C-Cinque + 1 – Editoria – Simona Focetola

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli e Lucia Coluccia

Cinque domande + 1, adattate questa volta in uno speciale per parlare con gli addetti ai lavori del mondo dell’editoria, per scoprire cosa c’è dietro le quinte, per scoprire un mestiere che rimane in qualche modo nascosto ma che tutti vedono quando poi alla fine leggono un libro!

 

1. Ciao Simo. Presentati in poche parole, dicci chi sei e di cosa ti occupi.

Ciao a tutti! Sono Simona Focetola, “professionista multifunzione” dell’editoria, eheheheh! Spiego meglio; nella casa editrice per cui lavoro da 16 anni, mi occupo di vari aspetti: editing, correzione bozze (e dicono faccia bene entrambi), ma anche gestione dei rapporti con i fornitori esterni, con la distribuzione e la promozione. Insomma, l’unica cosa da cui mi tengo alla larga (per non far danni) è la contabilità. Ho dovuto “sacrificare” la mia passione per l’impaginazione: tutto non ci stava. Ma credo ormai sia normale amministrazione nelle piccole aziende.

Circa 5 anni fa, poi, ho accettato di entrare a far parte della squadra di Nero Press Edizioni, marchio editoriale dell’Associazione culturale Nero Café. Qui mi occupo di valutazione scritti, editing e correzione bozze, che è ciò che amo di più fare. E ogni tanto collaboro nell’ambito della comunicazione e dei social, così tengo allenate le competenze acquisite nel corso dei miei studi in Relazioni Pubbliche allo IULM.

2.Qual è la cosa che ti piace fare di più e quella che ti piace meno del tuo lavoro?

Editare un testo è sicuramente ciò che amo di più fare. E la massima sulla quale mi baso da sempre è quella che mi è stata insegnata agli esordi del mio impiego: “Si cambia quello che non funziona e che non è corretto, non quello che non piace”. La correzione bozze rimane un esercizio essenziale notevole anche dopo anni di esperienza. Da quando, poi, ho iniziato l’avventura con Nero Press, trovo molto divertente la valutazione dei testi, anche perché i generi trattati dal marchio editoriale rientrano proprio nelle mie corde. Ma trovo molto utile pure essere informata sugli aspetti più gestionali di una casa editrice, senza conoscere i quali è impossibile capire il nostro (complicato) contesto editoriale.

La cosa che mi piace meno? Avere a che fare con autori che mettono in discussione la mia professionalità, senza voler capire che a me interessa solo intervenire per ottenere il meglio dal testo da cui sto lavorando.

3. Quanto reputi che il tuo lavoro sia apprezzato dagli scrittori e/o dagli editori?

Non credo stia a me dirlo, sarebbe meglio chiedere a chi ha lavorato con me. Spesso i fornitori (collaboratori esterni, stampatori, grafici) dicono che, se sono io a chiedere loro le cose, le fanno più volentieri perché sono allo stesso tempo collaborativa e professionale. Chissà, magari lo dicono per tenermi buona, eheheh… Comunque credo davvero che essere collaborativi e disponibili alla lunga paghi. Attenzione, questo non vuol dire però che io lasci mettere in dubbio la mia professionalità e le mie capacità (vedi domanda sopra). Divento una iena, se si mettono in discussione questi aspetti!

4. Che difficoltà incontra e che consigli daresti a chi vuole fare il tuo mestiere?

Sono entrata in questo mondo in maniera del tutto atipica. Liceo linguistico, laurea in Relazioni Pubbliche, una passione per il turismo… Non avevo una formazione specifica, dalla mia “solo” una solida conoscenza della lingua italiana e la fortuna di trovarmi in una realtà dove non si faceva mai a lungo la stessa cosa e quindi non c’era il tempo di annoiarsi. Ho imparato tutto da zero direttamente sul campo. Per contro, ho incontrato negli anni tante persone (davvero molte) sulla carta iper-formate ma, alla resa dei conti pratica, con performance professionali scadenti. Quindi preferisco non “pontificare” sulla strada da compiere per arrivare a fare questo mestiere. Il consiglio? Mai stancarsi d’imparare cose nuove relative al mondo dell’editoria, a 360°.

5. Qual è stato il momento lavorativo di cui vai più fiera?

Non risale a molto tempo fa. E forse è più una fierezza personale che professionale. Venivo da un periodo difficile, in cui avevo lavorato “pancia a terra” per terminare gli editing di due libri, per i quali però ero poi stata attaccata da collaboratori dai quali non mi sarei aspettata un trattamento così sgradevole. Non me ne ero accorta subito, ma quella polemica gratuita aveva iniziato a intaccare la fiducia nelle mie capacità professionali. Così quando, in quello stesso periodo, iniziai a fare l’editing sul romanzo di un autore abbastanza noto, peraltro editor a sua volta, che mi era stato dipinto come “uno difficile”, restio ad accettare modifiche e/o correzioni… non lo feci certo a cuor leggero, mi sentivo pesantemente condizionata. Invece abbiamo lavorato benissimo. E i suoi complimenti a fine editing sono stati un balsamo eccellente contro gli irragionevoli dubbi dai quali mi ero fatta prendere.

5+1 Raccontaci (se possibile, a mo’ di racconto) un episodio particolarmente piacevole o spiacevole che hai vissuto facendo il tuo lavoro.

Direi che ogni fiera con Nero Press regala “perle” in positivo e in negativo. Personalmente, adoro incontrare altri editori, autori e lettori agli eventi; i momenti più piacevoli sono quelli in cui ritrovi clienti che tornano a cercare i tuoi libri anno dopo anno: è qualcosa che riempie di orgoglio e di soddisfazione. Un aspetto che trovo fastidioso e scortese è, invece, quello della mimica di certe persone che non amano la letteratura di genere e che mostrano espressioni facciali che a volte arrivano a sfiorare il puro disprezzo/disgusto. Ecco, questo lo trovo davvero irrispettoso: a te può non piacere, nulla da dire al riguardo, ma si tratta di un prodotto su cui in ogni caso qualcuno ha investito il proprio tempo e le proprie risorse. Stai pure alla larga, se vuoi, ma l’espressione di schifo davanti al lavoro altrui magari risparmiatela…

Grazie, Simona, le tue risposte ci sono piaciute molto. Canestrini per il tuo futuro, professionale e non.

Grazie a voi per lo spazio che dedicate a noi appassionati “periti” dell’editoria!

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli e Lucia Coluccia  

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