C-Cinque + 1 – canzoni – Mafalda’s Kitchen

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con chi la scrittura la mette in musica, con chi abbina l’alfabeto al pentagramma, perché parole e musica possono essere una cosa sola !

 

1) Ciao Alessandra, Davide, Stefano, Mario e Filippo. In poche parole: da quando scrivete e quale genere preferite? La letteratura vi ha mai ispirato?

Definire univocamente le proprie influenze è difficile oltre che riduttivo, ma possiamo dire che ci è familiare il punk rock melodico con velate sfumature nu-metal. Come gruppo, scriviamo assieme da circa 6 anni, ma ciascuno di noi ha dei precorsi che vanno indietro nel tempo. Come per quelle musicali, le influenze letterarie non sono univoche, ma alcune sono evidenti se si guarda ed ascolta bene il nostro album “Quello che non vedo”: a partire dalla Cover e dal Booklet ci sono chiari riferimenti a Lewis Carrol e Alice Nel Paese Delle Meraviglie, passando per Bukowski e Orwell; potremmo quindi citare Correrò e Through The Wall del nostro album, ma siamo old style per queste cose: è bello ascoltare album interi dalla prima all’ultima canzone, come si faceva quando si comprava un nuovo disco e non ci si fermava alla traccia più conosciuta.

2) Di tutto i testi che avete scritto, quale consigliereste a chi vorrebbe conoscere il frutto del vostro lavoro e perché?

Diciamo che scegliere qualcosa di univocamente rappresentativo per un lavoro che è il risultato di una varietà multiforme di pensieri, emozioni ed umori, è difficile… ma vale la pena citare Correrò e Through the Wall: sembrano essere quelle che esprimono abbastanza definitamente il nostro stile, caratterizzando il nostro sound attuale, inteso come percorso che supporta i testi, i pensieri e i concetti espressi. Il nostro lavoro va dunque inteso come un insieme complesso e allo stesso delicato di musica e parole che va oltre la sua banalità apparente, che rifiuta giudizi o commenti di categoria, ma che va preso per quello che è, che piaccia o meno.

3) Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura di testi per la canzone: cosa fare e cosa non fare, secondo voi.

L’approccio alla scrittura di una canzone è molto personale, profondamente intimo se si tratta di una espressione seria di forma d’arte: a qualcuno viene più facile partire con una buona base o traccia su cui scrivere, mentre altri preferiscono partire con una linea vocale per poi “vestirla” con la linea musicale. Noi abbiamo sperimentato entrambi questi processi e ogni volta è stato fantastico sentire e condividere emozioni e pensieri personali, ascoltare qualcosa che mano a mano prende forma e diventa parte di te, semplicemente fantastico! Un consiglio? Non dare limiti a quello che stai creando ma nutrirlo con tutto te stesso.

4) Cosa state scrivendo in questo periodo o cosa vorreste scrivere?

Al momento stiamo lavorando a un nuovo progetto che ci sta entusiasmando, 4 nuove tracce sono già pronte e le idee non mancano: speriamo di tornare presto a suonare dal vivo con le nostre vecchie e nuove proposte, quindi ci stiamo concentrando a presentare uno show che sia inclusivo del nostro lavoro ed anche di ciò che fa parte del nostro sound, ossia alcune rivisitazioni allo scopo di invogliare quei gestori che si preoccupano solo di quante persone vengono a

vederti, prima di capire cosa offri in termini qualitativi o di forma artistica.

5) Quale autore, presente o passato, vi piacerebbe poter conoscere e cosa vorreste dirgli? E, quale canzone non vostra vi avrebbe fatto piacere scrivere?

Sicuramente i Nirvana! Sono stati parte plasmante della nostra adolescenza, dei nostri rifiuti, delle nostre fobie, del nostro bisogno di distacco da un mondo cui non apparteniamo o che vorremmo diverso… e poi… ci hanno fatto ballare e ubriacare con canzoni che sentivamo nostre e che da adolescenti suonavamo nelle nostre camerette impregnate di ormoni! Ai Nirvana chiederemmo il “Perchè” di ciò che hanno scritto, il “Come” e “Cosa” li abbia spinto fino a quel punto.

Stairway to heaven dei Led Zeppelin

Immagine dei Beatles

Creep dei Radiohead

Bliss dei Muse

Body’s dei Sex Pistols

5+1) Raccontati in un racconto.

Ci siamo formati una decina di anni fa: dapprima in punta di piedi, poi l’entusiasmo ha preso il sopravvento e abbiamo cominciato a suonare alcune delle canzoni più famose riarrangiate a modo nostro. Ci siamo accorti che i nostri arrangiamenti spesso potevano sembrare un nuovo punto di partenza e quindi abbiamo sentito la necessità di scrivere qualcosa di nostro che desse valore al nostro impegno e abbiamo inciso i primi pezzi. Li abbiamo poi presentati dal vivo in qualche locale, poi in radio e alla fine siamo entrati in sala di registrazione. “Vive le rock”

Grazie, Mafalda’s Kitchen. Mi avete incuriosito molto facendomi entrare nel vostro mondo. Canestrini per i vostri progetti futuri. Buona Musica.

Vorremmo ringraziarVi per lo spazio dedicatoci, per il tempo che ci avete dedicato, a noi e al nostro lavoro, sperando che vi sia piaciuto o che vi piacerà e sperando di potervi vedere presto dal vivo sotto il palco!

Ricordate che trovate il nostro album sulle maggiori piattaforme di

distribuzione musicali online!

Ringraziamo Alex della sala prove Free Music di Cislago, dove nascono le nostre canzoni.

Peace and Rock! – M’sK

 

 cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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