C-Cinque + 1 – Scuola di scrittura – La linea scritta – Antonella Cilento

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli con l’ausilio di Diego Di Dio

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta in uno speciale con chi la scrittura l’insegna, l’esercita, La traduce in insegnamento. Perché per scrivere… bisogna saperlo fare!

1. Ciao Antonella. Presenta in poche parole la Scuola, quando è nata e perché, chi sono gli insegnanti e di cosa si occupano nello specifico. Quanto dura un corso completo?

Lalineascritta Laboratori di Scrittura è nata nel 1993 a Napoli ed è giunta al 27° anno di attività. I corsi hanno sede a Napoli, 

stage e workshop residenziali in tutt’Italia; in molti Paesi del mondo ci sono nostri allievi grazie ai corsi in diretta web conference.

La durata dei corsi è modulare e variabile: un percorso dal vivo dura dai tre mesi ai tre anni; un’esperienza breve può durare 7 lezioni oppure concentrarsi in uno o due giorni di stage.

Lalineascritta forma i suoi partecipanti alla scrittura narrativa, alla drammaturgia teatrale, all’editoria, alla sceneggiatura cinematografica e tv, alle arti visive, al teatro ma anche alla poesia, alla ludoscrittura e alla lettura.

Ad insegnare stabilmente sono: Antonella Cilento, scrittrice, finalista Premio Strega 2014 e ideatrice del metodo Lalineascritta; Stefania Bruno, drammaturga e dottore in Storia del teatro; Stefania Cantelmo e Giuseppe D’Antonio, editor e redattori per case editrici nazionali; Iole Cilento, artista e docente Accademia di Belle Arti; Paolo Oliveri del Castillo, regista. Durante l’anno, numerosi sono gli ospiti editoriali di prestigio da Antonio Franchini ad Alberto Rollo, da Laura Bosio a Manuela La Ferla al ciclo di lezioni curate da Giuseppe Montesano.

2. Quanti e quali programmi didattici proponete, perché e cosa prevedono?

I percorsi didattici sono numerosi, approfonditi e durano tutto l’anno: Lalineascritta propone corsi annuali che hanno come scopo la formazione completa alla costruzione del racconto e del romanzo ma anche un corso di tutoraggio che seleziona e accompagna per un anno di tutoraggio gli aspiranti scrittori che abbiamo un serio progetto di libro fino all’incontro con grandi agenzie nazionali.

Poi ci sono corsi di scrittura e stage di durata più breve, ludici o tematici, per chi si avvicina con meno tempo e per provare a conoscersi meglio attraverso la scrittura. I corsi di drammaturgia formano alla scrittura per il teatro con durata annuale e i corsi di editoria hanno come obiettivo il tirocinio in casa editrice.

Dal 2019 Lalineascritta coordina e organizza SEMA il primo master in scrittura e editoria del Sud Italia con l’Università Suor Orsola Benincasa (è in preparazione il bando della seconda edizione). I percorsi nelle altre arti sono sempre tutti collegati e interdisciplinari: lo scopo è formare scrittori, editoriali, drammaturghi, artisti ma anche e soprattutto lettori e spettatori più consapevoli, come accade con le lezioni magistrali di Giuseppe Montesano. A questo scopo, da sempre Lalineascritta lavora anche con le scuole di ogni ordine e grado.

3. Quali argomenti si studiano e quali tipi di esercitazioni proponete e perché?

Ogni disciplina nei corsi de Lalineascritta attraversa tutti i livelli di conoscenza e pratica della propria arte e propone di continuo esercitazioni pratiche, in aula e a casa: per la scrittura narrativa si va dall’allenamento di base al superamento dei blocchi della scrittura, dall’uso del punto di vista alla costruzione della storia in tre atti, dall’invenzione del personaggio all’uso del tempo nella trama.

In drammaturgia si studiano l’azione e la situazione drammatica, il passaggio dalla pagina alla scena, lo sviluppo dei conflitti, si danno le basi per il mestiere del dramaturg.

