando il senso (apparentemente) non lo ha.

3) Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Non demordere e non ritenersi “non all’altezza”. Possiamo anche non arrivare in libreria, ma c’è poco di più esaltante che svegliarsi la mattina sapendo che ci aspettano i nostri personaggi ansiosi di conoscere il seguito della loro storia. E, al contempo, sul “cosa non fare”, tenere i propri personaggi e la propria storia al riparo da pregiudizi, non solo degli altri: anche e soprattutto dei nostri. Tendiamo a essere profondamente indulgenti con le nostre creazioni e non accogliamo con apertura suggerimenti, magari autorevoli. Per accogliere non intendo accettare, ma valutare.

Leggere molto ed evitare di farlo sono, rispettivamente, i cosa fare e cosa non fare fondamentali.

4) Cosa stai pubblicando in questo periodo o, cosa vorresti pubblicare?

La cascia dello zucchero”, fresco di stampa, è il primo volume di una saga familiare ambientata in Sicilia. Opera prima di una donna dalla cultura eclettica, e oserei dire “viscerale”, Maria Samonà. Il libro narra di una famiglia siciliana a cavallo tra l’Unità d’Italia e la fine della Seconda guerra mondiale attraverso i pensieri e le azioni delle sue donne: nonne, madri, figlie, sorelle. E zie, cugine… Ma narra anche degli uomini, della loro finta forza e della loro reale fragilità.

Tra delusioni d’amore, tradimenti, matrimoni, combinati e d’amore, la storia, raccontata spesso in dialetto (che abbiamo tradotto con note a fondo pagina), ci parla anche di noi: della nostra perenne tentazione di infilarci in una “cascia dello zuccaro”, per morire prigionieri, ma sazi e rassicurati. Ci mette davanti alla domanda: è amore, o bisogno di sicurezza? È la “mia” vita, o quella che i timori mi portano a vivere?

5) Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Sarò banale, sarò molto probabilmente “l’ennesima”, ma vorrei incontrare Dostoevskij. Gli vorrei chiedere se è vero ciò che penso: ora che è lì, è riuscito ad aggiungere bellezza al Cielo, a quella bellezza che sembra compiuta in sé, ma che forse attraverso i suoi figli migliori ne espande la finitezza?

Non avrei altre domande. Solo profonda e muta venerazione.

5+1) Raccontati in un racconto.

C’era una volta una bambina che leggeva da mane a sera. Ogni riga fatta di lettere era un tesoro da osservare e comprendere; ogni storia si dipanava nella sua mente come gomitolo di seta tra le mani di una fata. La bambina però dové crescere tra numeri e conteggi, e le lettere divennero un rifugio solitario, dove ritrovare la sua anima e i suoi sogni. Ma dopo noveri e cifre, articolati e complessi, distraenti e opprimenti, un bel giorno, ormai vecchia bambina con ancora un sacco di sogni scritti a chiare lettere nella sua testa, decise di accantonare i numeri e riprendere in mano quei gomitoli di seta, e pur senza bacchette magiche, si arrampicò su una scala di stelle. Sta ancora al primo gradino, ma risplende di felicità.

Note su di me:

leggo prima ancora di cominciare la scuola. Nessuno ha mai capito come abbia fatto a imparare.

Nel 1990 scrivo tre romanzi, che restano in un cassetto.

Nel 2015 prendo l’ultimo dei tre, lo “adeguo” e lo pubblico. Nei due anni successivi ne scrivo altri sette, scrivo più di cento poesie, ma poi mi fermo per affrontare l’avventura editoriale.

Come è nata l’idea? A fine 2017, dopo aver letto l’ennesimo dark romance con protagonisti che nella vita sarebbero in galera o al manicomio, decido che è ora di dare una svolta alla letteratura di intrattenimento e di creare una casa editrice che avesse come mission la diffusione della bellezza. E quindi la narrazione di figure edificanti e positive, stimolo di crescita e non di sottomissione o prevaricazione o violenza.

Coinvolgo delle amiche anche loro scrittrici, e da lì ha inizio l’avventura che è ancora ai suoi primi passi, ma che ci sta facendo intravedere ottime possibilità di raggiungere almeno il… pareggio! Sorrido. L’importante è che facciamo cose belle, positive e che ci piacciono

Grazie, Loredana, di essere stata con noi, di averci raccontato un po’ di te e del tuo lavoro di editore. Canestrini per il tuo futuro di scrittrice e a te e alle tue amiche per il vostro ruolo di editori.

Seguo sempre le tue interviste, e le ho sempre trovate interessanti e intriganti. Non pensavo che un giorno avrei avuto l’onore di esserne la protagonista. Grazie!

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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