C-Cinque + 1 – Giovanni De Feo

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

 

 

1) Ciao Giovanni. In poche parole: da quando scrivi, cosa scrivi e cosa leggi?

Scrivo ‘sul serio’ da quando, a otto anni, lessi una storia che avevo scritto per un tema libero e mi resi conto che: la sensazione di tenere inchiodati i miei compagni nell’ascolto era impagabile; il processo di scrivere pure.

Leggo di tutto, saggi storici, epica, saggi scientifici, letteratura per l’infanzia, graphic novels, poesia, libri storici… Faccio prima a dire cosa non leggo: romanzi Italiani di ambientazione contemporanea, di solito mi annoiano a morte.

2) Di tutto quanto hai scritto, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché? Preferibilmente un titolo solo.

Direi che cominciare dall’ultimo libro che ho pubblicato – La Stanza Senza Fine, Mondadori– non sia male. Non è un romanzo (solo) per ragazzi, ed è decisamente un racconto fantastico puro, come –spero– sarebbe piaciuto a Buzzati o a Ende: la storia di un ragazzo che è costretto a vivere non nel passato, ma nell’immagine del passato, perché non ha il coraggio di lasciare andare il suo vissuto.

3) Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Semplicemente bisogna ‘durare’, cosa davvero non facile. Uno scrittore Americano ha detto: il problema non è diventare scrittori, è restarlo. Quello.

Cosa non fare: non fate quello che vi dicono gli altri di fare, fate solo le cose che amate, e cercate di capire come ‘funzionate’ come autori.

4) Cosa stai scrivendo in questo periodo o, cosa vorresti scrivere?

Non parlo di qualcosa mentre la scrivo, ma sì, sto lavorando a vecchi-nuovi progetti, e a progetti nuovi nuovi. Sicuramente mi piacerebbe scrivere qualcosa di geografico. Uno dei ‘tropi’ del fantasy è che l’esplorazione conduca la narrazione, un’idea narrativa che trovo affascinante. Da pellegrino credo però che non sia stata esplorata abbastanza, e mi piacerebbe cimentarmici diciamo in modo non ortodosso. Altre idee sulle quali prima o poi lavorerò: l’idea di una scuola ‘totale’ che si sovrappone totalmente alla vita; e una distopia super-eroistica dove i ‘super-poteri’ sono in realtà i sintomi di orribili malattie. Ve ne ho detti due, ma ce ne sono dozzine…

5) Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Probabilmente Michael Ende: viveva a 60 km da casa mia quando leggevo La Storia Infinita, sicuramente sarà venuto a Roma quando io ero piccolo, mi sarebbe piaciuto parlarci, capire come arrivava alle sue storie. Soprattutto, mi sarebbe piaciuto sentire il suo Italiano, visto che lo parlava bene…

5+1)

La mia ombra si allunga sulla parete scheggiata, fa capolino nella classe fredda vuota e melanconica. Banchi in tre file, calcinacci in terra, spezzature sul soffitto, finestre opache come cateratte di vecchi. Grazie a Ishtar, non c’è ancora nessuno. Guardo la classe vuota, e poso la mia borsa sulla cattedra, scricchiola come una vecchia bara. Infine mi giro verso la lavagna nera. Levandomi i guanti prendo un gesso e con quello comincio a disegnare due tende di sipario.

Faccio un passo indietro e osservo il risultato. Poi, con cautela, infilo la mano nel disegno e tiro il cordone: il sipario si apre, e finalmente vedo il mio pubblico, la mia classe, oltre il velo nero dell’ardesia. La maggior parte di loro ha due occhi, quasi nessuno iniettato di sangue, e tutto sommato ci sono pochi pseudopodi e pochissime antenne. Io però, sorrido. “Questa è la nostra prima lezione,” dico loro con voce squillante, “e voi mi insegnerete tutto.”

Grazie, Giovanni, per tutto quanto ci hai detto di te, del tuo universo di parole, e per come lo hai fatto. Canestrini per il tuo futuro di scrittore e di uomo.

Ringrazio Anne Woodall, Alessandro Bilotta, Emil von Zuylen, Paolo Guerrieri, Yael Artom, Delia Sherman e Giulia D’ondes. Voi non sapete chi siano, ma senza di loro probabilmente avrei smesso di scrivere tempo fa.

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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