In editoria, le funzioni e le mansioni della casa editrice, l’editing e il copy editing, la scheda di lettura, il libro nel suo aspetto materiale, la distribuzione, l’ufficio stampa.

Così anche per le arti visive, per la ludoscrittura, per il laboratorio teatrale, per gli stage che intersecano tutte queste discipline fra loro e aggiungono la fotografia, l’aspetto esperienziale dei laboratori e dei corsi è fondamentale: niente è solo teorico, le arti si imparano praticandole.

4. Quali tecniche narratologiche insegnate e perché, che autori prendete a riferimento?

Ogni tecnica narratologica è alla base delle nostre lezioni e l’intera letteratura mondiale è a disposizione dei nostri studenti: dai classici agli scrittori contemporanei, il criterio è soprattutto la qualità. Se è indispensabile studiare Robert McKee per la sceneggiatura ma anche per la struttura delle storie in genere, è altrettanto necessario aver letto James Wood.

Se per scrivere una scena di massa non è possibile ignorare Flaubert e Dostoevskij, per riconoscere il nucleo atomico di una storia occorre aver letto e amato Julio Cortàzar. Se si vuol scrivere di fantastico e non si conoscono Kafka, Borges e Silvina Ocampo si vaga nel buio. Se si vogliono scrivere racconti e non si sono mai letti Maupassant e Cechov, Carver da solo non basterà.

L’obiettivo è far innamorare della lettura e della letteratura, del teatro e delle arti tutte, incluso il grande cinema, chi viene a seguire i nostri corsi: se qualcuno ha talento non può crescere senza diventare un lettore o uno spettatore forte; per chi desidera anche solo giocare, fondamentale è giocare con serietà.

5. Dove si studia, come vengono svolte le esercitazioni e chi le giudica? Secondo quale criterio?

Lalineascritta Laboratori di Scrittura ha sede fisica a Napoli, in Galleria Vanvitelli 23, dove si tengono tutte le nostre attività ma per chi vuol seguire in diretta la web conference è possibile frequentare comodamente dal proprio pc. Inoltre, le nostre attività si spostano nelle città e presso gli enti o le scuole che ne fanno richiesta in tutt’Italia.

Le esercitazioni quotidiane dei nostri corsi sono valutate dagli insegnanti interni ai corsi stessi, che si occupano di seguire la crescita giorno per giorno dei partecipanti, spesso accompagnandoli per anni fino alla pubblicazione.

I criteri di valutazione sono interni alle arti o ai mestieri di ciascun corso e sono graduali secondo un criterio didattico laboratoriale, pratico, che attende e sorveglia i tempi di apprendimento e maturazione di ciascuno.

5+1. Racconta (se possibile, a mo’ di racconto) un episodio riguardante la Scuola particolarmente interessante.

Abbiamo da sempre allievi di tutte le età e di ogni provenienza e formazione: spesso abbiamo celebrato matrimoni o battesimi nei nostri corsi e abbiamo visto crescere studenti di liceo o abbiamo trasformato nostri studenti in autori noti e in nostri docenti interni o collaboratori. Credo però che le storie più belle riguardino i ragazzi delle scuole, che spesso, in situazioni di disagio hanno letto pochissimo: in un Istituto d’Arte tutti, anni fa’, avevano letto a stento Twilight. Ma c’è sempre un modo per far innamorare i ragazzi: portammo in aula Carmilla di Sheridan Le Fanu e facemmo scoprire loro che il primo vampiro della letteratura era una giovane adolescente. Dopo poco, iniziò la borsa nera delle fotocopie (all’epoca Carmilla era introvabile): “Prufissuré, ma chesto è neglio assai ‘e Twilight!”. Un mese dopo leggevano Bram Stoker.

Grazie, Antonella, per la tua esperienza profusa in queste risposte (un grazie speciale e personale per la forte emozione che mi ha suscitato il racconto finale).

Grazie a voi per l’ospitalità.

 

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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