C-Cinque + 1 – speciale libraio – Libreria Mondadori Rione Alto

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con chi dei libri ne ha fatto la propria vita, esponendoli, proponendoli, vendendoli e a volte spacciandoli, perché infondo la lettura è una droga!

 

1) Ciao Fabio. In poche parole: quando hai iniziato e perché, cosa ti spinge a continuare e che tipo di libraio pensi di essere?

Sono nato e cresciuto tra i libri. Mio padre è un libraio del centro storico e per anni l’ho aiutato, insieme a mio fratello, a mandare avanti l’azienda di famiglia. Dopo il matrimonio e la nascita delle mie figlie, dentro di me è nato il desiderio di creare un angolo per lettori e bibliofili del mio quartiere, il Rione Alto, dove mi sono trasferito e dove, peraltro, aveva chiuso una libreria che era stata cara per anni ai residenti della zona. Desideravo un contesto accogliente, familiare, doveva essere un punto di incontro, a partire dai libri, dove scambiare delle chiacchiere, dove condividere i problemi, sfogliando le pagine dei libri. Ho concepito anche un angolo per i bambini, li ho immaginati festosi e, perché no, chiassosi, a scegliere i libri che li incuriosivano. La libreria è diventata proprio come l’ho immaginata e in più il mio mondo si è arricchito grazie ai tanti autori che, con cadenza fissa, vengono a trovarci e alle tante iniziative culturali che sono state realizzate. Che tipo di libraio sono? Un uomo concreto che cerca di rendere la lettura un’esperienza piacevole. Conoscendo bene gli abitanti del Rione posso consigliare i libri come fossero medicine.

2) Quali consigli propositivi ti senti di dare a chi vorrebbe intraprendere il tuo stesso lavoro? E cosa evitare?

Consiglio di intraprendere questa attività se si ha una forte motivazione interiore, poiché il tempo libero sarà veramente poco, i sacrifici tanti ed è difficile raggiungere una solidità economica. Però lavorare in una libreria non è come stare in ufficio, il lavoro stesso è piacere.

3) Quale o quali (massimo tre titoli) sono stati i libri che più ti hanno appassionato e come li hai incontrati?

Sin da ragazzo ho avuto una passione per Kafka (Il medico di campagna) e Pirandello (Uno, nessuno e centomila),una passione che non mi ha mai abbandonato dai tempi del liceo.

4) Quale genere è quello più venduto nella tua libreria e quale, invece, è quello che preferisci?

I generi più venduti sono senza dubbio il giallo e il noir. Maurizio De Giovanni la fa da padrone. Confesso una cosa: negli ultimi anni mi è venuta la voglia di leggere soprattutto autori napoletani che scrivono ambientando i loro romanzi a Napoli. Trovo interessante Lorenzo Marone, ma anche Diego De Silva oltre, ovviamente, a Maurizio De Giovanni.

5) Consiglia cinque titoli usciti nell’ultimo anno e dicci perché. Allo stesso modo, consiglia cinque classici che non dovrebbero mai mancare nella biblioteca di ogni lettore e dicci perché.

La vita bugiarda degli adulti” di Elena Ferrante (grande scrittrice, artigiana della parola evocatrice, ma soprattutto il libro si ambienta a RIONE ALTO).

Nozze” di Maurizio De Giovanni (quest’autore è sempre una garanzia).

Lungo petalo di mare” di Isabel Allende (storia di fuga e di accoglienza, mi sembra molto attuale). “Il treno dei bambini” di Viola Ardone (mi ha colpito la tenerezza di questo romanzo, è un’emozione che trovo sempre più raramente nei libri).

Per quanto riguarda i classici:

Uno, nessuno e centomila” e “Fu Mattia Pascal” per riflettere filosoficamente su chi siamo, sulla nostra forma sociale e sulla vita autentica.

Suggerirei di avere nella biblioteca “ Guerra e pace” di Tolstoj (grande romanzo corale) e “Finzioni” di Jorge Luis Borges (lettura di qualità).

A proposito, invito a seguire la Rubrica sulla pagina Facebook Mondadori Rionealto: cento libri da leggere e da rileggere.

5+1) Per te, ora, una prova da scrittore: raccontarsi in 1000 battute, tra passione e fatica, in forma di racconto.

Eccomi qui: il libraio chiacchierone che ormai vive la sua vita nella sua tana di parole e di carta. Ogni mattina si alza la saracinesca, si cerca di mettere in ordine gli scaffali (ma il dubbio è che ci sia sempre un folletto dispettoso che mette a soqquadro tutto durante la notte) e ci si apre al mondo. Ecco che una vecchina chiede un libro con i caratteri grandi e la cortesia di poter leggere un poco su quella poltrona bella prima di acquistare il libro; un adolescente impiega ore per scegliere il fantasy giusto; il Signor x si arrabbia perché sono passate 24 ore e il libro non è ancora arrivato; la gatta gira tra gli scaffali e mi fa le fuse mentre parlo, consiglio, ricerco. La sera, alle nove, tempo di fare i conti. Il telefono impazza: mia moglie urla che è tempo di tornare a casa, c’è da leggere le storie alle bambine

Grazie, Fabio, per averci portato il tuo entusiasmo di Libraio, per aver condiviso il tuo mondo con la bellissima scena descritta nel racconto finale. Canestrini per la tua attività e per il tuo futuro.

Grazie a tutti i lettori, grazie al mio quartiere, al mio collaboratore, alla mia famiglia.

Un saluto a tutti i librai del mondo e ad Maiora semper.

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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