C-Cinque + 1 – Editoria – Stefania Marotta

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli e Lucia Coluccia

Cinque domande + 1, adattate questa volta in uno speciale per parlare con gli addetti ai lavori del mondo dell’editoria, per scoprire cosa c’è dietro le quinte, per scoprire un mestiere che rimane in qualche modo nascosto ma che tutti vedono quando poi alla fine leggono un libro!

 

1) Ciao Stefania. Presentati in poche parole, dicci chi sei e di cosa ti occupi.

Ciao a tutti, mi chiamo Stefania Marotta sono una bookblogger su “La Cortigiana d’Inchiostro” ma soprattutto un’editor freelance. Amo i libri, miei fedeli compagni fin da bambina, ed è forse grazie a loro se ho voluto conseguire una laurea che mi ha dato conoscenze utili per tutto il mondo della comunicazione, del cinema, del teatro e della scrittura: la facoltà di “Scienze della Comunicazione”. Durante quegli anni di studio ho compreso quale fosse il lavoro che avrei voluto fare: essere editor per una casa editrice. Forte di questa mia convinzione, sono volata a Reggio Emilia dove ho conseguito la laurea specialistica in “Pubblicità, Editoria e Creatività d’Impresa”. Successivamente ho frequentato il corso di editing dell’agenzia letteraria Herzog e il master in Editoria e Comunicazione a Roma. Grazie al quale ho potuto svolgere un tirocinio presso la Nottetempo. Attualmente, invece, collaboro come correttrice di bozze per la Spring Edizioni e come editor freelance per i privati.

2) Qual è la cosa che ti piace fare di più e quella che ti piace meno del tuo lavoro?

Del mio lavoro amo la possibilità di poter sempre imparare e “visitare” posti nuovi. È estremamente immersivo, richiede grande concentrazione e attenzione. La vera soddisfazione sta nel constatare come una semplice bozza riesca a trasformarsi in una narrazione coerente, ricca, il tutto grazie al continuo scambio tra me e lo scrittore.

L’editing non è mai dittatoriale ma fluido, metamorfico. Senza la comunicazione tra le due parti sarebbe impossibile. Un lavoro delicato, a volte chirurgico, che richiede massima attenzione per non turbare l’emotività dello scrittore; essere editor significa essere un po’ psicologo. Quando si lavora su un testo, si lavora e ci si muove nella psiche di chi scrive; riuscire a capirlo, a comprenderlo. Entrare in empatia.

Cosa mi piace meno? È difficile, posso solo affermare che, come ogni altro lavoro autonomo, determina uno sforzo maggiore. Vi sono mesi saturi di romanzi da correggere e altri meno. Questa è la vita del freelance, una giungla.

3) Quanto reputi che il tuo lavoro sia apprezzato dagli scrittori e/o dagli editori?

Non saprei dare un valore in termini di quantità. Posso capire di aver svolto un buon lavoro quando mi ringraziano per il risultato che hanno ottenuto, quando lo scrittore è riuscito a esprimere il suo messaggio e soprattutto senza tradire se stesso ma sempre seguendo i suoi desideri.

Una mia scrittrice una volta mi ha detto: “Con lei è come se stessi facendo delle lezioni di scrittura creativa”. Tralasciando la forma del “lei”, che francamente non mi si addice, per me è stato un grande complimento.

4) Che difficoltà incontra e che consigli daresti a chi vuole fare il tuo mestiere?

Come detto in precedenza questo è un lavoro duro e difficile, la gavetta è davvero lunga. Bisogna studiare e leggere, leggere e studiare. Richiede pazienza e sacrifico, una profonda sensibilità ed empatia, ma soprattutto senza una passione ferrea, che mantiene salda la volontà, è quasi impossibile continuare a lottare.

Per quanto riguarda il lavoro da editor freelance, è difficile crearsi un proprio angolo in quel mondo, anzi, universo rappresentato dall’editoria. Se, invece, si vuole intraprendere il lavoro da editor per una casa editrice, un modo probabilmente più concreto, rispetto al mandare candidature spontanee, è lo svolgere qualche tirocinio presso delle case editrici.

5) Qual è stato il momento lavorativo di cui vai più fiero?

Più che il momento lavorativo di cui vado più fiera riesco a pensare a quello più emozionante: quando ho svolto il tirocinio alla Nottetempo e ho affiancato Roberta Einaudi nella correzione di un testo. Imparare da una donna con la sua esperienza, la sua storia, la sua famiglia, il suo vissuto, mi ha illuminato il cuore. Pendevo dalle sue labbra, ero assetata di sapere, e ogni suo commento, ogni suo appunto era come acqua pura per la mia mente. Non ho mai lavorato con tanta passione ed entusiasmo come con lei, con la quale ho instaurato un immediato rapporto d’intesa, fatto di scambi e tante risate. Un vero onore.

Ritornando, invece, all’essere orgogliosa, posso dire di essere sempre più soddisfatta del lavoro sul mio blog “La Cortigiana d’Inchiostro” che come un piccolo seme piantato su un terreno non proprio fertile, sta riuscendo a crescere, a imporsi, e a farsi notare. Il passaparola è una grande, grandissima risorsa, soprattutto dal punto di vista meritocratico.

5+1) Raccontaci (se possibile, a mo’ di racconto) un episodio particolarmente piacevole o spiacevole che hai vissuto facendo il tuo lavoro.

Non sempre è possibile instaurare la giusta sintonia con uno scrittore. Ormai sono preparata a questa eventualità, ed estremamente cauta ad approcciarmi a ogni testo. Ma questa cautela l’ho maturata col tempo.

Ero all’inizio del mio lavoro da freelance, quando dei miei interventi hanno turbato la sensibilità di un mio scrittore. Mi disse senza mezzi termini che gli stavo boicottando il romanzo. Ci siamo parlati e confrontati, ma soprattutto gli specificai che in mancanza di fiducia, il rapporto lavorativo non poteva continuare.

Tuttavia, il cliente si è scusato, ed è proprio lui, o meglio, lei, che mi ha confessato quelle parole che ho scritto poco fa, dicendomi: “Con lei è come se stessi facendo delle lezioni di scrittura creativa”. Probabilmente è proprio per questo motivo che tale affermazione ha rappresentato il miglior complimento del mondo, proprio perché una persona con cui ho avuto una difficoltà si è ricreduta volendo continuare a lavorare assieme.

Grazie, Stefania, per tutto quanto ci hai detto sul tuo mondo di blogger e Canestrini per il tuo tempo futuro, tra letture, recensioni e il resto… della vita.

Grazie a te Salvatore, e grazie a tutti voi che avete letto la mia esperienza all’interno di questo mondo bellissimo e crudele dell’editoria (scherzo dai, o forse no?). Ricordate sempre che i libri sono come un balsamo per l’anima; leggete più che potete, ma mai sforzandovi. Leggere deve essere un piacere non un dovere.

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli e Lucia Coluccia  

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