C-Cinque + 1 – Improbabili – Il professor Lanfredi sovversivo

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + una al proprio creatore

 

Il professor Lanfredi, sovversivo

di Tina Caramanico

Il professor Lanfredi mi guarda malissimo. Ce l’ha con me perché, senza chiedere permesso, ho raccontato a tutti i fatti suoi, molti dei quali parecchio imbarazzanti. Facendolo passare (a suo dire) per un imbelle, un inetto e per giunta seduttore di ragazzine. Cosa che lui (giura) non è. Lui (dice) è una persona seria, che ha studiato, non ha mai (va beh, quasi mai) ceduto a compromessi e ha cercato di mantenere una dignità che, nel suo mondo, è cosa rara. Perché noi del 2020, tra l’altro veri responsabili di tutto lo schifo a venire, non ci possiamo permettere di giudicare e sfottere uno come lui, che in quel mondo ci deve vivere.

Così, il prof ha voluto prendersi questa piccola vendetta, e gliel’ ho accordata volentieri perché io ai miei personaggi resto inevitabilmente affezionata. Ha voluto farmi qualche domanda pubblica, provare a mettermi in imbarazzo come io ho fatto con lui.

Va bene, Lanfredi, sono pronta. Proceda pure e non sia troppo acido, se possibile.

Eccola qui, signora imbrattacarte. Non voglio girarci attorno: mi dica, in poche parole, come l’è venuto in mente di scrivere di me.

Ma se è arrivato lei, senza preavviso! Tutti uguali, voi personaggi: piombate di punto in bianco nella testa già balorda degli autori, fate i seducenti, gli interessanti, ci convincete a scrivere di voi perdendo un sacco di tempo e di notti degne d’altri sogni e peccati, e poi, quando la storia è pronta, non vi va bene più. E questo non dovevi dirlo, quest’altro era meglio se lo raccontavi da un altro punto di vista, questa cosa non è credibile, quello non sono mica io, etc. etc. La faccia finita: è responsabile almeno quanto me di quello che ho pubblicato.

Brutto quando si cerca di addossare ad altri le proprie colpe… Comunque, andiamo avanti con le domande. Considerando il mondo in cui vive lei e le persone con cui le tocca interagire, immagino non avrà avuto grandi difficoltà a ideare l’ambientazione della mia presunta distopia e a caratterizzare i personaggi della mia storia…

In effetti no, in questo devo darle ragione. Il suo futuro mondo distopico non è altro che il nostro mondo di oggi, lasciato andare per incuria e vigliaccheria dove tutto tende se nessuno fa lo sforzo di intervenire: verso il caos e il sovranismo.

Ora mi rassicuri, se può. Non avrà per caso in mente di scrivere altre storie che mi riguardano? O di scrivere magari un “sequel”, come li chiamate voi antichi, per continuare a mettere in piazza le faccende dei miei alunni minorenni e di altri poveretti che avrebbe fatto bene a lasciare in pace fin da subito?

Questa domanda davvero mi stupisce. Non si ricorda come siete finiti, lei e i suoi sovversivi? Per non parlare delle escort. Tutt’al più potrei raccontare il seguito della storia degli alieni blu e del virus, ma non so quanto sarebbe gradita, oggi, ai miei contemporanei. Anche se avercene, di quei virus lì…

Giusto. La fine che ci ha fatto fare. Almeno è pentita? Vorrebbe cambiare qualcosa nella storia ignobile che ha raccontato, col senno di poi?

Cambiare qualcosa? No, e perché? C’è tutto: professori disadattati, gioventù depressa, aneliti amorosi e sovversivi, escort discinte, virus misteriosi, alieni, giornalisti pavidi, adunate oceaniche, vecchi e giovani Presidenti, clima impazzito, una società di merda. Cosa manca?

Bah, presuntuosa e recidiva. Ora provi a mettersi nei miei panni: e se fossi io a scrivere una storia con lei protagonista (cosa che sarei capacissimo di fare, e molto meglio di lei, mi creda)? Che tipo di storia sarebbe e di cosa potrebbe mai parlare, considerando la sua vita piccina e di scarsissimo interesse?

Io? Protagonista di un romanzo? Ma va là. Tutt’al più potrebbe essere una storia sugli equivoci e sui malintesi, ma credo che quella l’abbiano già scritta, nel Novecento…

Eh già: Proust, Svevo, quella gente lì… Capisco, continua a farmi perdere tempo e a prendermi in giro. Ma procediamo, ora viene la domanda a cui tengo di più. Prima di chiudere questa intervista, esigo che lei mi riabiliti agli occhi dei suoi ventiquattro (immeritati) lettori. Ha divulgato cose che avrei volentieri tenuto nascoste; ora racconti di me anche qualcosa di buono, qualcosa del mio passato o del mio futuro che non è ancora nota e che dia un’idea vaga della mia reale natura.

Ma sì, lo faccio volentieri.

Dovete sapere, adoratissimi lettori, che anche Lanfredi è stato giovane e davvero avrebbe voluto cambiare il mondo, a suo tempo. Purtroppo però il mondo è complicato, gli esseri umani altrettanto, e il povero professore si è un tanticchio impantanato nella teoria. Infine le circostanze socio-politiche e le scelte (per così dire) dei suoi contemporanei hanno fatto il resto: la rivoluzione è stata archiviata a tempo indeterminato. A meno che gli alieni…

In effetti, ora che ci penso, nel futuro di Lanfredi ci sono molte classi di studentelli blu e volonterosi a cui recitare L’infinito di Leopardi. Senza la distrazione dei cellulari, i neo-pargoli apprenderanno ogni cosa e la letteratura italiana sarà una delle loro materie preferite. Finalmente qualche soddisfazione anche per il nostro prof. A parte i problemi con la pronuncia e il comportamento un pochino promiscuo della nuova generazione, ma ci vuole pazienza coi giovani, che diamine…

 

cc  CSide Writer – Tina Caramanico   

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