C-Cinque + 1 – speciale fumetto – Andrea Cavaletto

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, adattate questa volta in uno speciale per parlare di fumetto, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

1) Ciao Andrea. Quando hai scritto e disegnato la tua prima storia a fumetti, quale genere prediligi per le tue storie e cosa ti piace leggere, anche di non fumettistico?

Ciao! Premetto che scrivo e disegno fin da quando ero bambino, perché sono le mie due grandi passioni, insieme al cinema. Professionalmente, invece, ho iniziato la mia carriera nel 1998 autoproducendo una rivista antologica di fumetti chiamata GROUND, con storie scritte da me e disegnate da me e da giovani illustratori amici miei. Da sempre, prediligo l’horror in tutte le sue sfumature, ma ultimamente mi sto divertendo a spaziare su altri generi. Ovviamente, mi piace leggere romanzi e fumetti orrorifici, ma anche saggi e libri di psicologia. E poi, soprattutto, seguo gli autori che prediligo per ispirarmi (non te li cito perché sono tanti!)

2) Di tutto quanto hai pubblicato, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché? Preferibilmente un titolo solo.

Al momento, l’opera che mi è costata più fatica ma che mi ha reso orgoglioso è di certo la miniserie di PARANOID BOYD, realizzata per Edizioni Inkiostro e raccolta di recente in un bellissimo ABSOLUTE di oltre 440 pagine, impreziosito da una cover di Matteo Scalera. E’ un horror davvero estremo ma psicologico e paranoico, molto drammatico e nichilista. Lo consiglio.

3) Consigli per chi si approcci adesso al mondo del fumetto autoriale: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Siccome insegno anche scrittura creativa alla scuola Holden, mi permetto di dare il primo consiglio che do a tutti i miei studenti: cercate LA STORIA! Prima di approcciarsi alla realizzazione di una graphic novel, bisogna avere le idee chiare sull’argomento che si vuole raccontare, che ci appassiona. Dobbiamo chiederci se ciò che desideriamo trattare sia valido, se non sia mai stato sviluppato nel modo che abbiamo in mente noi, se ha un potere rispetto a quello che c’è già in giro.

4) Quale storia stai scrivendo/disegnando in questo periodo o, quale vorresti?

Al momento sto disegnando una graphic novel per NPE, l’adattamento a fumetti del cortometraggio surrealista UN CHIEN ANDALOU di Louis Bunuel, mentre per EDIZIONI INKIOSTRO sto scrivendo una graphic novel che rivisita in chiave horror/pulp i miti greci, dal titolo SYMPOSIUM CLUB, disegnata da Attila Schwanz, e una biografia a fumetti su Kurt Cobain, disegnata da Cristiano Sartor. Per Shockdom/Manfont sto sceneggiando una graphic novel dark fantasy scritta insieme a Luca Puggioni, mio ex allievo della Holden. disegnata da Davide Pisciottano. Sto poi sceneggiando un audible a puntate su una storia horror action in stile anni ‘80 di Alessandro Gaza, su supervisione di Pasquale Ruju. E, come ultima cosa (tra quelle che posso rivelare), sto realizzando il mio primo romanzo, un thriller psicologico scritto e ideato insieme alla scrittrice Lisa Zanardo.

5) Quale autore, anche non necessariamente di fumetti, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Ho cercato di contattare Cormac McCarthy perché vorrei trarre una graphic novel da qualcosa di suo. So che è folle, perché McCarthy non è famoso per essere un tipo particolarmente socievole, ma non mollo. Sono un tipo ostinato, io!

5+1) Raccontati in un racconto.

Un’infanzia vissuta nella sonnolenta campagna, lontano dalla città. La vita di provincia che si srotolava monotona davanti a lui, giorno dopo giorno. Pochi amici, qualche episodio di bullismo, i pomeriggi estivi a giocare da solo nei campi, facendo finta di girare ipotetici cortometraggi horror di sua invenzione, con una videocamera di fantasia, scopiazzando i film veri che vedeva ogni tanto di nascosto dai suoi genitori… Insomma, le cose tipiche dei personaggi dei romanzi di Stephen King. E, proprio nel rispetto della tradizione letteraria del Re, il dramma e la tragedia lo colpirono all’età di 15 anni, con la morte del padre, vittima di un brutto male. Quel padre che collezionava Tex e che gli aveva trasmesso la passione per l’arte sequenziale. Quel padre a cui, da bambino, aveva promesso che un giorno avrebbe letto le sue storie pubblicate proprio sui fumetti che adorava. E così fu. E ancora adesso che è diventato un uomo adulto e uno scrittore professionista, ogni volta che scrive una nuova storia, un po’ lo fa perché è certo che, ovunque suo padre sia, la leggerà con il giusto interesse e un pizzico di orgoglio.

Grazie, Andrea. Mi è piaciuto molto leggere le tue risposte, il loro contenuto e il modo che hai avuto nel porgerle. Mi piacciono i tuoi intenti professionali. Canestrini per il tuo futuro, come uomo e come professionista. Sono convinto che qualcuno da lassù stia sorridendo per te.

Grazie per la bella intervista! Un grosso saluto a te e a tutti quelli che la leggeranno.

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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