C-Cinque + 1 EXTRA – Flavio Troisi

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1 diventa Extra, perché quando gli ospiti di 5+1 sono extraordinari, servono domande extraordnarie, per un botta risposta diverso, per un’occasione speciale… ma alla fine un incontro è sempre un’esperienza speciale!

 

1) Ciao Flavio. Per questa intervista, un po’ fuori dai canoni della rubrica, ti proporrò alcune domande (sempre 5+1 saranno) per spaziare tra i vari tuoi interessi letterari. Partiamo dalla prima, un classico: da quando scrivi, cosa scrivi e cosa leggi e perché qualcuno dovrebbe leggerti?

Ho cominciato a scrivere per diletto intorno ai dodici anni, prima fantasy, poi racconti del brivido, che ho scoperto essermi più congeniali intorni ai quindici anni. La suspense, l’imprevisto, il misterioso, sono le coordinate di ciò che scrivo, con una costante nota di ironia. Non importa da dove io parta, è sempre lì che finisco.

2) So che sei anche un ghostwriter, prova a spiegare a chi ci leggerà cosa significa esserlo, in particolare in Italia, e cosa fare per diventarlo.

Essere un ghost mi consente di vivere di scrittura, il mio sogno da sempre, ovvero di essere pagato per partorire libri che mi impegno a scrivere nel pieno rispetto dei lettori, a prescindere da chi sia il mio committente. In qualità di ghostwriter scrivo saggi, manuali, romanzi, memoir, prestando la mia voce a chi non fa questo mestiere, ma ha auspicabilmente qualcosa di interessante da dire. Naturalmente cerco di adattare il mio stile alle esigenze di chi poi firmerà i libri. Questo mi consente di conoscere diverse persone interessanti, da cosiddetti vip a chi non ha un nome “di peso”, ma buoni argomenti (si spera).

Non so come si diventi ghostwriter, a me è semplicemente accaduto, ma considera che prima per dieci anni sono stato un copywriter e prima ancora un redattore editoriale. Mai troppo lontano dalla comunicazione scritta, quindi. In ogni caso non è proprio una carriera, è più qualcosa che ti ritrovi a fare saltuariamente e che poi diventa una professione quando si sparge la voce che sei all’altezza delle aspettative o che le superi.

3) Hai un blog. Puoi dirci di cosa si occupa, quando lo hai aperto e quanto sia complicato seguirlo e tenerlo sempre aggiornato?

La Fattoria dei Libri (www.lafattoriadeilibri.wordpress.com) è il blog in cui presento il mio lavoro e tutto ciò che mi passa per la testa intorno al mondo della scrittura, con qualche sortita nella dimensione privata. Quando non sono sommerso di lavoro o di progetti personali, che però di solito non mancano mai, mi rilassa scrivere un pezzo per mettere nero su bianco i miei pensieri intorno al mestiere della scrittura. In fin dei conti è scrivendo che spesso scopriamo che cosa ci passa per la testa, non viceversa.

4) Io ti ho conosciuto per i tuoi video su YouTube. Ci racconti quando ti è venuta l’idea e come è stato il tuo percorso in questo particolare ambito di “youtuber letterario”?

Nessun percorso particolare, se non la decisione di cimentarmi con i format del monologo davanti alla webcam e delle interviste sui temi che mi stanno a cuore. Il mio lavoro è particolarmente solitario, a volte sono assalito da una gran voglia di farmi una chiacchierata con chi come me ama i libri appassionanti, li respira, se ne alimenta. Accendo la webcam e parlo all’indirizzo di un pubblico che poco alla volta sta rispondendo. È anche un modo per presentarsi alla potenziale platea di lettori delle mie storie, che possono essere scaricate da Amazon.

5) Quale autore e libro ti hanno colpito di più, anche se non necessariamente sono quelli che più ti sono piaciuti, tra tutti quelli che hai incontrato lungo il tuo cammino tra le parole?

L’elenco è infinito. Il primo amore è stato Poe, poi Heinlein, poi Robert E. Howard, Poul Anderson, Isaac Asimov, Robert Bloch, la letteratura gotica e le storie di fantasmi: M. R. James, Le Fanu, Ambroce Bierce, tutti grandi classici del brivido. Da ragazzo ero un kinghiano di ferro, oggi amo molto Lansdale, Ken Bruen, Nick Hornsby, Bukowski, Charles Dickens, In mezzo a questi grandi fiumi di storie e parole ispirate scorre una infinità di affluenti minori. Mi diverte Brandon Sanderson e trovo sfiziosissimo Jonathan Carroll. Per farla breve, in letteratura sono piuttosto esterofilo. Mi piace il modo in cui la scuola angloamericana imposta il libro, la narrazione, i capitoli, i personaggi. Il modo in cui insegna a catturare l’attenzione, convertirlo in interesse e poi in fascinazione.

5+1) Ora una “domanda” a cui proprio non intendo rinunciare. Raccontati in un racconto.

Mia madre mi diede alla luce insieme a un metapardo policromo con un occhio azzurro e uno castano. Il terzo occhio era dorato. Lo udii miagolare in risposta al mio primo vagito e seppi che non sarei mai stato solo. Vegliavo e dormivo con lui, sognando altri universi. Quando mi nutrivano, lui si alimentava di conseguenza. Ronfava emettendo proiezioni iridescenti: fiori, pesci, e anagrammi senzienti che aleggiavano a mezz’aria. Non ricordo un giorno della mia infanzia in cui non mi galleggiasse intorno la sua ombra simile a una bolla di sapone brillante nel sole. Naturalmente era visibile solo a me e nessuno era al corrente della sua esistenza: i manicomi sono pieni di meta-animali invisibili. Per nasconderlo e dargli un futuro migliore, crebbi, studiai, mi trovai un lavoro, mi fidanzai e misi la testa posto. Così facendo, però, mi scordai di lui. Un giorno, mentre archiviavo una pratica nel mio abito grigio, mi accorsi che il metapardo era scomparso. Da quanto tempo lo avevo perso di vista, e come avevo potuto essere così noncurante? Mi licenziai e presi a cercarlo in ogni dove. Continuo a scrivere perché so che un giorno lo troverò dentro una storia e saremo di nuovo insieme. Per sempre.

Grazie, Flavio, per averci parlato di te, delle tue passioni e del tuo lavoro, che insieme camminano a braccetto. Canestrini per i tuoi propositi di vita. Ah! Dimenticavo di dirti che il tuo metapardo l’ho viso passare poco fa, gli ho detto che ci saresti stato ma è voluto andare via lo stesso. Mi è sembrato un po’ arrabbiato, però, mentre andava, con la coda dell’occhio cercava di scorgerti arrivare. Credo fosse deluso quando non ti ha visto. Penso che lo ritroverai presto, almeno nei tuoi sogni. Ciao.

Grazie di questa intervista, se volete ci vediamo online.

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...