C-Incontri – le interviste – Mario Gerosa

C-Incontri  Le interviste (146)

 

Oggi su CSide Writer incontriamo Mario Gerosa, scrittore, giornalista e saggista, esperto d’arte e di cinema. Ci sediamo nel nostro salotto virtuale per parlare con lui del suo libro “Il collezionista di respiri” (Falsopiano), ma sopratutto per parlare di arte, di personaggi che rappresentano le opere d’arte, e ovviamente di lato C.

CSW: Ciao Mario benvenuto nel salotto virtuale di CSide Writer. Mentre chiudo la porta prima che entri qualche fauno o qualche sirena, e mentre ti accomodi, posso offriti qualcosa dal nostro bar altrettanto virtuale?

MG: Grazie, un caffè andrà benissimo.

CSW: Credo di non sbagliare se affermo che la protagonista principale del tuo libro è l’arte. Ci racconti in breve com’è nata e come si è sviluppata l’idea per questa storia.

MG: L’impianto di questo romanzo risale agli anni ’90. Ai tempi avevo frequentato da poco una scuola di cinema e vedevo moltissimi film. In particolare, avevo appena scoperto le opere di Mario Bava e di Riccardo Freda, che ancor oggi sono dei riferimenti artistici importanti, oltre al cinema di Dario Argento. In quel romanzo fin da allora ho cercato di trasferire queste passioni, oltre alla grande ammirazione per Borges, Savinio e scrittori immaginifici come Lovecraft, Poe e Jean Ray. Di base, questa storia è un omaggio a vari miti cinematografici e letterari. Su questa passione poi si innesta una storia molto legata all’arte, in particolare alla deriva estrema che in un futuro distopico potrebbe prendere l’arte contemporanea. In ogni caso, è un romanzo piuttosto stratificato, che ha iniziato a prender forma, come dicevo, molti anni fa, e che poi ho completato e in buona parte riscritto l’inverno scorso: le parti più cinematografiche risalgono al periodo per la passione per i maestri più visionari, la struttura più drammatica e introspettiva, con la storia delle tre donne sullo sfondo di una deregulation dell’arte, è più attuale.

CSW: Nel libro sono citati molti artisti e molte opere d’arte. Io mi reputo un ignorante in materia, nel senso che molte le conosco per sentito dire o per averle viste sul web. Secondo te com’è lo stato della conoscenza dell’arte nel lettore medio?

MG: Mi pare che ci sia un interesse continuamente crescente per la storia dell’arte, per i vari movimenti e per i maestri di ieri e di oggi. Le grandi mostre d’arte sono sempre gremite, ed è un buon segno. E non parlo solo delle mostre sugli Impressionisti, che rappresentano dei grandi classici, ma delle esposizioni di autorevoli esponenti dell’arte contemporanea, le cui opere hanno un maggiore livello di complessità. La gente è interessata e segue con curiosità e costanza queste forme di cultura.

CSW: Un romanzo come il tuo, oltre al mero intrattenimento, ha il pregio d’invogliare il lettore a incuriosirsi sulle opere d’arte. La scrittura d’intrattenimento secondo te, può svolgere anche in parte il ruolo di scrittura di formazione? Qual è in tal senso il riscontro avuto dai lettori?

MG: Il romanzo è molto denso di citazioni di artisti, e questo può essere visto come un pregio o come un difetto, a seconda dei punti di vista. Lo vede come un difetto chi ritiene che il continuo rimando a artisti più o meno noti possa rallentare la lettura della storia. Al che rispondo che non è necessario approfondire la conoscenza di ogni singolo artista, e che si può tranquillamente procedere con la lettura. Chi invece apprezza i riferimenti, potrà cogliere un’ulteriore dimensione del romanzo, che rappresenta un modo alternativo per esplorare l’opera di maestri non sempre così noti. Credo comunque che tutto questo discorso di citazioni artistiche sia parte integrante del romanzo, che è costruito con parole e con immagini: la ricerca dell’opera e del singolo artista è parte integrante della storia.

CSW: Tableaux vivants, rappresentazioni di quadri con soggetti umani, addirittura un sito che cerca in un database di opere d’arte una somiglianza fra l’utente e i personaggi. Questa è l’attualità che si avvicina in qualche modo alla trama del tuo libro. Come pensi possano interagire nel presente e nel futuro tecnologia, arte e scrittura?

