C-Cinque + 1 – speciale fumetto – Lucio Perrimezzi

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, adattate questa volta in uno speciale per parlare di fumetto, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

1. Ciao Lucio. Quando hai scritto e disegnato la tua prima storia a fumetti, quale genere prediligi per le tue storie e cosa ti piace leggere, anche di non fumettistico?

Ciao! Il primo fumetto che ho scritto l’ho anche disegnato (ma questa cosa fortunatamente non si è più ripetuta), si chiamava “A Beautiful Disaster” ed era una storia onirica e folle, uscì sul n. 2 di una rivista che si chiamava “gli Insuperalbi”, edita da Undergound Press: fu il mio esordio. Il disegno fu solo un mezzo per raccontare le mie storie, da allora mi sono sempre rivolto a gente più brava di me in questo.

2. Di tutto quanto hai pubblicato, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché? Preferibilmente un titolo solo. Grazie.

È una domanda difficilissima! Temo che dovrò – con un grosso sforzo – proportene almeno due: il primo si chiama “Il Sesto – la vita, l’amore e l’immortalità di Trevor Between” (EDIZIONI NPE) e la miniserie di due numeri “Ophidian” (NOISE PRESS), di cui tra qualche mese uscirà il volume conclusivo; tutti i libri che ho menzionato sono disegnati da Francesca Follini e credo rappresentano quello che più mi piace scrivere: storie cupe, con richiami mistici/esoterici, intense, stratificate e che possono offrire differenti spunti di riflessione durante la lettura.

3. Consigli per chi si approcci adesso al mondo del fumetto autoriale: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Sicuramente la cosa che mi sento di consigliare maggiormente a chi scrive fumetti è quello di darsi da fare, scrivere e leggere moltissimo, cercare di essere il più possibile obiettivo sulla qualità dei propri lavori, sapere cosa offre il mercato attualmente e cosa cerca, non farsi scoraggiare da eventuali rifiuti e avere fiducia nelle proprie capacità – se non ne sei sicuro tu, come potrebbe esserlo un potenziale editore? Viceversa, bisogna evitare il pressapochismo e far vedere materiale “a casaccio” anche a interlocutori che pubblicano un prodotto differente. C’è il rischio di bruciarsi in partenza.

4. Quale storia stai scrivendo/disegnando in questo periodo o, quale vorresti?

Come ti cennavo attualmente sto ultimando assieme alla disegnatrice Francesca Follini il volume conclusivo di Ophidian, edito come detto da Noise Press. Si intitola “In Absentia Dei” e siamo gasatissimi per come sta venendo fuori! Contemporaneamente sto lavorando a due volumi per altrettanti editori di cui ancora non posso dire granché, se non che usciranno l’anno prossimo.

Infine, una cosa che per ora non avevo ancora detto “ufficialmente”: sto scrivendo il mio primo romanzo. È una cosa a cui tengo molto e che sto facendo con tanta passione; scriverlo si sta rilevando un’esperienza bellissima, è tutto una novità, mi sembra di essere tornato ai miei esordi, è una sensazione strana ma piacevole! Su questo però non ho ancora una data di uscita, diciamo che mi prenderà tutto il tempo di cui ha bisogno per essere proprio come lo desidero. L’importante è che mi diverta a farlo.

Riguardo a una storia che vorrei scrivere, mi piacerebbe lavorare su un seriale, avere la possibilità di districare trame e sottotrame e sviluppare i personaggi come si può fare solo su un progetto a episodi. Sarebbe esaltante!

5. Quale autore, anche non necessariamente di fumetti, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Mi piacerebbe conoscere Jean Marc De Matteis, uno scrittore di fumetti americano che ha lavorato con Marvel, DC e etichette indipendenti. È il primo sceneggiatore che mi ha spinto ad affrontare la scrittura fumetti e vorrei ringraziarlo per il suo lavoro e chiedergli come diavolo fa a riuscire così bene in praticamente tutto quello che scrive!

5+1. Raccontati in un racconto.

La vista è ancora opaca dopo gli ultimi colpi ricevuti, eppure nello stordimento generale riesco comunque a focalizzare la mia attenzione su una macchia dalla forma semovente che è depositata sul pavimento. Sento delle voci sullo sfondo, mi prendo giusto un ultimo attimo di libertà per capire cosa succede finché non ricontestualizzo le giuste coordinate di spazio e tempo: sono ancora fra le quattro corde del ring, il match non è finito e quella macchia cremisi dalla forma irregolare per terra è il mio sangue. Una macchia che sembra crescere di dimensione, segno che il colpo appena ricevuto è più grave di quello che pensassi.

L’incontro dura da molto, troppo tempo ma non posso fermarmi. Sollevo la testa e vedo il mio avversario fissarmi con espressione determinata. Il suo fisico non mi è mai sembrato così imponente, il suo corpo pallido è ricoperto di parole, le stesse parole che tendono a ipnotizzarmi, rendendomi una preda facile.

Di colpo sorrido. Infine, con la stessa forza di sempre, passo al contrattacco.

Grazie, Lucio, di tutto quanto hai detto. Canestrini per il tuo futuro da fumettista. A presto.

Grazie a te per l’attenzione. Keep the faith alive!

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...