C-Cinque + 1 – speciale libraio – Gianfranco Lieto

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con chi dei libri ne ha fatto la propria vita, esponendoli, proponendoli, vendendoli e a volte spacciandoli, perché infondo la lettura è una droga!

 

 

1. Ciao Gianfranco. In poche parole: quando hai iniziato e perché, cosa ti spinge a continuare e che tipo di libraio pensi di essere?

Ho iniziato a frequentare la libreria che ero un ragazzino, poi, dopo il liceo, ho iniziato a lavorare in pianta stabile e nel 1988, alla morte di mio zio Giorgio, sono diventato il titolare. Sono ormai 30 anni che faccio questo lavoro che negli ultimi 4 anni è cambiato radicalmente, il cambiamento è dovuto all’estendersi del commercio elettronico ed in particolare all’avvento massiccio di Amazon.

2. Quali consigli propositivi ti senti di dare a chi vorrebbe intraprendere il tuo stesso lavoro? E cosa evitare?

La vita del libraio porta poche gratificazioni economiche, se si pensa di fare questo lavoro bisogna esser persone umili e che hanno voglia di imparare ogni giorno. Il consiglio è quello di iniziare dalla “gavetta”, personalmente io così ho fatto e tutt’oggi non mi sento assolutamente una persona arrivata. Non fare mai il passo più lungo della propria gamba.

3).Quale o quali (massimo tre titoli) sono stati i libri che più ti hanno appassionato e come li hai incontrati?

Robinson Crusoe. La prima volta che lo lessi avevo nove anni, poi a trent’anni ed ultimamente ho voluto provare a leggerlo su versione ebook ma l’emozione che provai da ragazzino non l’ho mai più provata.

4. Quale genere è quello più venduto nella tua libreria e quale, invece, è quello che preferisci?

Attualmente il genere più venduto e dispiace dirlo è quello degli youtoubers, personalmente preferisco il genere dei legal thriller, in particolare mi divoro i libri di Grisham.

5. Consiglia cinque titoli usciti nell’ultimo anno e dicci perché. Allo stesso modo, consiglia cinque classici che non dovrebbero mai mancare nella biblioteca di ogni lettore e dicci perché.

Autore: Maurizio De Giovanni; titolo: Sara al tramonto e Le parole di Sara, Vuoto.

Autore: Rossella Pastorino; titolo: Le Assaggiatrici.

Autore: Antonio Scurati; titolo: M il figlio del secolo.

Consiglio di leggere i libri di Maurizio De Giovanni per rafforzare la presenza di autori napoletani anche a livello nazionale e poi Maurizio è un grande tifoso ed io personalmente partecipo sempre per i tifosi del Napoli, per chi non ama il calcio invece Rossella Pastorino. Questa è una storia che parla di un certo tipo di resistenza, tutta al femminile. Siamo nella caserma di Krausendorf, Prussia orientale, la prigione dorata delle assaggiatrici di Hitler. Rosa Sauer è una di loro, costretta ogni giorno insieme alle compagne ad assaggiare il cibo destinato al Fuhrer prima che gli venga servito, per scongiurare possibili avvelenamenti. Vive, mangia, e sopravvive. Ogni giorno, per due anni. Poco distante c’è la tana del lupo. Nella caserma di Krausendorf, con un marito lontano e dato per disperso, Rosa scoprirà la forza dell’amicizia, la tenacia dei sentimenti, l’ambiguità dell’animo umano e l’istinto alla vita. Re-imparerà a vivere, o forse a sopravvivere, nonostante la vita le abbia tolto tutto. Ma la vita è più forte della guerra, del Fuhrer, e delle sofferenze, e Rosa riuscirà ad avere la forza di reagire guidata da un istinto primordiale, fino ad allora sconosciuto, che parla di nuovi sentimenti, giovinezza, amore, e nuove alleanze. Un romanzo sulla guerra, sulle passioni e le ambiguità dell’animo umano, dove il giudizio è sospeso, ma in cui si avverte una profonda compassione e vicinanza con la protagonista.

Antonio Scurati affronta il tema del fascismo sin dalla copertina. La “M”, nera su sfondo bianco, grande, esprime la potenza di Mussolini, il protagonista dell’intera narrazione. Lo stile, poi, risulta chiaro e non eccessivamente articolato. Consigliato non solo a chi vuole approfondire il tema, ma a chiunque poiché nella storia troviamo tante risposte. O almeno modelli positivi a cui aspirare o, come in questo caso, casi negativi cui, solo riconoscendoli, si possono riconoscere nel presente e, opportunamente, stroncare.

I classici che consiglio sono come si può immaginare Robinson Crosue ma poi I Malavoglia di Giovanni Verga, Il Gattopardo di Tommasi di Lampedusa, il Fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello e la Coscienza di Zeno di Italo Svevo. Tranne il primo libro gli altri quattro classici hanno influito sulla mia crescita culturale poiché all’inizio furono quasi una costrizione alla lettura giacché ai tempi del liceo mi furono imposti dalla mia insegnante di Lettere italiane Prof.ssa Delia Vottis, poi li ho riletti con altro spirito ma mi sono rimasti impressi.

5+1. Per te, ora, una prova da scrittore: raccontarsi in 1000 battute, tra passione e fatica, in forma di racconto.

C’era un bimbo che frequentava la 5 elementare a cui piaceva leggere i libri di Julio Verne e quelli di Emilo Salgari, si era a metà degli anni settanta del secolo scorso. La particolarità di questo bambino era che Lui leggeva i libri all’interno di una Libreria, quasi nascosto negli scaffali. Crescendo, il bimbo diventato un ragazzo, iniziò a leggere di nascosto un romanzo di Alberto Moravia La Vita Interiore che all’epoca, fine anni 70, fece molto scandalo per i suoi contenuti. Poi il tempo passò, il ragazzino non si nascose più tra gli scaffali ma iniziò a dialogare con i clienti abituali e tra questi spiccava in particolare la figura di Pellegrino Sarno; forse a molti questo nome potrebbe dire poco o nulla ma non è così, perché Pellegrino Sarno inarca la vera figura dell’Intellettuale, peccato che sia venuto a mancare agli inizi del secolo. Potrei continuare ma preferisco raccontare queste cose dal vivo in prima persona per cui venite in libreria.

Grazie, Gianfranco, per la tua storia di vita e per quanto hai condiviso con noi.

 

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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