C-Cinque + 1 – sceneggiatore – Alex Crippa

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Speciale Sceneggiatore

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta in uno speciale con chi di mestiere scrive sceneggiature, per scoprire cosa si nasconde dietro alla nascita di una sceneggiatura, per iniziare a guardare le rappresentazioni in maniera diversa… ma non solo!

1) Ciao Alex. In poche parole: da quando scrivi, cosa scrivi e cosa leggi?

Professionalmente scrivo dal ‘96. Il mio esordio è stata la miniserie a fumetti RANDALL MCFLY, di cui ho scritto tre dei sei episodi, dopo aver frequentato la Scuola del Fumetto di Milano. Principalmente sceneggio graphic novel per l’editoria italiana e francese, con qualche incursione nel fumetto seriale Bonelli (DAMPYR “La notte della Taranta”, DYLAN DOG COLOR FEST, NATHAN NEVER “Il confine della realtà”). Il mio esordio in Francia è stato con la trilogia 100ANIME pubblicata nel 2002 da Delcourt, uscita poi in Italia per Edizioni BD e in Usa per Heavy Metal. La mia ultima pubblicazione francese è GREEN HELL per Paquet Editions, uscita in Italia per Tatai Lab che sta pubblicando anche la mia ultima trilogia THE LAST GAME. Sceneggio anche serie animate, l’ultima delle quali si intitola METEOHEROES, una serie in 52 episodi a tema ecologista con protagonisti ragazzi coi superpoteri legati al clima, che andrà in onda da giugno sui canali Cartoonito e Boing. Leggo fumetti e narrativa di genere.

2) Di tutto quanto hai scritto, cosa consiglieresti a chi vorrebbe vedere il frutto del tuo lavoro e perché? Preferibilmente un titolo solo.

Come un cane”, un graphic novel di 120 pagine disegnato da Alberto Ponticelli e pubblicato in Francia da Casterman e in Italia da Edizioni BD nel 2008. Forse non è la storia più riuscita che abbia scritto, ma è quella in cui ho messo più passione in un periodo in cui la mia carriera non andava benissimo. Il sudore e il sangue del protagonista, che trova negli incontri clandestini di arti marziali miste un modo per incanalare la propria rabbia, riflettono bene il mio stato d’animo di allora. E i disegni di Ponticelli, praticante lui stesso di arti marziali, rendono al massimo l’atmosfera, lo stile e le dinamiche che avevo in mente. È forse il fumetto mio che ho riletto più volte.

3) Consigli per chi si approcci adesso alla sceneggiatura: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Cosa fare: leggere e guardare più cose possibili, libri, fumetti, film, serie tv, considerando anche tematiche e generi lontani dai propri gusti; scrivere solo di ciò che si conosce, direttamente o indirettamente; essere costanti nella creatività, che sia applicata al lavoro o espressa per puro svago.

Cosa non fare: abbattersi alle prime porte in faccia, rifiutare le critiche, non avere miti di riferimento.

4) Cosa stai scrivendo in questo periodo e per cosa (corto, film, serie, pubblicità) o, cosa vorresti scrivere?

Attualmente sto scrivendo il secondo volume della trilogia THE LAST GAME in corso di pubblicazione per l’editore italiano Tatai Lab. È un’avventura post apocalittica che omaggia il mondo dei videogiochi, un’altra mia grande passione. La particolarità di questo fumetto è che i protagonisti sono i quattro redattori di punta di Everyeye, il più importante sito italiano di informazione video ludica, che mantengono il proprio stile e linguaggio ma calati nei panni di eroi per caso contro minacce che pensavano esistessero solo nei videogiochi.

Cosa vorrei scrivere? Una serie tv alla Boris ambientata nel mondo dei fumetti. Un sogno, quindi.

5) Quale sceneggiatore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli? E, quale sceneggiatura ti avrebbe fatto piacere scrivere?

Da sceneggiatore di fumetti il primo nome che mi viene in mente e su cui non ho nessun dubbio è Alan Moore. Sarò scontato, ma il suo stile e la sua tecnica sono una spanna sopra tutti i più grandi del settore. Gli chiederei quanto tempo ha dedicato alla realizzazione di Watchmen, uno dei suoi capolavori, inteso proprio dall’idea nuda e cruda fino alla supervisione finale di tutta la storia. È un’opera talmente densa e stratificata che non riesco davvero ad immaginare tanto attaccamento e devozione. Ma penso che un semplice dato temporale non riesca a rendere l’idea, quindi probabilmente gli chiederei cosa ha fatto scoccare in lui la scintilla per concepirla.

La sceneggiatura che invece avrei voluto scrivere è di uno storico albo di Dylan Dog, “Memorie dall’invisibile”, una delle storie più ispirate e perfette di Tiziano Sclavi.

5+1) Raccontati in un racconto.

Era un’altra noiosa giornata post universitaria. Nel senso che avevo mollato giurisprudenza da tre mesi, avevo ventun anni e un futuro radioso davanti a me. Le scelte erano due: nullafacente o batterista metal. Ci diedi dentro con la mia Pearl finché un’altra noiosa giornata post universitaria mi chiamò Marco, amico di mille avventure, tutte nella nostra testa. “Perché non fai un corso di sceneggiatura? Ti piace scrivere, no?” mi fece lui. “Be’, sì. Però…” risposi io. “Hai altro da fare?” mi incalzò lui. “Be’, no.”

Il corso di sceneggiatura aprì il mio terzo occhio. Riuscivo a vedere cose che voi umani non potevate neanche immaginare: protagonisti che rifiutano di intraprendere il loro eroico viaggio e poi ci ripensano, sub plot che si incastrano col plot che si incastra con un altro sub plot, valigette dal contenuto misterioso senza le quali non esisterebbe la storia… e così mi venne voglia di scrivere seguendo queste nuove e affascinanti regole. Il resto è storia, raccontata un po’ meglio.

Grazie, Alex, per le storie che hai sceneggiato e per essere stato con noi a dirci un po’ di te. Canestrini per il tuo futuro.

Grazie a te. Un saluto a tutti gli appassionati di storie.

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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