C-Cinque + 1 – speciale editore – CS_Libri

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta in uno speciale con l’editore, per scoprire le sue proposte, per scoprire la casa editrice, e perché no… per leggerlo!

 

1. Ciao Massimo. In poche parole: da quando pubblichi, cosa pubblichi e cosa leggi?

Pubblico essenzialmente e-book, anche se non mi nego, ogni tanto, la possibilità di pubblicare qualcosa in cartaceo in collaborazione con un editore torinese. Essenzialmente tutta la mia attività editoria gira intorno ad ALIA, un’antologia a-periodica nata quando facevo ancora il libraio, cioè prima del 2012, ma sopravvissuta nella sua forma elettronica: ALIA Evo. ALIA e ALIA Evo sono antologie di narrativa fantastica, raccolte tra diversi autori italiani per quanto riguarda ALIA Evo e autori di diverse lingue – inglese, giapponese, italiano – per quanto riguarda ALIA. Si tratta di un lavoro notevole che abbiamo condotto io e mia moglie (sostanzialmente LA Casa Editrice) in collaborazione con alcuni traduttori fin quando abbiamo pubblicato autori stranieri e ora sugli autori italiani, compiendo oltre alla scelta dei brani un lavoro di editing e di correzione.

Un lavoro molto simile conduciamo su ALIA Arcipelago, la collana di e-book dove sono usciti finora otto titoli, molti di fantascienza ma non solo.

Cosa leggo… Un po’ di tutto ad essere sincero, ma con particolare amore per la narrativa asiatica e mitteleuropea, per il gotico, il weird, la divulgazione scientifica, la storia e la fantascienza.

2. Di tutto quanto hai pubblicato, cosa consiglieresti ai lettori e perché? (massimo due titoli). E cosa avresti voluto pubblicare che, invece, hanno fatto altri?

Sinceramente mi riesce difficile scegliere due libri in particolare. Ovviamente per semplici ragioni di impegno e di risonanza dovrei scegliere i due ultimi ALIA Evo disponibili, ma se devo scegliere sulla base dei miei gusti, ignorando di esserne stato l’editore, sceglierei un’antologia (cartacea) di autori giapponesi uscita qualche anno fa con la traduzione e la curatela di Massimo Soumarè: “Foglie multicolori – Racconti dal Sol Levante” e un’antologia in e-book scritta da Fabio Lastrucci e uscita in ALIA Arcipelago, “Da Zero a Infinito”. Diciamo che di tutta la nostra produzione mostrano in maniera più nitida la fissazione degli editori – io e mia moglie – nel riuscire a raccontare il caos in “poche” parole. In fondo pubblicare libri è un modo per rendere noti i propri gusti e i miei sono così. Penso che un libro non debba essere completo e definitivo ma offrire la possibilità di essere ripensato e riletto in modo diverso con il fluire dell’età.

Avrei voluto pubblicare – rimanendo in ambito italiano – Antonio Moresco o Michele Mari o Mario Giorgi. Il caos in letteratura. Fortunatamente Giorgi esce con noi…

3. Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Sinceramente mi riesce molto difficile dare dei consigli a chi scrive, sia perché io stesso scrivo sia perché mi imbatto in pratica tutti i giorni in un tentativo non riuscito di raccontare. Raccontare è talmente semplice da essere in realtà maledettamente complesso. La prima regola, in ogni caso, è riuscire a “scomparire” dal proprio testo, dimenticare le proprie esperienze ma lasciare che essere riappaiano in filigrana, in trasparenza. La biografia e l’autobiografia sono forme peculiare di narrazione, meritevole di ogni considerazione, ma il romanzo o l’antologia sono materiali profondamente diversi, da scrivere tenendo conto che le proprie esperienze sono di interesse relativo se non nullo per chi legge. La prima regola penso sia quella di aver letto molto e di vario genere, senza disprezzare nulla. Va tutto bene: i “romance” come le biografie militari, i racconti comici, le barzellette, i “fantasy” da migliaia di pagine e i volumetti di aforismi o i libri di ricette. La regola è quella di scoprire come chi scrive utilizza le parole per rivolgersi ai lettori e scegliere un proprio modo di farlo. Certo, adesso sono in molti a tentare la scrittura, anche basandosi sul dato di fatto che per scrivere è sufficiente avere una penna e qualche foglia o un pc anche scadente. Ma scrivere “decentemente” in realtà è faticoso e ingrato. Se vi rifletto un momento mi vengono in mente decine e decine di autori usciti con grandi editori – o pubblicati a proprie spese: la differenza è in realtà minima in termini di denaro speso in corsi di scrittura creativa, agenzie editoriali e un “aiutino” anche al grosso editore – che dopo uno o due libri sono semplicemente scomparsi. Sarebbe bene ricordare che sono innumerevoli gli scrittori mancati e stabilire se davvero ci si vuole consegnare a una vita di sogni frustrati.

4. Cosa stai pubblicando in questo periodo o, cosa vorresti pubblicare?

In questo periodo sto lavorando con quattro autori per arrivare a pubblicare nuovi e-book della collana ALIA Arcipelago. Penso che in linea di massima dovrebbero uscire con la primavera dell’anno nuovo. Mi rendo conto che sembra un termine remoto per un editore serio, ma in questo senso io non sono un editore serio. La pubblicazione arriva dopo un lungo lavoro in collaborazione con l’autore. Che poi è il motivo fondamentale per il quale lavoro. Mi piacerebbe pubblicare Lavie Tidhar o Murakami Haruki o Cixin Liu, ma mi dicono che hanno già i loro editori.

5. Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Le mie esperienze di incontri con autori non sono mai state particolarmente vivaci o stimolanti. Né posso dire che avere N persone che chiedono una firma o una dedica sia un’esperienza che dia qualcosa di più che un bel massaggio al proprio ego. In realtà avrei voluto conoscere Heinrich Böll o Jack Vance, ma in realtà avrei voluto vedere come riuscivano a scrivere come scrivevano. Nulla di più.

5+1. Raccontati in un racconto – hai max 1000 battute, da utilizzare in forma di racconto, con un inizio, una parte centrale e una fine, per dirci qualcosa di te.

Sono al limite… Il mio inizio è stato un mezzo libro ritrovato sotto una barca rovesciata e letto come se fosse intero. La parte centrale è stato il mio lavoro in una libreria, un’esperienza assolutamente indimenticabile, la fine… beh, ciò che sto facendo ora, rimandando a un’altra vita le cose “davvero” importanti.

Grazie Massimo. Leggerti è stato un piacere.

Grazie a te. È stato utile ricostruire i frammenti di una vita. Anche se è molto probabile che se dovessi rilasciare nuovamente questa intervista finirei col dire cose diverse.

 

 

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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