C-Cinque + 1 – speciale libraio – Libreria La Chanceria

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con chi dei libri ne ha fatto la propria vita, esponendoli, proponendoli, vendendoli e a volte spacciandoli, perché infondo la lettura è una droga!

 

1) Ciao Andrea. In poche parole: quando hai iniziato e perché, cosa ti spinge a continuare e che tipo di libraio pensi di essere?

La libreria è stata aperta da pochissimo, a fine 2019, e questo passo è stato un’esigenza. Con la mia compagna Rossana abbiamo iniziato un percorso, diversi anni fa, legato al mondo dei libri e della scrittura, prima come autori, poi con la rivista multitematica “22 Pensieri” nata nell’agosto del 2016, con la casa editrice “Chance Edizioni” fondata nel 2017 e la libreria “La Chanceria” è quasi una naturale risposta al bisogno di una casa per la nostra CE, e di un luogo dove ritrovarsi per riconoscersi, incontrarsi, confrontarsi, promuovere attività e workshop legati alla scrittura e creare un luogo dedicato alla piccola editoria, che cerchiamo di promuovere e sostenere.

Io non mi sento propriamente un libraio, quello è solo uno dei tanti aspetti che contraddistinguono il mio lavoro nel mondo dell’editoria, e credo che quello che stiamo facendo sia qualcosa di nuovo, abbracciando diversi settori del mondo dei libri, e far si che questi si sostengano e aiutino a vicenda. Questo lo hanno sempre fatto le grandi CE o i gruppi editoriali, più difficile vederlo realizzato da piccole realtà.

2) Quali consigli propositivi ti senti di dare a chi vorrebbe intraprendere il tuo stesso lavoro? E cosa evitare?

Consigli non mi azzardo a darne, posso augurare a chi già svolge questo lavoro, o chi desidera intraprenderlo, di essere sempre mosso da passione e dedizione, e non distratto da burocrazia e difficoltà strutturali che questo mondo si porta dietro. Spesso la cosa più difficile è mantenere alte le motivazioni, che facilmente incontrano eccessivi ostacoli. Viviamo in un mondo che è andato avanti ma non è stato recepito dall’editoria che spesso è ancorata a vecchi sistemi e dinamiche che ormai non sono più premianti. Quello che va evitato è pensare ad una libreria come è stata concepita fino ad ora. Un atteggiamento di questo tipo comporta la mancanza di futuro per la libreria stessa.

3) Quale o quali (massimo tre titoli) sono stati i libri che più ti hanno appassionato e come li hai incontrati?

Il confronto e il passaparola hanno una forza dirompente e inarrestabile. I consigli altrui sono preziosi. Per seguire questi consigli ho letto anche libri molto brutti, ma ho anche scoperto autori e storie incredibili. Un altro bellissimo modo di scoprire nuovi libri è perdersi tra gli scaffali delle librerie e lasciarsi catturare dalle copertine, da un titolo, da una dedica, da una bandella o una quarta di copertina, farsi guidare dall’istinto, che non è infallibile ma a volte fa centri perfetti.

Poi personalmente ho il piacere, per lavoro e per passione, di incontrare tanti autori emergenti e, spesso, ne leggo i libri, scoprendo delle perle inaspettate.

4) Quale genere è quello più venduto nella tua libreria e quale, invece, è quello che preferisci?

La narrativa introspettiva è un genere che ho fatto mio come autore, come casa editrice e come libreria. Non mi sento di dire che è quello che preferisco in assoluto, ma sicuramente è tra quelli che preferisco e ho più facilità a promuovere. Poi gli illustrati sono un evergreen per grandi e piccini, che io amo tanto e il genere che ha sempre un ottimo riscontro tra il pubblico.

5) Consiglia cinque titoli usciti nell’ultimo anno e dicci perché. Allo stesso modo, consiglia cinque classici che non dovrebbero mai mancare nella biblioteca di ogni lettore e dicci perché.

Comincio dai classici, dovrebbe essere più semplice la selezione.

Notre Dame de Paris – un libro straordinario, una storia con mille storie dentro, tratta una molteplicità di temi impressionante, politica, amore, religione, scienza, integrazione, sociale, e ha un gran numero di personaggi che permette all’autore di aprire completamente il ventaglio delle diverse sfaccettature dell’animo umano.

Moby Dick – dall’incipit alla fine una storia incredibile, di quelle sospese, che ti tengono senza fiato. Dove si fa fatica a sentirsi distante da ogni protagonista, anche se in contrasto tra loro. Dove la caccia per il lettore non è alla balena bianca ma diventa inevitabilmente verso i propri demoni.

Martin Eden – come raccontare della propria esistenza e delle proprie esperienze diventi un libro intenso e un viaggio narrativo incredibile.

Il giovane Holden – un libro irriverente, che rompe schemi narrativi, linguistici e sociali. Il racconto e la critica dissacrante di una società che era cambiata senza esserne accorta.

Il Conte di Montecristo – la definizione di romanzo del vocabolario, dovrebbe riportare il titolo di questa opera imperdibile.

Più difficile sarà scegliere tra i libri usciti quest’anno

Dopo il diluvio di Leonardo Malaguti – hanno definito questo libro un affresco di Bosch, ed io concordo pienamente

Viscere di Amelia Grey – una bella scoperta narrativa. Notevole.

Topi del Cimitero di Carlo H. De Medici – uno degli ultimi libri arrivati in libreria, una surreale lettura diversa da quello che generalmente si può trovare in giro.

Viaggi terrestri, marini e lunari del barone di Munchhausen di G. Caporaso e S. Olivotti – prendete una storia a cui si è affezionati, datela ad un illustratore che vi piace tantissimo e il gioco è fatto.

Zenit e la poetica delle cose di Rossana Orsi – sono di parte su questo libro, lo so. Ma non posso non considerarlo come la miglior lettura di quest’anno.

5+1) Per te, ora, una prova da scrittore: raccontarsi in 1000 battute, tra passione e fatica, in forma di racconto.

C’era una volta…

…un ragazzo, con la testa tra le nuvole e i piedi ben piantati a terra, faceva sogni altissimi, ma che soffrivano di vertigini.

A forza di cercare lupi nel bosco e imbattersi sempre in cacciatori maldestri, si ritrovò sperduto in una radura senza alberi.

Dicono che i gatti siano guardiani delle dimensioni, e il ragazzo, sentendosi estraneo al mondo in cui viveva, incontrandone uno, gli chiese di lasciare quelle terre per entrare in un’altra dimensione.

Povero gatto! Aveva attraversato così tanti mondi, che aveva perso anch’egli il nord della bussola.

E dopo aver vagato insieme per un po’ e non ritrovando la direzione che tutti gli indicavano, decisero di crearsi un luogo tutto loro, dove lasciar liberi i pensieri e sentirsi caldi ed al sicuro.

Grazie, Andrea, per tutto quanto ci hai detto. Canestrini per ognuna delle tue attività tra le parole, per i tuoi sogni e di chi ti sta accanto.

Ringrazio Rossana compagna di avventure e non solo, e ringrazio chi ci supporta in questi nostri progetti, amici, autori, lettori, colleghi. In un mondo come questo, poco sincero e arrivista chi c’è in modo sincero si distingue, e per noi che facciamo dei rapporti umani la base di tutto, è fondamentale la loro presenza.

Grazie ad Anna (Copertino) e Salvatore per avermi permesso di raccontare un po’ di me e della mia passione/lavoro.

 

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...