C-Cinque + 1 – speciale editore – Ticinum – Elisabetta Balduzzi

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta in uno speciale con l’editore, per scoprire le sue proposte, per scoprire la casa editrice, e perché no… per leggerlo!

 

1. Ciao Elisabetta. In poche parole: da quando pubblichi, cosa pubblichi e cosa leggi?

La casa editrice è nata nel 2014 come costola della Libreria Ticinum che gestisco da oltre 20 anni, per pubblicare libri sul territorio. A distanza di 5 anni, pur dedicandoci ancora molto al territorio abbiamo in catalogo anche narrativa, libri per bambini e un’importante rivista internazionale di poesia e filosofia e relativi quaderni. Io leggo molta letteratura e saggistica, evitando il più possibile la narrativa scadente di cui oggi il mercato abbonda.

2. Di tutto quanto hai pubblicato, cosa consiglieresti ai lettori e perché? E cosa avresti voluto pubblicare che, invece, hanno fatto altri?

Ogni libro che abbiamo pubblicato alle spalle ha un’idea, una progettazione, per questo meriterebbe di essere consigliato. Ma dovendomi limitare a due scelgo: “Il diavolo del Ticino e altri racconti” di Alessandro Reali, dove la dimensione del racconto che diventa favola o leggenda caratterizza lo scrittore pavese che si pone come testimone e salvatore di storie che altrimenti andrebbero perdute. Il libro ha ricevuto la segnalazione della giuria al Premio Chiara; e “Oltrepò Pavese Inatteso, Sorprendente, Indimenticabile”, un gran bel prodotto editoriale che rende omaggio a un territorio ricco di storia, arte, natura, cultura e prodotti enogastronomici di qualità. Ricco di bellissime fotografie e con i testi tradotti in inglese è il passaporto che permette all’Oltrepò di farsi conoscere in tutto il mondo. Non vorrei pubblicare ciò che pubblicano gli altri, preferisco dedicare le mie energie a creare nuove idee.

3. Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Innanzitutto leggere moltissimo i grandi scrittori per capire come scrivono, cosa fondamentale. Frequentare anche corsi di scrittura ma scegliendoli bene, adesso come mai molti si improvvisano docenti di scrittura senza averne la capacità e l’autorevolezza. Cosa non fare: farsi leggere dagli amici chiedendo loro di essere sinceri, non lo saranno mai, e non è detto siano in grado di dare una valutazione consona; autopubblicarsi, a cosa serve? a sentirsi scrittori? Non lo si diventa in questo modo; farsi pubblicare da un editore a pagamento, per il medesimo motivo appena enunciato e perché bisogna ricordarsi che pagando, un editore di questa categoria non fa che eseguire un lavoro per il quale viene remunerato.

4. Cosa stai pubblicando in questo periodo o, cosa vorresti pubblicare?

Sto pubblicando un giallo di un autore che vive in un paese vicino a Voghera con del talento, mi piacerebbe accudirlo e farlo crescere come scrittore. Vorrei pubblicare una bella letteratura, un manoscritto che mi stupisce alla prima lettura, scritto bene, un potenziale capolavoro!

5. Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Mi piacerebbe conoscere un autore russo della scuola del novecento tipo Bulgakov, così come mi piacerebbe saper leggere i russi in lingua originale. Gli chiederei di parlarmi del mondo editoriale di allora, della condizione degli scrittori e delle esigenze dei lettori.

5+1. Raccontati in un racconto

Credo con sempre più convinzione che il caso non esista. Mi guardo indietro e ripercorrendo la mia storia mi vedo fare ogni giorno scelte, a volte rischiose, a volte coraggiose, a volte azzardate, che mi hanno portato dove sono ora, a pigiare i tasti di questa tastiera per questa intervista; sarebbe bastato poco per essere chissà dove. Malgrado si viaggi contro corrente facendo il libraio o l’editore in Italia (un mio amico scrittore dice che siamo un paese che continua a produrre gelati per un popolo a cui non piace il gelato), tutto sommato sono contenta di insistere, sono contenta di resistere. In quanti si rendono conto che una libreria non è un negozio come tutti gli altri? In quanti capiscono l’impegno del vero libraio, un missionario nel senso più stretto della parola, volenteroso, acculturato, lettore instancabile non tanto per sé quanto per i clienti, oggettivo e contemporaneamente fedele ai propri gusti letterari. Io sono una Vera Libraia. Però da qualche anno sono anche un editore, mi sono sdoppiata. E si è sdoppiato anche il mio sguardo sui libri adesso che vivo sulla mia pelle quasi tutta la filiera del libro. Ho ancora alcune cose da fare prima di ritirami tra i Miei libri. Una è formare nuovi lettori, bambini, lasciando in loro quel seme che, crescendo insieme a loro, li alimenterà di desiderio di libri per tutta la vita.

Grazie per essere stata con noi e averci fatto conoscere il tuo lavoro.

 

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...