C-Cinque + 1 – Vito Introna

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

 

 

1) Ciao Vito. In poche parole: da quando scrivi, cosa scrivi e cosa leggi?

Scrivo da sempre e ho letto di tutto, soprattutto i classici della fantascienza. Ho all’attivo dieci romanzi di generi vari: sentimentale, mainstream, Hard SF, thriller, distopia, horror…

2) Di tutto quanto hai scritto, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché? Preferibilmente un titolo solo.

Smalto rosso fuoco (CATARTICA EDIZIONI) uscito sei mesi fa. È di sicuro il mio lavoro più maturo e sentito, una storia di emigrazione al contrario che, pur tra mille difficoltà nel promuovere il libro, sta ottenendo discreti consensi fra i lettori più disparati.

3) Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Leggere tanto, confrontarsi con i lettori, porsi sempre in discussione. Mai invece rifiutare le critiche, anche le più idiote. Ci si fa inutilmente del male.

4) Cosa stai scrivendo in questo periodo o, cosa vorresti scrivere?

Un Thriller a quattro mani con una scrittrice emiliana, un racconto-sceneggiatura con un’attrice pugliese e contemporaneamente partecipo ad alcune antologie di generi vari.

5) Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Di sicuro Dostoevskij, non foss’altro per poterlo ringraziare. Malgrado lo stile del grande autore russo sia inimitabile e a oggi improponibile, mai nessuno come lui riesce a fare vivere un (e in un) testo con tanto realismo.

5+1) Raccontati in un racconto.

Uomo comune, poco atletico e versato nelle arti, dopo un fallito tentativo di carriera militare e un rapido arrivederci a quella forense ho gradualmente deposto le velleità di grandezza. All’indomani del matrimonio, mentre mia moglie attendeva la nostra unica figlia, ho ripreso a scrivere su un progetto accennato due anni prima. Ne venne fuori “Vorrei che il cielo fosse imparziale”, modesto mainstream edito da EDS, particolarmente sgradito alle femministe.
Dopo non mi sono fermato più sfornando in media un libro all’anno. Non sono mancate tensioni, liti con altri scrittori (specie se riuniti in comitiva), sconfitte epocali e delusioni di ogni genere. Ma anche se la grande editoria è fuori dalla mia portata mi accontento semplicemente di esistere. Nulla di più

Grazie, Vito, per la poliedricità dei tuoi scritti, per Dostoevskij, che è indubbiamente un grande, e per tutto quanto di altro ci hai detto. Canestrini per i tuoi progetti presenti e futuri.

Sei stato molto gentile, buon lavoro e complimenti per l’ottima iniziativa.

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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