C-Cinque + 1 – Giacomo Casula

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con chi la scrittura la mette in musica, con chi abbina l’alfabeto al pentagramma, perché parole e musica possono essere una cosa sola !

 

1. Ciao Giacomo. In poche parole: da quando scrivi e quale genere preferisci? La letteratura ti ha mai ispirato?

Ho cominciato a scrivere canzoni ad inizio 2017, prima avevo scritto qualcosa assimilabile alle canzoni ma non credo fossero tali. La letteratura mi ha forgiato e continua a forgiarmi quotidianamente, partendo dalle azioni più semplici fino a quelle più complesse. Mi piace dire che abita dentro di me.

2. Di tutto i testi che hai scritto, quale consiglieresti a chi vorrebbe conoscere il frutto del tuo lavoro e perché? Preferibilmente 2 massimo 3 titoli, non di più.

E’ difficile rispondere poiché credo che per conoscere pienamente i frutti del mio lavoro sul Teatro-canzone si dovrà vedere lo spettacolo che prossimamente andrà in scena, che non comprende solo le canzoni ma anche i monologhi, è un corpus unico e non si può scindere. Dovendo dare due titoli direi ‘Indie e De Gregori’ e ‘Yuppie 92’.

3. Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura di testi per la canzone: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Credo che si debba anzitutto scegliere la lingua in cui si voglia veicolare un contenuto, uno stato d’animo. L’approccio nello scrivere in italiano è completamente diverso da quello inglese. Per l’italiano, che è la lingua in cui scrivo canzoni, credo che grande attenzione vada prestata all’articolazione della parola in concomitanza del suono e soprattutto usare parole diverse, anche quelle più quotidiane. Se in una canzone si ritrova una ripetizione delle solite parole, forse bisognerebbe prendere il foglio e cominciare daccapo.

4. Cosa stai scrivendo in questo periodo o cosa vorresti scrivere?

Ho ultimato la scrittura del mio primo spettacolo di Teatro-canzone, incentrato sul tema delle mode, che debutterà in prima nazionale a Napoli il 17 maggio p.v.

5. Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli? E, quale canzone non tua ti avrebbe fatto piacere scrivere?

Senza dubbio Rino Gaetano, il mio grandissimo amore musicale. Prima di dirgli qualcosa come ogni fan che si rispetti, credo che lo abbraccerei. Poi gli direi che aveva capito come girava l’Italia già più di trent’anni fa e che la sua apparente ironia nascondeva una riflessione generale profondissima sulla vita e le sue dinamiche comportamentali, tutto questo è stato compreso troppo tardi. Mi avrebbe fatto piacere scrivere per l’appunto ‘Ma il cielo è sempre più blu’.

5+1. Raccontati in un racconto: hai max 1000 battute, da utilizzare in forma di racconto, con un inizio, una parte centrale e una fine, per dirci qualcosa di te.

Stefano De Sanctis era uno scrittore abitudinario. Amava quella vecchia e superata retorica dell’ordine, la sua scrivania, il suo pc, le carte, gli scaffali polverosi e odorosi, lo stesso disco che accompagnava da anni i suoi viaggi mentali, le sigarette messe vicino alla macchina da scrivere ferma da vent’anni. Quando usciva per le sue consuete passeggiate pomeridiane gli capitava spesso di fluttuare con la mente, la sua fantasia, davvero fervida, cominciava a volteggiare e anche senza farlo di proposito, il suo sguardo si poggiava sulle gambe delle donne, sui tombini, sull’odore delle mele mature al mercato, e poi più su, verso i lampioni e i colombi fino ad arrivare ai tetti sporgenti della città, alle nuvole e all’etere. In quei momenti una sorta di fuoco, un’eruzione interna, che partiva dallo stomaco, by-passava la bocca e arrivava al cervello, lo turbava.

Si sentiva, sapendolo o forse ignorandolo, solo. Era in momenti come quello che Stefano De Sanctis accendeva la sua sigaretta, sbuffava lacrimando un po’, e tornava a casa, per creare un mondo a lui più congeniale.

Grazie, Giacomo, per averci introdotto nel tuo mondo. I miei più sentiti Canestrini per il tuo prossimo spettacolo.

 

 cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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