C-Cinque + 1 – speciale fumetto – Raffele Simonelli

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, adattate questa volta in uno speciale per parlare di fumetto, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

1) Ciao Raffaele. Quando hai scritto e disegnato la tua prima storia a fumetti, quale genere prediligi per le tue storie e cosa ti piace leggere, anche di non fumettistico?

Ciao, ho scritto la mia prima sinossi professionale nel 2002 (credo), dopo aver passato una serata con degli amici che mi introdussero al mondo dei Giochi di Ruolo; “Muryel:la stella dell’apocalisse”, una guerra degli uomini contro Dio, mai finito. Trovai incredibilmente appassionante il fatto che delle storie potessero essere “vissute” e mi misi rapidamente a lavoro su delle ambientazioni che dessero questa possibilità… lasciando pochissimo dopo il “giocare” in sé. Il genere che preferisco scrivere è lo SCI-FI con forti basi nell’ambientazione ma spazio volentieri nelle contaminazioni fantasy. Nel 2003 ho scritto “Basilisk: il regno del Basilisco” da cui ho tratto il mio primo romanzo (molto dopo, COMICON NA 2016, “I cieli di Persefone”) ed un gioco di ruolo. Mentre il primo fumetto pubblicato è Decimas. Non leggo molto narrativa ma tanta saggistica quasi esclusivamente scientifica. La mia ultima pubblicazione fumettistica edita è “ROMA: la stirpe di Marte”.

2) Di tutto quanto hai pubblicato, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché? Preferibilmente un titolo solo.

Il fumetto che consiglio di leggere è “ROMA: la stirpe di Marte” che racconta la storia dei gemelli dalla nascita fino alla morte di Remo. Distribuito come gli altri albi da Manicomix Distribuzione. Edito da REGULUS s.r.l. Per i disegni di Umberto Giampà.

Lo consiglio poiché è mio unico albo edito autoconclusivo e rispecchia molto la mia visione cinematografica della sceneggiatura (infatti è, come riportato anche negli altri albi, “scritto e diretto” proprio per il modo che ho di seguire la realizzazione dei miei prodotti). Lo stile di scrittura invece è abbastanza aulico e l’ho lasciato un po’ di tempo fa seppur resta quello più’ vicino alla mia natura autoriale.

http://www.manicomixdistribuzione.it/roma-la-stirpe-di-marte.html

3) Consigli per chi si approcci adesso al mondo del fumetto autoriale: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Non ho la minima idea di cosa fare o meno. Il gusto è un fattore estremamente personale e non mi sento di consigliare nulla nel campo del fumetto poiché sono molto piu’ vicino al mondo dell’intrattenimento visivo, live e animato, essendo creativo e sceneggiatore di progetti di quel tipo (in particolare animazione ed editoria per l’infanzia).

4) Quale storia stai scrivendo/disegnando in questo periodo o, quale vorresti?

L’ultima storia che ho scritto, da cui sono tratti un fumetto ed un gioco da tavolo, entrambi pubblicati (speriamo nel 2020) da Giochi Uniti, è stata la sceneggiatura di “Blood Lilyum: il fiore di sangue”, rivista da Enzo Troiano, motore del progetto, per l’adattamento a fumetto. Quelle che invece vorrei scrivere, durante questa quarantena, sono un po’ tutte quelle a “cinquanta pagine dalla fine” che ho in sospeso. In particolare il racconto breve Vetro Nero (ambientato in Basilisk), Le Luci di Oloryan, Le cento mura e Finimondo: i predoni della Kasimir.

5) Quale autore, anche non necessariamente di fumetti, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Tendenzialmente non sono il tipo di persona che collega l’Autore all’Opera, amo Il Campione Eterno (piu’ i racconti che le saghe di Erlic) ma non ho particolare interesse per la persona di Moorcock, idem per il Trono di Spade… certo, se potessi conoscere Asimov avrei piacere di ascoltarlo per un bel po’.

5+1) Raccontati in un racconto.

Ho sempre immaginato, come chiunque altro, ma le mie storie non finivano quando chiudevo o riaprivo gli occhi al mattino, continuavano ad incasellarsi per anni. Modellavo i miei giocattoli, perlopiù robot trasformabili, ma non smettevo mai e, col tempo, ho cominciato a credere di poter rendere tutto reale, i robot, le navi e cose simili; non solo come storie ma la tecnologia non era pronta, non come oggi. Essendo estremamente frustrato dal mondo circostante cercavo vie di fuga ma negli anni 80 e 90 c’erano sì i romanzi, che non mi interessavano, ma erano poco disponibili le altre fonti di aggiornamento su come il mondo progredisse. Per questo motivo le mie storie fantasy deviavano sempre più verso la riflessione scientifica. Sono uno di quelli che non guardava Star Wars o Trek, persino (non linciatemi) Blade Runner l’ho visto due anni fa (e ne sono molto felice poiché mi ha sconvolto e mi avrebbe schiacciato sia emotivamente che autorialmente… se lo avessi capito al tempo). In sintesi, dopo aver immaginato per anni, ho cominciato a quarant’anni a studiare chimica e biologia ripartendo da ZERO per poter, un giorno, “capire” di cosa ho scritto e magari realizzarlo. Per come la vedo io è qui che la mia storia ha inizio.

Grazie, Raffaele. Interessante quanto ci hai detto e mi fa piacere che il fantasy/fantascientifico sia il tuo mondo di elezione. Canestrini per tutti i tuoi progetti autoriali, che spero di vedere presto.

Ciao a te e grazie per questa chiacchierata, mi ha dato la possibilità di fare il punto con me stesso, un piccolo recap che, in questo periodo difficile di cattività, mi aiuta a tenere d’occhio i punti fermi. Quando la metti nero su bianco la vocina interiore diventa un urlo… o magari un canto.

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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