C-Cinque + 1 – Giulio Mozzi

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

 

1) Ciao Giulio. In poche parole: da quando scrivi, cosa scrivi e cosa leggi?

Ma: da quando scrivo, cioè dal 1993, ho letto un bel po’ di roba. Ero in gioventù, e tuttora sono, un lettore di poesia; senz’essere né un sociologo né un urbanista, ho una sciagurata passione per certa sociologia e certa urbanistica; essendo stato tirato su da due genitori biologi, studio sociologia e urbanistica con uno sguardo biologistico; la sociologia mi pare una specie di etologia dell’animale uomo. Sono un lettore di filosofia e di teologia, e mi interessa soprattutto il discorso sulle cose ultime, su ciò che – si dice – dopo la morte o dopo la fine di questo mondo potrà avvenire. Ma in tutte queste letture sono un dilettante: seguo la curiosità. Non sono, e potrà parere curioso, un grande lettore di narrativa. Seguo poco l’attualità.

Quanto a scrivere: scrivo i miei racconti, i miei piccoli pezzi in versi. Ragiono sulla morte, sul morire.

2) Di tutto quanto hai scritto, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché? Preferibilmente un titolo solo.

Il male naturale, che fu pubblicato da Mondadori nel 1998 ed è stato ripubblicato da Laurana nel 2015.

3) Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Che fare? Studiare. Che cosa non fare? Cedere alla fretta.

4) Cosa stai scrivendo in questo periodo o, cosa vorresti scrivere?

Sto finendo di sistemare uno scartafaccio piuttosto cospicuo, sulle seicentomila battute; sarà un romanzo, s’intitolerà Le ripetizioni, e lo pubblicherà Marsilio all’inizio del 2021.

5) Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Ciro di Pers, naturalmente. Un poeta del Seicento al quale sono molto affezionato. Mi piacerebbe sentirlo leggere a voce alta.

5+1) Raccontati in un racconto.

No, non mi «racconto in un racconto». Posso dare delle informazioni su di me: sono nato il 17 giugno del 1960, in casa ma non in casa mia; ho abitato fino al 3 settembre 1968 a Sottomarina di Chioggia, e poi fino a oggi a Padova; negli anni Ottanta sono stato un rampante addetto stampa, negli anni Novanta sono stato un mogio fattorino di libreria, negli anni Duemila e zero sono stato un baldo lavoratore dell’editoria, negli anni Duemila e dieci sono stato il figlio di due genitori che lentamente si spegnevano. Ora sono un uomo quieto.

Grazie, Giulio, per essere stato un po’ con noi. Buona vita e Canestrini per le tue passioni tra le parole!

Ma grazie a te!

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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