LA BAMBINA E IL NAZISTA – Franco Forte – Scilla Bonfiglioli

C-BookLe recensioni (349)

LA BAMBINA E IL NAZISTA

Franco Forte – Scilla Bonfiglioli

(Mondadori)

Il lato A (la copertina)

Il lato B (la storia, i protagonisti)

Ci sono libri scritti per non essere dimenticati, questo ha in aggiunta il pregio di non dimenticare. La bambina e il nazista, parla dell’olocausto, parla dei campi di concentramento, parla della disumanizzazione, parla del delirio dell’uomo, ma parla anche di speranza. La speranza è quella che sia rimasto qualcosa di umano in mezzo a tutta la disumanità della guerra e di quei lager dimenticati da qualsiasi dio possa esistere nell’universo. Ci sono vortici in quali si discende perché si viene risucchiati, vortici che ti sputano fuori quando alla fine si esauriscono, ma ci sono anche persone che remano contro quel vortice, un po’ assecondandolo per non essere travolti dalla corrente, un po’ ingannandolo per ingannare la propria coscienza. Questo libro scritto in maniera magistrale da Franco Forte e Scilla Bonfiglioli, porta in sé tutta la durezza di un argomento tanto difficile, un libro fatto di attente documentazioni, le quali, trasferite in una realtà romanzata non risultano meno crude e crudeli. Come dicevo è un libro che serve anche per non dimenticare, un testo che consiglierei a tutti a prescindere, perché questa storia è raccontata senza prendere le parti di nessuno, o forse prende proprio le parti di coloro che in qualche maniera non sono riusciti a prendere una parte netta nella follia del Reich. Ed è proprio quel non prendere parte fino in fondo, che in un certo senso è stata la salvezza e la condanna di ciascuno di loro. Hans Heigel è un personaggio che non si dimentica, è un personaggio che nel suo dolore e nelle sue contraddizioni, si comporta nell’unico modo che riesce, gusto o sbagliato che sia di volta in volta.

Il lato C (il pensiero di CSide Writer)

Scegliere fra il male minore è pur sempre scegliere il male.

Dopo il lato C (una citazione, una frase)

Tratto da pag. 13

tutto questo, Hans, non ha niente a che vedere con i sogni”

Tratto da pag. 144

La notte generava mostri, e lui era uno di essi.”

Tratto da pag. 221

Era come giocare a essere Dio, chinarsi dall’alto sopra ogni cosa e decidere della vita delle persone.”

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

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