MG: I tre elementi che citi, tecnologia, arte e scrittura, sono destinati a interagire sempre più strettamente. Un esempio delle potenzialità di questa sinergia è stata offerta già una decina di anni fa da Second Life, un riferimento imprescindibile per il discorso sui mondi virtuali, un universo sintetico in cui hanno una valenza di primo piano l’arte e la creatività. In quel mondo e in altri simili nascono quotidianamente storie, che prendono forma con l’intermediazione della tecnologia. Ma è solo un aspetto della questione: l’arte e la tecnologia stanno iniziando adesso a sperimentare le enormi potenzialità della realtà virtuale e della realtà aumentata, e la scrittura si scopre una nuova, inedita dimensione nella rete. A questo proposito, cito due libri cui sono legato, che ho realizzato anni fa: Rinascimento virtuale, il catalogo della mostra sull’arte in Second Life, e l’Antologia della webletteratura.

CSW: Questo è il momento della domanda irrinunciabile per chi ci viene a trovare. Quale potrebbe essere secondo te il lato C della scrittura?

MG: L’ipertesto, l’intertestualità, il link, in poche parole il gusto di partire da un concetto per esplorarne mille altri, seguendo il procedimento tipico di internet. Credo che sia finito il tempo delle storie chiuse in loro stesse e che prevalga il concetto di opera aperta, che spinge in infinite direzioni il lettore curioso, che porta ad approfondire, a leggere altri libri.

CSW: Ho sempre ritenuto che documentarsi prima della stesura di un libro sia fondamentale. Ma come si raggiunge una conoscenza come la tua, e sopratutto quale potrebbe essere il modo migliore per condividerla?

MG: Penso che alla base di tutto ci sia la curiosità. E in questo desiderio di approfondire e di scoprire sono molto agevolato dalla mia professione: sono giornalista, mi occupo di arte, architettura e design, e ogni giorno ho la fortuna di imbattermi in una serie di notizie più o meno curiose. Le mostre, i nuovi libri, le notizie di cronaca, tutto può rappresentare un’ispirazione per un articolo, ma in certi casi anche per un romanzo. Ci sono tantissimi autori che attendono di essere riscoperti, perfetti per saggi inediti sulla storia dell’arte, del cinema o della televisione. Ma anche storie che possono essere reinterpretate per creare dei racconti. Per quanto concerne l’aspetto della condivisione delle conoscenze, oggi siamo molto facilitati dalle nuove tecnologie, i social network, per esempio, sono uno strumento straordinario, e moltissimi spunti si trovano nei gruppi di Facebook, nei blog, su Instagram, a differenza di una volta, dove tutto il sapere era riservato ai libri, che hanno dei tempi di condivisione più lunghi.

CSW: Ma parlando di arte non posso evitare una domanda. Esiste un autore in particolare che ti appassiona? E uno scrittore?

MG: Per l’arte, rispondo Damien Hirst. La sua mostra concettuale sul naufragio dell’Unbelievable, allestita a Venezia un paio di anni fa, è stata un’operazione straordinaria, senza precedenti. Come scrittore, un maestro insuperato è Biagio Proietti, autore di memorabili sceneggiati televisivi in cui ha un posto di primo piano l’architettura. Proietti ha una straordinaria capacità di inventarsi case, ville, teatri strettamente funzionali allo sviluppo dell’azione.

CSW: Prima dei saluti finali siamo curiosi di sapere se hai già progetti per il futuro. Sarà sempre l’arte la protagonista?

MG: Sto lavorando a un nuovo romanzo. L’arte ci sarà sempre, ma non sarà più così protagonista, si sentirà come sottofondo.

CSW: Grazie per essere stato con noi, mi raccomando uscendo stai attento che ho sentito dire si sta per disputare una gara fra centauri. Prima di lasciarci ci regali un C-saluto?

MG: Grazie per il consiglio. Ricambio consigliando la lettura di un libro fondamentale: Miti d’oggi di Roland Barthes. E’ uno strumento straordinario per comprendere le dinamiche delle nuove tendenze e delle nuove mitologie in progress del nostro tempo.

 

  

cc CSide Writer – Marco Ischia

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