C-Incontri – le interviste – L’ottavo Peccato – Fabio Ancarani – invidia

C-Incontri  Le interviste (141)

Questo sarà un ciclo d’interviste dedicato alla collana “L’ottavo peccato” edito da delos digital e curata dallo straordinario Andrea Franco. Otto domande come gli otto peccati (sette capitali più uno che al momento non è dato a sapere). Cercando di seguire la logica della collana, CSide Writer ha pensato di incontrare gli autori degli episodi, in rigoroso ordine cronologico d’uscita. Otto domande che cercheranno d’entrare nella mente del mostro, che cercheranno di conversare con gli autori, che cercheranno di metterci faccia a facci con Ilario Belviso, anche se a dirla tutta non è proprio un bel vedere!

CSW: Ciao Fabio benvenuto su CSide Writer. Mentre aspettiamo che Ilario faccia la prossima mossa sulla scacchiera, posso offrirti qualcosa da bere dal nostro bar virtuale?

FA: Una birra, possibilmente artigianale e metodo IPA, grazie.

CSW: L’ottavo peccato è una serie che parla di un mostro, un uomo brutto, segnato dalla sindrome di Treacher Collins. Secondo te è più mostro Ilario Belviso, oppure sono più mostri i personaggi con i quali si trova ad avere a che fare?

FA: Quando posso mi piace inserire una faccia “mostruosa” nei personaggi principali che si muovono in una mia storia, in tutte le accezioni del termine “mostruosità”. Penso che li renda più umani. E vale anche il viceversa. Dopotutto siamo tutti mostri peccatori, perché dipende dal punto di vista.

CSW: Sette peccati capitali e a te è toccata invidia. Come ti sei trovato con questo peccato?

FA: Bene anche se non mi appartiene, ma mi sembrava un bel peccato con cui confrontarmi perché è molto diffuso, soprattutto di questi tempi. Per esempio forse la mania dei social di mettersi in vetrina è per suscitare invidia?

CSW: Peccati e peccatori, storie e scrittori. Il peccato simbolo del tuo racconto ti è stato assegnato oppure lo hai scelto tu? Ci racconti com’è avvenuta l’assegnazione, o la scelta?

FA: L’ho scelto io. Proprio per il motivo di prima, mi piaceva confrontarmi con l’invidia.

CSW: Se ti avessero chiesto di scegliere uno degli altri peccati quale avresti scelto? Perché?

FA: Forse l’accidia, perché quello un po’ mi appartiene.

CSW: Parlando invece di Ilario Belviso, quanto è difficile tracciare i tratti di un personaggio così particolare e rimanere coerenti sul soggetto, avendo a che fare con altre abili penne?

FA: È stata la parte più semplice di tutto il processo di scrittura, sia perché Andrea Franco aveva già caratterizzato bene il personaggio, sia perché ciascuno di noi lo ha arricchito di elementi che lo hanno reso vivo e forte.

CSW: Solitamente a questo punto chiedo ai nostri ospiti quale potrebbe essere secondo loro il lato C della scrittura, ma per questa occasione la domanda devo per forza modificarla. Quale potrebbe essere secondo te il lato C di Ilario Belviso?

FA: Il lato peccatore che c’è in tutti noi e che in Ilario sembra battere così forte da minargli il fisico e la vita. Ma lasciargli una valvola di sfogo è la cosa migliore per Ilario.

CSW: Grazie per essere stato con noi, finalmente Ilario ha fatto la sua mossa. Prima di lasciarci ci regali un C-saluto?

FA: Perdere un personaggio come Ilario è un peccato imperdonabile.

 

  

cc CSide Writer – Marco Ischia

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