C-Cinque + 1 – Editoria – Andrea Carlo Cappi

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli e Lucia Coluccia

Cinque domande + 1, adattate questa volta in uno speciale per parlare con gli addetti ai lavori del mondo dell’editoria, per scoprire cosa c’è dietro le quinte, per scoprire un mestiere che rimane in qualche modo nascosto ma che tutti vedono quando poi alla fine leggono un libro!

 

1) Ciao K. Presentati in poche parole, dicci chi sei e di cosa ti occupi.

Sono Andrea Carlo Cappi, scrittore, traduttore da inglese e spagnolo, editor, già direttore editoriale di collane e riviste. Nato a Milano nel 1964, vivo tra l’Italia e la Spagna dal 1973. Scrivo in ambito professionale dal 1991, lavoro nel settore dal 1994. Mi occupo perlopiù di letteratura di genere, dal giallo al fantastico. Ho pubblicato una cinquantina di titoli tra romanzi, raccolte di racconti e saggi, scritto sceneggiature per ‘Martin Mystère’, collaborato al serial di RadioRAI ‘Mata Hari’ con Veronica Pivetti. Sono noto soprattutto per la saga del ‘Kverse’ con le avventure tra noir e spionaggio di Nightshade, Medina, Black e altri; ma anche per romanzi originali con personaggi dei fumetti, da Diabolik & Eva Kant a Martin Mystère. Qualcuno mi ricorda per le storie del Cacciatore di libri, di Antonio Stanislawsky o ‘Danse Macabre’. Per anni mi sono occupato anche di eventi letterari, spesso al fianco dell’amico Andrea G. Pinketts; oggi faccio parte dell’associazione culturale a lui intitolata.

2) Qual è la cosa che ti piace fare di più e quella che ti piace meno del tuo lavoro?

La cosa migliore: scrivere e, se mi fosse possibile, mi dedicherei solo a questo. La cosa peggiore: tradurre romanzi scritti male, cosa che grazie al cielo non mi capita troppo spesso. Quando non sottraggono troppo tempo a scrittura o vita privata e, soprattutto, quando l’autore è più bravo di me, le traduzioni non sono solo un mezzo di sostentamento, ma anche un’ottima esperienza. Ho imparato molto da scrittori che ho tradotto e può essere una grande soddisfazione rendere in italiano quelli più ispirati. In qualche caso ho dovuto ricreare un vero e proprio linguaggio e imparare a ‘pensare’ in quei termini per tutta la durata del lavoro.

3) Quanto reputi che il tuo lavoro sia apprezzato dagli scrittori e/o dagli editori?

Tra i colleghi scrittori di genere sono, credo, piuttosto apprezzato, a giudicare dalle frequenti richieste di partecipare ad antologie con miei racconti. Con gli editori dipende dai rapporti personali di stima reciproca che si sviluppano nel tempo… o che si troncano, quando capitano quelli inaffidabili. Anche in questo caso la continua richiesta di traduzioni e romanzi mi fa pensare di essere gradito. Ma a me interessa soprattutto la stima dei lettori, dei quali cerco di non tradire mai le aspettative: se mi conoscono, non devono restare delusi, se non mi conoscono, devono restare piacevolmente sorpresi.

4) Che difficoltà incontra e che consigli daresti a chi vuole fare il tuo mestiere?

Come autore, innanzitutto, emergere da un mare magnum in cui spesso le valutazioni degli editori non sempre tengono conto della qualità, dell’originalità e persino dei suoi dati di vendita. Parte del problema è che a volte le scelte non vengono fatte grazie alla loro capacità di valutare un testo, ma in base a ragionamenti a tavolino, pregiudizi, persino paure e insicurezze.

Dopodiché, restare a galla. Gli autori che hanno successo sono quelli che godono in partenza di tirature elevate, distribuzione pesante e campagne promozionali. Oppure quelli per cui nasce un passaparola che però funziona solo se il loro libro è davvero reperibile. Gli altri vengono presto messi da parte.

Il consiglio: mantenere tenacia e autocritica. La prima per resistere a tutte le possibili delusioni, la seconda per vedersi sempre con l’occhio severo del lettore esigente.

5) Qual è stato il momento lavorativo di cui vai più fiero?

Le soddisfazioni più sorprendenti arrivano, per esempio, quando i fan di serie come ‘Diabolik’ o ‘Martin Mystère’ apprezzano il modo in cui rendo nei miei libri i loro eroi dei fumetti preferiti. O quando le lettrici si identificano nelle mie numerose protagoniste femminili, smentendo la mia erronea schedatura come autore di ‘roba da maschi’.

Fuori dalla scrittura, ci sono due imprese di cui vado orgoglioso. All’inizio dell’estate 1995 spiegai al direttore de ‘Il Giallo Mondadori’ Stefano Magagnoli la necessità storica di un’antologia di soli autori italiani, fatto allora senza precedenti nella collana, e con mia sorpresa ebbi l’incarico di realizzarla; uscì in autunno e fu un successo enorme. Nell’ottobre 2003, con lo staff di Fnac, organizzai e in parte condussi la più grande manifestazione sul giallo in Italia, che si svolse per un mese intero in cinque città contemporaneamente; nessuno è mai riuscito a fare altrettanto, né prima né dopo.

5+1) Raccontaci (se possibile, a mo’ di racconto) un episodio particolarmente piacevole o spiacevole che hai vissuto facendo il tuo lavoro.

A Strani Mondi 2018, Milano, ero candidato al Premio Italia con un romanzo di Martin Mystère, il primo in edicola da Bonelli Editore… anzi, il primo romanzo in assoluto di Bonelli. Ero in città, ma il sabato della premiazione lavorai sino a tardi.

Di solito i miei romanzi su eroi dei fumetti sono considerati novelization (benché siano storie originali, non adattamenti di sceneggiature) e le novelization a loro volta sono bollate a priori come sottoprodotto. Inoltre sono più noto come scrittore di gialli, anche se non vengo mai candidato ai premi per gialli perché pubblico soprattutto in edicola, dove i libri non sono considerati tali nemmeno se bestseller. La frase che mi sento dire spesso: ‘Ma quando pubblichi un libro vero?’

La mattina dopo scopro, incredulo, che ‘La Donna Leopardo’ è il ‘miglior romanzo fantasy italiano’. Per fortuna era prevista una consegna bis per i ritardatari. I giurati, non condizionati da etichette, avevano letto e premiato il romanzo come tale.

Grazie, Andrea Carlo, per averci portato la tua esperienza e le tue considerazioni. Canestrini per i tuoi molteplici impegni nell’ambito delle parole scritte e per la vita.

Grazie a voi per l’intervista e, come sempre, ai lettori per l’attenzione. Mi trovate su Facebook, Instagram e occasionalmente Twitter, oltre che nel mio canale YouTube e su blogspot con Borderfiction Zone (che contiene una mia bibliografia completa) e Il Rifugio dei Peccatori.

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli e Lucia Coluccia  

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