Panopticon – Jenni Fagan

C-BookLe recensioni (294)

PANOPTICON

Jenni Fagan

(Carbonio)

Il lato A (la copertina)

Il lato B (la storia, i protagonisti)

Panopticon, è un esperimento, è una nuova occasione, è una nuova famiglia. Ma Panopticon oltre ad essere un luogo è anche un delirio discendente, è un girone delle occasioni mancate, scansate o fatte scansare. Panoticon è anche un libro che racconta la storia di una ragazzina, venuta al mondo nel posto sbagliato al momento sbagliato, che cresce in posti sbagliati con le persone sbagliate, parcheggiata in attesa di giudizio in un posto che non è forse né sbagliato né giusto. Perché quando si ha dentro qualcosa in più, forse la vita può cambiare, forse la speranza non è solo una speranza, forse inventarsi vite alternative non è solo un gioco mentale, ma l’espressione del desiderio di qualcosa di diverso. Perché infondo siamo ciò che scegliamo di essere, a prescindere da tutto e da tutti. In una narrazione psichedelica Jenni Fagan racconta la vita di Anais Hendricks, fra deliri mentali, droghe ed eccessi di ogni foggia e tipo. Una ragazzina ribelle, che non accetta le regole ma neppure i pregiudizi, una ragazza che sembra cattiva ma che sa di non esserlo, anche se la maggior parte degli adulti e del sistema la definiscono non solo problematica, ma addirittura irrecuperabile. Ma Anais ha un sogno, ha una marcia in più, perché lei infondo è la figlia della Regina dei Reietti sfuggita al mondo a bordo di un gatto alato.

Il lato C (il pensiero di CSide Writer)

Delirante, romantico, ipnotico… Ipnoticon!

Dopo il lato C (una citazione, una frase)

Tratto da pag. 70

Dovunque tu vada a vivere, è meglio non far incazzare il cuoco.”

Tratto da pag. 87

Nessuno è un’isola, Anais, tutti abbiamo bisogno di amici”

Tratto da pag. 159

Solo alla gente senz’anima non piace la musica.”

Tratto da pag. 233

Si dice che il miglior inganno del diavolo sia stato convincere tutti che non esiste. Forse Dio è solo uno scienziato.”

Tratto da pag. 245

Sparire. Succede in un battito di ciglia.”

cc CSide Writer – Marco Ischia

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