C-Cinque + 1 – speciale fumetto – Massimo Perissinotto

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, adattate questa volta in uno speciale per parlare di fumetto, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

1) Ciao. Quando hai scritto e disegnato la tua prima storia a fumetti, quale genere prediligi per le tue storie e cosa ti piace leggere, anche di non fumettistico?

Non ricordo esattamente a che età ho realizzato il mio primo fumetto da autore unico… Professionalmente nel 1991 per la rivista Frigidaire ho scritto e disegnato Karakiri (con la “K” omaggio ai fumetti neri italiani), prima avevo fatto storie scritte da altri per settimanali e quotidiani locali. Prediligo la fantascienza, mi ritengo un autore di questo genere.

Mi piace leggere di tutto, con predilezione per il noir, la sf e l’horror.

2) Di tutto quanto hai pubblicato, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché? Preferibilmente un titolo solo.

Consiglio sempre l’ultimo lavoro, in questo caso “Terre di confine” iniziato questo mese, novembre 2019, sul n.11 di Linus (Baldini & Castoldi).

3) Consigli per chi si approcci adesso al mondo del fumetto autoriale: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Non seguire le mode ma restare al passo coi tempi. Studiare la storia dell’arte, del cinema e della letteratura.

4) Quale storia stai scrivendo/disegnando in questo periodo o, quale vorresti?

Oltre alla serie Terre di Confine (per Linus) e la serie ormai decennale di Klaus & Elmer (per Frigidaire/Il nuovo Male), tra poco vedrà la luce un serial heroic fantasy per Astromica: Il mercenario senza nome, di cui però sono solo soggettista.

5) Quale autore, anche non necessariamente di fumetti, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Del passato vorrei genuflettermi al cospetto di Jack Kirby, Edgard Allan Poe, Emilio Salgari. Del presente la stessa cosa al cospetto di Philippe Druillet, Clive Barker, James Ellroy…

5+1) Raccontati in un racconto.

Sono nato mio malgrado. Crescendo mi hanno salvato dal suicidio i fumetti, i romanzi di Salgari e di fantascienza, il cinema. Non sono stato un bravo figlio, e forse non sono ancora un bravo fratello, ma sono amato e amo. Finirò la mia esistenza quando lo deciderò io, salvo imprevisti.

Grazie, Massimo, per essere entrato nell’annovero degli intervistati e averci detto qualcosa di te. Mi è piaciuta l’autoironia del tuo racconto. Canestrini per ogni tuo progetto presente e futuro.

Grazie a voi per avermi dato l’opportunità di parlare un po’ di me, spero non troppo impudicamente.

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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