C-Cinque + 1 – Improbabili – Dorian Gray

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + una al proprio creatore

(Dorian Gray incontra Oscar Wilde grazie all’intervento di Lord Henry Wotton )

Lord Henry Wotton era ancora troppo euforico di quell’incontro per riuscire a dissimulare indifferenza. Aveva pregato a lungo Dorian di accettare l’opportunità d’incontrare il proprio creatore, ma lui aveva sempre schivato ogni suo tentativo. Alla fine non aveva avuto scelta, aveva dovuto mentire al suo pupillo, aveva dovuto raggiarlo attirandolo con una scusa banale nello studio di Basil. Ora quella scelta oltre ad essere l’unica possibile, gli appariva anche come la più ovvia e la più scontata. Non poteva esistere luogo più opportuno e modalità più congrua per far sedere quei due difficili personaggi davanti a una tazza di the, o forse meglio a un bicchiere di scotch.

– Buon pomeriggio Henry, come mai tanta urgenza d’incontrarmi?

– Volevo presentarvi una persona, Dorian.

Quando l’uomo messo di spalle si voltò la reazione fu immediata.

– Che razza di scherzo è questo, Henry?

– Calmatevi Dorian, non mi avete dato modo di fare diversamente. Lasciate almeno che vi presenti.

– Conosco esattamente l’identità del signore che mi sta di fronte, tuttavia non significa che ne voglia conoscere l’intimità.

– Siate ragionevole Dorian, vi sto offrendo un’opportunità unica nel suo genere. Parlare con il vostro creatore.

– Io esisto perché gli altri parlano di me per quello che sono e non per come sono stato creato, d’altronde caro Henry nessuno parla di voi riferendosi all’utero di vostra madre, alla stessa maniera per cui voi non vorreste parlare con esso.

– Suvvia Dorian il paragone non è pertinente. Siate ragionevole.

– Volete davvero parlare di ragione e ragionevolezza?

– No, però vorrei che leggeste queste semplici domante che ho preparato per voi.

– Dovrei quindi in qualche maniera considerarvi il mio salvatore per avermi concesso la grazia di questo foglio vergato di vostra mano?

– Consideratemi come semplice mentore, oppure consideratemi come vi pare, ma leggete. Ve ne prego.

– E sia mio caro Henry, vi asseconderò ancora una volta.

– Innanzitutto signor Wilde, consideri che la mia curiosità è veicolata dalle parole di Henry, e sebbene la trovi una domanda poco curiosa, mi trovo nella condizione di dovervela proporre ugualmente. Si ricorda come è nata la necessità in lei di scrivere di me?

– Caro Dorian, vi chiamo per nome perché in fondo sono stato io a darvelo e mi prendo licenza a prescindere dalla vostra approvazione. Sono certo che nonostante quanto affermate, sapete meglio di me che le parole di Lord Wotton v’incuriosiscono, ma è lecito che vi comportiate come state facendo, la vostra indole ve lo impone. Risponderò alla vostra domanda dicendo semplicemente che voi siete solo un veicolo che mi è occorso per rappresentare in un libro una storia ed esprimere con esso un semplice concetto, ossia che i libri che gli uomini chiamano immorali sono semplicemente libri che mostrano al mondo la sua stessa vergogna.

– Cercherò di soprassedere alla vostra arroganza, ma non posso ignorare che siano parole che avete già fatto pronunciare a qualcuno proprio nel libro in cui narrate delle mie azioni. Ma vedo il viso contrito di Henry che m’impone di continuare con le sue domande. Che difficoltà avete avuto nell’ideare l’ambientazione in cui le mie storie prendono forma e quali invece le difficoltà nel caratterizzare me e i miei coprotagonisti?

– Voi Dorian siete solo l’espressione della verità che per riacquistare la giovinezza basta solo ripeterne le follie, non ho avuto nessuna difficoltà nel caratterizzarvi se non pescando dalle nefandezze di questo mondo e dalle persone che lo abitano. Per l’ambientazione, per Harry e gli altri vostri amici vale la stessa regola, infondo la vita è un palcoscenico sul quale noi recitiamo inconsapevoli le nostre battute.

– Non so se ritenermi offeso da queste vostre parole. Ma se dite che io sono l’espressione della verità, allora forse pensate di scrivere altre storie che mi riguardano?

– Suvvia Dorian non siate egoista, esistono talmente tante storie che possono essere raccontate anche senza scomodare voi e i vostri amici. E poi ricordate che noi ci stiamo incontrando solo per una forzatura dello spazio e del tempo, non c’è modo che io possa ancora scrivere di lei. Ma sono certo che possano farlo altri.

– Quindi c’è qualcosa in me o nelle mie storie che non vi ha soddisfatto, qualcosa che avreste voluto cambiare?

– Il vizio e la virtù sono per un artista materiali di un’arte. Per me voi Dorian siete arte ricolma di vizi e virtù, non poteri voler cambiare nulla di voi senza sembrare pentito, e sapete benissimo che quanto meno si parla dei mali della vita, tanto meglio è. E il pentimento l’ho sempre ritenuto uno dei mali peggiori.

– L’esuberanza calligrafica di Henry e la sua curiosità mi porta a chiedervi d’immaginare d’invertire i nostri ruoli. Se fossi io a scrivere una storia con voi protagonista, che tipo di storia sarebbe e di cosa vorreste che parlassi?

– Non c’è nulla di me che non sia già stato detto, è per questo che a mio modo mi mantengo vivo, non c’è cosa peggiore al mondo del non far parlar di sé quindi avete carta bianca, e siate pure sincero, d’altronde la morte e la volgarità sono le uniche due realtà che il diciannovesimo secolo non è riuscito a spiegare.

– Ora raccontate qualcosa del mio passato e del mio futuro che non è ancora stato svelato.

– Voi nascete dal posteriore di un’oca e da gocce d’inchiostro che hanno imbrattato un foglio, voi nascete da ciò che la natura dell’uomo ha sempre cercato di negare. Voi siete la natura dell’uomo imbrigliata nell’arte e il luogo in cui ci troviamo ne è la prova. Quando il signor Hallward terminerà quel dipinto la vostra esistenza muterà irrimediabilmente e scoprirete sulla vostra pelle che la diversità di opinioni intorno a un’opera d’arte dimostra che l’opera è nuova, complessa e vitale. Ma non è detto che ciò sarà vita, come vi ho già detto esistiamo solo perché parlano di noi, esistiamo solo per dare sfogo alle nostre passioni, e voi caro Dorian, siete esistenza e passione allo stato più puro. Per il vostro futuro vi dirò solamente che la differenza tra un capriccio e una passione che dura una vita è che il capriccio dura un po’ più a lungo.

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cc  CSide Writer – Marco Ischia 

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