C-Cinque + 1 – Laura Andreozzi

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

 

1) Ciao Laura. In poche parole: da quando scrivi, cosa scrivi e cosa leggi?

Ciao! Scrivo, come spesso si dice, “da sempre”, cioè da quando ho imparato a tenere una penna in mano. Cerco di scrivere di tutto, sono una persona curiosa.

E sono una lettrice onnivora: amo la fantascienza, il fantasy, i gialli; i classici italiani, francesi, russi; i manuali di psicologia, medicina, scienze biologiche, storia, arte, archeologia; i romanzi per ragazzi, i manga, le graphic novel.

2) Di tutto quanto hai scritto, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché? Preferibilmente un titolo solo.

Consiglio senz’altro la mia prima pubblicazione, “La città segreta” (MONDADORI, collana I GRANDI). È un romanzo steampunk per ragazzi tra i 10 e i 13 anni, ambientato nella Milano del 1848, in cui ho riversato gran parte delle mie passioni: l’amore per la Storia, per il fantastico, per l’avventura, per Milano, per la medicina del futuro, per i personaggi freak.

3) Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Cose da fare:

– leggere, leggere, leggere;

– scrivere, scrivere, scrivere, anche se poi tanta parte di quel che si scrive si butta;

– partecipare ai corsi di scrittura senza pregiudizi;

– partecipare ai concorsi: mettersi in gioco con tante limitazioni sui temi e sul numero di battute è un ottimo allenamento;

– divertirsi: la scrittura è prima di tutto amore e come tale deve darci piacere.

Cose da non fare:

– scrivere con il solo scopo di pubblicare (vedi ultimo punto dell’elenco sopra).

4) Cosa stai scrivendo in questo periodo o, cosa vorresti scrivere?

Sto scrivendo un altro romanzo per ragazzi, questa volta uno young adult e non di genere fantastico (forse).

5) Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Italo Calvino, perché le sue storie riescono a dirmi sempre qualcosa di diverso ogni volta che le rileggo.

5+1) Raccontati in un racconto.

Sveglia alle 6.30, due pastiglie di caffè (non si va da nessuna parte senza il caffè) e via, ché se perdo la sopraelevata delle 7.10 sono fritta. 40 minuti di viaggio per arrivare in redazione, la consueta fila in reception per farmi dare un badge («Ma com’è che non hai mai il tuo, eh, com’è?») e finalmente tracollo sulla scrivania, io, lo zaino e una cinquantina di chili di bozze, grammo più grammo meno.

La capa mi osserva con la solita aria afflitta. «Laura, lo sai che ormai ci sono i file su chip, il cloud e tutta quella roba lì, vero? Lo sai che solo tu che ti ostini a stampare le bozze su carta ci stai facendo spendere una baraccata di soldi, vero? Che stai decimando tutte le foreste e anche tutti i boschetti e i giardinetti di Milano e provincia, vero?»

«Ma la carta» balbetto, «mi piace la carta. Gli errori li vedo meglio, sulla carta.»

«Laura, non esistono più gli errori nei libri, quante volte devo…»

«Diamine, mi lasci sognare in pace, mi lasci!»

Grazie

Grazie per l’opportunità di questa intervista! Aggiungo tantissimi grazie a tutte le persone (editori, redattori, editor, autori, amici, colleghi) con cui mi sono potuta confrontare, da cui ho potuto imparare e che mi hanno dato la possibilità di crescere: da sola non sarei andata da nessuna parte.

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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