C-Cinque + 1 – giornalista – Marco Perillo

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con chi della scrittura ne ha fatto un mestiere, per chi della notizia ne ha fatto un mestiere, per chi queste notizie cerca di divulgarle!

1. Ciao Marco. In poche parole: da quando scrivi, cosa scrivi e cosa leggi?

Scrivo fin dai tempi del liceo, iniziando a collaborare con i giornali dall’età di 18 anni. Il mio tempo libro lo impiego a scrivere libri: romanzi, racconti, saggi sulla mia città, Napoli. Leggo soprattutto romanzi storici e mi appassiona molto il Medioevo, per cui le mie letture sono concentrare su quell’argomento.

2. Di tutto quanto hai prodotto come giornalista, di cosa sei più fiero e perché?

Sono molto fiero di un reportage effettuato tra Pozzuoli e Londra per Il Mattino. Scoprii che una tomba di epoca romana perfettamente conservata in un fondo privato nei Campi Flegrei giaceva in abbandono e degrado, mentre al British Museum alcuni di bassorilievi prelevati da quel luogo nell’800 splendevano in vetrina. Un’enorme contraddizione finita in prima pagina.

3. Consigli per chi si approcci adesso al giornalismo: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Occorre certamente specializzarsi in un determinato argomento e crearsi una rete di contatti. Poi bisogna imparare a scrivere bene, seguendo regole (come quella celebre delle 5 W) e chiarezza, affinando un proprio stile. Inoltre bisogna avere tanta pazienza e una passione infinita.

4. Di che argomento ti stai occupando in questo periodo e/o di cosa vorresti poter parlare nei tuoi articoli?

Lavoro al sito web del Mattino, per cui le cose di cui tratto ogni giorno sono molto vaste. Ma da qualche mese col collega Andrea Ruberto sto portando avanti la rubrica video “Segreti napoletani” nella quale andiamo alla scoperta dei luoghi più particolari e sconosciuti di Napoli, decantandone la bellezza.

5. Quale giornalista, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Luigi Necco, che però ho incontrato per poco tempo, prima che ci lasciasse. Mi piacerebbe dirgli che le sue passioni, dall’archeologia all’impegno per Napoli, hanno dato frutto, perché sono in tanti che desiderano seguire le sue orme.

5+1. Raccontati in un racconto: hai massimo 1000 battute, da utilizzare in forma di racconto, con un inizio, una parte centrale e una fine, per dirci qualcosa di te.

Sono nato nel 1983 in una nobile famiglia napoletana che abitava al centro storico, nei pressi di Santa Chiara. Pochi anni dopo però, a causa della criminalità, dovemmo andare altrove ma il cuore della città antica non mi ha mai abbandonato. Dopo gli studi al liceo classico, mi sono laureato in Lingue. Poi ho inseguito il sogno di scrivere, frequentando a Torino la Scuola Holden di Alessandro Baricco e un master in Giornalismo. Quindi ho cominciato a collaborare per Il Corriere del Mezzogiorno e successivamente per Il Mattino, dove sono stato assunto. La mia passione per i libri mi ha portato a pubblicare nel 2014 il mio primo romanzo “Phlegraios / L’ultimo segreto di San Paolo”. Dopo il quale con la Newton Compton ho avuto l’onore di raccontare la mia città con alcuni libri saggistici su Napoli. Spero di continuare a scrivere per il più tempo possibile, in un mondo che sta cambiando e perdendo le sue radici.

Grazie Marco per tutto quanto ci hai detto. Ti auguro di trovare sempre uno scopo e un argomento di cui scrivere. Canestrini, per tutto quanto pubblichi.

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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